Banche centrali e stimoli all'economia: la Bank of Japan avanti a tutta forza

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La Banca centrale europea che pensa sempre più a politiche non convenzionali, la Federal Reserve che dichiara nuovo amore per il Quantitative Easing: mai come in quest'ultimo periodo le Banche centrali sembrano poter essere le vere protagoniste del momentum economico in atto. Tra crescite affette da balbuzie (Europa) ed altre che rischiano di esser state una piccola parentesi (Usa), a condire il tutto c'è ora anche il sempre più pressante leitmotivdell'inflazione (e del rischio deflazione). Il tema, allora, non può che chiamare in causa il Giappone e la sua Banca centrale, la Bank of Japan.

  

L'ultimo Monetary Policy Meeting tenuto, infatti, ha rappresentato la migliore occasione per ribadire alcuni punti fermi della politica monetaria della BoJ. "La Bank of Japan opererà (...) in modo tale da far incrementare la base monetaria ad un ritmo annuale da 60-70mila miliardi di yen". Lunga vita ai piani di stimoli, quindi, anche in Giappone. Il caso statunitense è idealmente vicino: l'economia Usa, a detta dell'attuale numero uno della Fed Bernanke e del suo successore Janet Yellen, ha ancora bisogno della stampella per poter camminare ad un ritmo 'sano'. I tempi non sono ancora del tutto maturi per il tanto chiacchierato 'tapering' e la politica dei bassi tassi durerà ancora più a lungo. 

E così, in questo contesto, anche la Bank of Japan punta a valorizzare la crescita del Paese la cui economia è "in moderata ripresa". Il piano d'acquisto dei bond governativi (JGB) continuerà ad un ritmo di 50mila miliardi di yen all'anno. Gli acquisti degli exchange-traded funds (ETF) saranno da ¥1000 miliardi l'anno mentre si 'scende' a ¥3200 miliardi per l'acquisto dei corporate bond. Sebbene, dunque, la Banca centrale veda le economie mondiali - Usa ed Europa su tutti - in 'ripresa' (con positivi influssi futuri sull'export), nonostante la produzione industriale venga data come in miglioramento e le aspettative sull'inflazione (CPI allo 0,5-1.0%) vengano definite come "in aumento nel complesso", la BoJ non mostra la minima intenzione di mutare lo status quo della sua politica monetaria.

E' la nota stessa a sottolineare come un'economia in moderata crescita ed un Consumer Price Index in graduale aumento non siano sufficienti a contrastare i rischi in essere posti dall'economia globale. Plausibili futuri problemi europei, una crescita Usa che non convince del tutto e un "alto grado di incertezza" sull'economia Giapponese: questo il trittico che farà continuare il "quantitative e qualitative monetary easing (...) finché necessario", spiega la Bank of Japan. Il target inflattivo al 2% non dovrà solamente essere raggiunto, dovrà permanere in "maniera stabile". La bocciata proposta (8 voti a 1) di Takahide Kiuchi - membro del board - di relegare in un time-frame di due anni la parte più imponente del piano di stimoli la dice lunga sull'attuale approccio della Banca centrale.

"L'attuale condotta della politica monetaria supporterà i movimenti positivi dell'attività economica e dei mercati finanziari, contribuirà ad innalzare le aspettative di inflazione e condurrà l'economia del Giappone al superamento di quella deflazione che è durata quasi 15 anni". L'Europa, intanto, prende appunti.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59211/20131121/banche-centrali-europa-usa-giappone-piano-stimoli-economia-inflazione-deflazione.htm

 

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