Bernanke: Usa la ripresa è lontana, i tassi rimarranno a lungo così bassi

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Ben Bernanke, attuale presidente della Federal Reserve, ha messo subito le cose in chiaro: l'economia americana è ancora molto lontana da dove la Banca centrale vorrebbe vederla e passerà "ancora più tempo prima che la politica monetaria torni a un corso più normale". La parziale doccia fredda è voluta, Bernanke voleva chiarire del tutto cosa devono aspettarsi gli Usa nel prossimo futuro prima del naturale passaggio di consegne alla Yellen e lo ha fatto in occasione del discorso al National Economists Club di Washington. Tutto ricade sotto la nuova veste 'trasparente' delle decisioni della Federal Reserve. Le variabili in gioco per la Fed sono note: la disoccupazione, inflazione, timing del tapering, tassi di interesse. Il calderone della Banca centrale è ricolmo di ingredienti ma il cambio di 'cuoco', in questa occasione, sarà del tutto indolore e all'insegna della continuità.

  

La Yellen aveva affermato, temo addietro, che "i lavoratori e le loro famiglie stanno pagando un costo elevato per la deludente lentezza di questa ripresa. C'è il rischio di infliggere danni duraturi al mercato del lavoro e alla capacità produttiva dell'economia". Al Congresso, poi, ha recentemente ribadito come "abbiamo compiuto buoni progressi ma abbiamo ancora strada da fare per recuperare il terreno perduto": i tempi per la riduzione del piano di stimoli da 85 miliardi di dollari al mese, insomma, non sarebbero ancora del tutto pronti. Ma c'è dell'altro: "Sono d'accordo - ha aggiunto Bernanke - con l'opinione espressa dalla mia collega Janet Yellen (...) il cammino più sicuro verso un approccio normale di politica monetaria è fare tutto ciò che possiamo per promuovere una forte ripresa".

I tassi di interesse "è probabile che restino vicini allo zero per un considerevole periodo dopo che il programma di acquisti sarà terminato", ha ribadito Bernanke. Nessuna precisa indicazione, ovviamente, per il timing del tapering: "coming meetings" è l'unico suggerimento uscito dalle labbra del numero uno della Fed visto che l'acquisto degli asset è stato definito come non "su un percorso preimpostato". L'economia degli Stati Uniti ha bisogno di stampelle e anche quei punti fermi rappresentati dalle soglie di intervento, (come, ad esempio, la disoccupazione sotto il 6,5%), diventeranno semplici indicatori da osservare. E' stata la stessa Yellen, infatti, a precisare come "la politica monetaria resterà accomodante molto dopo che una delle soglie fissate per i tassi sarà superata (...) è anche importante notare che le soglie non sono automatiche e che, quando una viene superata, il Fomc non dovrà necessariamente rialzare i tassi immediatamente".

La disoccupazione negli Stati Uniti è al 7,3% (ottobre) ed è calata, dall'inizio del piano di acquisti, di circa 0,8 punti percentuali, ovvero 2,6 milioni di persone (204 000 nel solo mese di ottobre). La 'soglia' del 6,5% è ancora lontana e, alla luce di quanto detto dal futuro numero uno della Fed, anche il suo raggiungimento non farà scattare in automatico alcun tipo di intervento. La ripresa è un delicato germoglio, toglierlo dalla serra solo perché sono spuntate le prime foglie è un grosso rischio che né Bernanke (il presente della Federal Reserve) né la Yellen (il futuro) vogliono correre. I tempi per tornare allo 'status quo ante bellum', insomma, si prospettano lunghi, tanto vale mettersi comodi e godersi 'lo spettacolo'.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59154/20131120/bernanke-fed-tassi-qe-acquisto-titoli-disoccupazione-fomc-yellen.htm

 

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