Moody's declassa le banche Usa: la lotta al "Too Big to Fail" entra nel vivo

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Lo spettro di Moody's torna in America e le banche, come sempre, ricominciano a tremare. La scure dell'agenzia di raring, questa volta, si è abbassata sulla testa di quattro colossi della finanza a stelle e strisce, lasciando - invece - illesi altri quattro grandi istituti. Sulla lavagna dei 'buoni' sono finite, questa volta, la Bank of America, Citigroup, State Street e Wells Fargo. Lavagna dei cattivi, invece, è stata per la 'tormentata' JPMorgan Chase, per Goldman Sachs, per Morgan Stanley e per la Bank of New York Mellon.

  

JPMorgan Chase, la più grande banca americana in termini di asset e tra le prime cinque banche d'investimento al mondo, vede il suo rating abbassarsi ad 'A3'. Scendono a 'Baa1' e 'Baa2', rispettivamente, Goldman Sachs e Morgan Stanley. Chiude il taglio del rating, sempre di un gradino, della Bank of New York Mellon ora a 'Aa2'. Per tutti gli istituti l'outlook resta "stabile".

Janet Yellen, in vista dell'arrivo al vertice della Fed, aveva dichiarato tutto il suo impegno sullo scottante tema delle ricapitalizzazioni delle grandi banche: tutto questo avveniva 'poco prima' l'annuncio dei tagli al rating da parte di Moody's. I due eventi, insomma, sono legati da quel filo logico, in voga ora in America, che vuole dir basta al tristemente noto motto del "Too Big to Fail". Le autorità statunitensi stanno compiendo "sostanziali progressi" nella lotta per la risoluzione di questo problema, spiega la stessa agenzia di rating. Ecco allora che le prossime tornate normative, improntate ad una maggiore severità con le banche in materia di 'capitalizzazione' e di 'liquidità', metteranno in atto una 'rivoluzione' tanto sana quanto necessaria nel mondo finanziario americano. Le agenzie di rating e la stessa Federal Reserve rappresenteranno il giusto 'mix' per 'convincere' le banche a migliorarsi.

"Piuttosto che contare sui fondi di salvataggio pubblici - continua ancora Moody's nella sua nota - ci aspettiamo che i creditori di queste banche possano accollarsi gran parte del peso per aiutare a ricapitalizzare". Maggiore capitalizzazione e liquidità compongono dunque la nuova 'ricetta' americana che dovranno seguire le banche per, in caso di futuri nuovi shock finanziari, evitare di pesare (di nuovo) pesantemente sui conti pubblici.

L'agenzia di rating ha poi concluso spiegando come "L'azione odierna sul rating riflette il rafforzamento dei meccanismi di liquidazione delle banche risultati dal Dodd-Frank Act, che hanno un impatto sulle considerazioni di Moody's sul sostegno da parte del governo". La riforma di Wall Street, nota come Dodd-Frank Act, è un monumentale intervento voluto sotto l'amministrazione Obama e volto ad una 'migliore regolamentazione' del mondo finanziario Usa. Le circa 8 000 pagine di norme e regole (non ancora tutte attuate) coprono molteplici aspetti di Wall Street: da un maggior controllo sui derivati (Swap Otc), alla vigilanza sull'operato delle agenzie di rating da parte dell'Office of Credit Ratings presso la Sec; dal monitoraggio continuo del Financial Stability Oversight, messo a caccia di eventuali rischi sistemici, alla fusione sotto la Consumer Financial Protection Agency di molte agenzie a tutela dei consumatori. Il colosso normativo che ricade sotto il nome Dodd-Frank Act, insomma, cerca di 'migliorare' un mondo finanziario statunitense che - troppo spesso - è stato protagonista di 'brutte figure' a livello mondiale. La caccia ai fantasmi di Wall Street è in atto: legislatori, Federal Reserve e agenzie di rating sembrano poter fruttuosamente collaborare in questa 'crociata'. Dall'altra parte, tuttavia, lobby finanziarie e grandi attori dell'economia americana tirano il freno. La messa in stand by della Volcker Rule, (che vieterebbe buona parte del proprietary trading alle banche commerciali che sfruttano, a tal fine, i depositi dei propri clienti), è il più lampante esempio di quanto forti siano le forze che si fronteggiano in campo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58949/20131115/moody-s-taglio-rating-jpm-chase-goldman-sachs-morgan-stanley-bony-mellon-fed-yellen-dodd-frank.htm

 

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