L'UE trascina la Germania in tribunale contro gli aiuti di Stato a Deutsche Post

Giovedì 21 Novembre 2013 10:20 InvestireOggi.it Economia - Macroeconomia
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Decisamente non è un buon momento per la Germania in Europa: arriva a Berlino l'ennesimo richiamo da parte della Commissione europea, che ha intenzione di portare la Germania davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea per via degli aiuti di Stato concessi a Deutsche Post.

  

La Germania, secondo Barroso e colleghi, ha fallito nel recupero di una somma di denaro compresa fra i 500 milioni e il miliardo di euro di aiuti di Stato sotto forma di sussidi alla previdenza, che l'Unione Europea aveva definito illegali e che per questo dovevano essere restituiti da Deutsche Post ai contribuenti tedeschi.

Berlino tuttavia non si sarebbe attivata per recuperare il dovuto, limitandosi ad un rispetto solo formale della decisione dell'esecutivo europeo: il principale gruppo di servizi postali tedesco, controllato  dallo Stato federale attraverso la Kreditanstalt für Wiederaufbau, ovvero qualcosa di simile alla Cassa depositi e prestiti, ha restituito al Tesoro circa 300 milioni di euro per poi bloccare i rimborsi in attesa del ricorso promosso da Deutsche Post contro la decisione iniziale della Commissione, risalente al gennaio 2012. La Commissione, tuttavia, nega che la presentazione del ricorso sia titolo sufficiente a bloccare la decisione, da cui la risoluzione con cui si ricorre al più alto tribunale europeo per costringere la Germania ad ottemperare alle richieste.

Il governo tedesco, nell'apprendere con sorpresa la notizia, ha reso noto che sarebbe stato necessario attendere che i ricorsi presentati facessero il loro corso prima di aggiungerne un altro: fra le altre cose, afferma Berlino, non è stato ancora definito l'esatto ammontare che Deutsche Post dovrebbe restituire allo Stato, cosa che però avrebbe dovuto fare il governo tedesco su istruzioni dell'Unione Europea.

Non è la prima volta che Bruxelles e Berlino si scontrano sugli aiuti a Deutsche Post: ad esempio nel 2002 la Commissione Prodi (con Mario Monti quale commissario alla concorrenza) impose la restituzione di 575 milioni di euro di sovvenzioni erogate negli anni Novanta; lo stesso contenzioso in oggetto si trascina da oltre un lustro. Neppure è inedito il ricorso alla Corte di Giustizia, se si considera che Deutsche Post ha più volte fatto appello al Tribunale, con alterne fortune: nel 2011 una sentenza del tribunale relativa alla decisione della Commissione oggi contestata aveva dichiarato irricevibile il ricorso di Deutsche Post, anche se l'anno successivo con una nuova decisione il Tribunale aveva deciso di riesaminare il caso, tuttora pendente. Allo stesso modo Bruxelles è intervenuta nel settore dei servizi postali, colpendo anche italiani e francesi, fra gli altri, poiché in non pochi casi le attuali compagnie del servizio postale sono ancora controllare dallo Stato.

Deutsche Post, azienda quotata in borsa nel 2001, è il maggiore operatore del mercato tedesco, nonostante quest'ultimo sia stato pienamente liberalizzato nel 2007; è inoltre leader anche nel mercato europeo, grazie alle molte acquisizioni effettuate nel corso degli anni ed è uno dei maggiori player mondiali.

Per la Germania si tratta dell'ennesimo scontro in Europa, dopo che nelle scorse settimane la Commissione Europa ha aperto le indagini sul mostruoso surplus tedesco che sta destabilizzando le economie europea e mondiale, e che la Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare i tassi di interesse con l'opposizione, tra gli altri, dei membri tedeschi del board e dell'opinione pubblica della Repubblica federale.

Authors: InvestireOggi.it

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