Fondi Usa, squali in Europa: le azioni delle grandi banche la nuova preda preferita

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Gli ultimi quattro mesi hanno visto la finanza mondiale provare un nuovo 'gioco': puntare forte sulla ripresa del sistema bancario europeo (e sull'Eurozona tutta). Una nuova sfida, ambiziosa, fondata sui primissimi, piccoli, cenni di ripresa europea e su una buona dose di aspettative tinte di rosa. Una scommessa che i giganteschi fondi statunitensi non si sono fatti sfuggire: BlackRock, Waddle & Reed, TRowe Price - tutti nomi altisonanti - hanno preso parte a questo nuovo gioco.

  

L'idea è semplice: scommettere sulla ripresa degli istituti finanziari europei partendo da una 'buona' base costruita sulla ripresa concreta dell'economia del Vecchio Continente e sulla sua 'riforma' del sistema bancario. Un trend, quello dell'acquisto delle azioni, che è già ricominciato da molto dopo i livelli minimi toccati nel 2011. Il valore delle azioni, possedute da fondi riconducibili agli Usa, nelle dieci prime banche europee è cresciuto del 40% dal mese di giugno. Un bottino da 33 miliardi di euro che ha visto i grandi fondi incrementare, sempre nello stesso lasso di tempo, la propria esposizione di circa 10 punti percentuali. Un vero e proprio piano d'attacco per i famelici fondi americani. La logica è tanto semplice quanto convincente: i prezzi attuali (e più che mai quelli di qualche mese addietro) sono decisamente 'convenienti', specie alla luce dei recenti segnali economici e della futura regolamentazione unica condotta dalla Bce.

La realtà è che per la loro scommessa i fondi americani non necessitano neanche di 'permanenti' miglioramenti: "L'economia si sta spostando dall'avere il vento contro ad averlo in coda o, almeno, all'assenza di vento che può essere decisamente valido" spiega che Jason White della TRowe Price. "Anche qualora fosse solo un caso che i trend abbiano interrotto il corso negativo, questo può essere un catalizzatore per le azioni". Una scommessa vincente, insomma, e dalla larga portata: i dati raccolti da Reuters parlano di un 40% del totale delle azioni in circolazione, appartenenti alla shortlist delle 10 maggiori banche europee, già in mano ai potenti fondi statunitensi.

Quello che piace -come già accennato - agli americani, oltre alla timida ripresa, è poi la nuova veste di 'controllore' che la Bce ha cominciato ad assumere nei confronti delle banche. Il lancio dell'Asset Quality review ed i futuri stress-test sono elementi visti con favore dai fondi. Ruth Nagle, della BlackRock, vede la mossa come un chiaro passo avanti per il sistema bancario dell'Eurozona. Una sorta di defrag, un rimettere in ordine tutte le banche per giudicarle con il medesimo metro di giudizio, che aiuterà moltissimo gli investitori nella scelta comparata tra i vari istituti e, speriamo noi europei, tutto il sistema bancario stesso.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59164/20131120/fondi-usa-banche-europa-bce-riforma-acquisto-azioni.htm

 

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