OCSE, crescita globale ancora al ribasso, e per l'Italia andrà peggio del previsto

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L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha reso noto di avere tagliato di circa mezzo punto percentuale le stime di crescita globale relative a quest'anno ed al prossimo, a causa del rallentamento dei mercati emergenti e delle preoccupazioni collegate al tapering della Federal Reserve, nonché all'incombente scadenza delle nuove trattative relative al tetto del debito pubblico statunitense, che vanno avanti molto lentamente.

  

Per queste ragioni la crescita mondiale nel 2013 dovrebbe essere nell'ordine del 2,7 per cento contro la precedente stima primaverile del 3,1 per cento, mentre per il prossimo anno la previsione è per una crescita del 3,6 per cento in luogo del precedente +4 per cento. A pesare è in particolare il taglio alle stime relative a India e Brasile, colpite, come è noto, dalle prospettive di ritiro della liquidità statunitense, che metterebbe a nudo gli squilibri della propria crescita economica.

Crescita tagliata anche per Cina (ma di appena lo 0,1% nel 2013), Stati Uniti (-0,4% nel 2013 e -0,3% nel 2014 rispetto alle previsioni primaverili) e Giappone: per quest'ultima la raccomandazione è sempre la stessa, ovvero mettere a punto un piano di consolidamento fiscale che preveda, credibilmente, un ritorno in surplus entro il 2020.

anche l'Italia verrà colpita secondo l'Ocse da una recessione ancora peggiore rispetto al previsto: l'organizzazione con sede a Parigi si dimostra addirittura più pessimista rispetto ad altri analisti peggiorando la propria stima per il 2013 da -1,1 per cento a -1,9 per cento, contro un consenso di -1,8 per cento (-1,7 per cento per il governo). In ribasso anche la stima del prodotto interno lordo relativa al 2014, che passa da +1,2 per cento a +0,6 per cento, mentre l'Unione Europea, fra gli altri, ritiene possibile una crescita dello 0,7 per cento: resta dunque lontana la stima ufficiale del governo (+1 per cento), per non parlare delle stime del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, molto più ottimiste.

Si tratterà comunque di una ripresa economica che non potrà fare leva sull'occupazione, poiché sono confermate le stime relative al tasso di disoccupazione al 12,4 per cento: per questo motivo la domanda interna resterà debole e quindi la crescita italiana sarà ancora una volta guidata dall'export. Occorre tuttavia mantenere un'adeguata dose di prudenza anche riguardo a queste cifre, poiché anche la ripresa, proprio perché trainata dall'estero, rischia di essere zavorrata dal rallentamento dell'economia globale, ricordando inoltre che la concorrenza internazionale potrebbe farsi più forte.

Occorre poi tenere in considerazione il fatto che la crescita economica nel 2014 nell'area euro dovrebbe essere a sua volta tagliata all'1 per cento dal precedente 1,5 per cento; secondo l'Ocse nel 2013 la contrazione dovrebbe essere dello 0,4 per cento, in luogo del precedente +0,1 per cento di maggio. Secondo l'Organizzazione tuttavia la ripresa dell'Eurozona resta squilibrata, ed è necessario che la Banca centrale europea prenda in considerazione politiche più accomodanti nel caso in cui il rischio deflazione diventate più concreto, mentre l'Unione Europea deve muoversi più velocemente verso l'Unione bancaria per identificare eventuali minacce al sistema finanziario europeo che rischiano di ripercuotersi sui bilanci degli stati.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59133/20131119/ocse-crescita-italia.htm

 

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