Italia: il calvario dell'immobiliare durerà ancora due anni, poi la ripresa

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C'era una volta l'investimento nel mattone, fedele amico del risparmiatore italiano. Bene rifugio prediletto, traeva la sua forza tanto da uno storico degno di nota quanto da quel clima di fiducia che aleggiava intorno ad esso. Poi venne la crisi. Meno mutui (richiesti e/o concessi), meno domanda e prezzi che flettono. Una piccola crisi nella crisi, tanto per gli immobili nuovi quanto per quelli esistenti, che - leggendo l'ultimo Osservatorio di Nomisma - potrebbe essere 'vicina' (eufemismo) alla sua conclusione.

  

"La seconda ondata recessiva iniziata nel 2011 parrebbe essere giunta a conclusione: anche se per il 2014 non si preannunciano significativi miglioramenti, a partire dal 2015 si ritiene plausibile un avvio di ripresa" si legge nel report. Di certo non annuncio trionfalistico, insomma. Almeno un altro, intero, anno di purgatorio ci attende per poter osservare 'plausibili' riprese nelle grandi città. Tra gli operatori, poi, serpeggia pessimismo per lo specifico dei prossimi sei mesi non tanto per il volume degli scambi quanto (ancora) per l'andamento dei prezzi.

Proprio su questo duplice carattere, volume degli scambi e valore delle case, poggia la crisi degli immobili italiani e le prospettive, d'altro canto, sembrano diverse per i due specifici aspetti. Le compravendite del 2013 dovrebbero attestarsi sulle 407mila unità: una contrazione forte, dell'8,3% secondo Nomisma, ma che si indebolisce con il passare dei trimestri e che, soprattutto, sarebbe ben distante da quel -25% del precedente anno. I grandi centri reagiscono meglio, tuttavia, e dovrebbero poter concludere questo 2013 di (ulteriore) crisi con un -5,6% degli scambi. Il centro studi vede, nel prossimo biennio, il ritorno alla crescita: pur rimanendo sotto quell'importante livello delle 500mila compravendite annue, gli scambi dovrebbero tornare ad un +9/10% annuo.

La frenata della caduta degli scambi (e la prospettica ripresa) passa, ovviamente, per due aspetti strattamente connessi: la riduzione dei prezzi degli immobili e l'eventuale aumento della concessione dei mutui. Domanda ed offerta, insomma, cercano di riavvicinarsi dopo un lungo periodo che li vedeva separati da un consistente gap. "Questo scenario presuppone (...) una prosecuzione dell'aggiustamento dei prezzi degli immobili: il repricing, cominciato in ritardo rispetto alla caduta delle compravendite, proseguirà anche nel prossimo biennio, seppure con un'intensità via via decrescente". Ecco allora che quel dato semestrale (-2,1% in media) e quello annuale (-4,8% per le abitazioni nuove, -5,3% per le altre) non saranno gli ultimi valori con il segno meno in questa crisi dell'immobile. Il 2014, sempre secondo le stime, registrerà cali simili mentre per il 2015 si parla di un rallentamento della flessione ma pur sempre, rispettivamente, ad un -3,1 e un -1,4%. Ancora due anni di calvario (non pochi) per tornare a sperare in un 2016 caratterizzato dal segno più.

Chiude il quadro delle previsioni l'analisi sui mutui. Il quadro attuale è decisamente scoraggiante, inutile nascondersi: 3 miliardi di euro di prestiti alle famiglie in meno nella sola prima metà del 2013. I prestiti volti all'acquisto delle abitazioni scivolano da 343,5 a 341,9 miliardi di euro e la quota di prestiti deteriorati destinati all'acquisto delle abitazioni sale dal 5,4 al 5,8%. Eppure le previsioni parlano di un clima più sereno per il 2014 con le banche che si dicono pronte a venire incontro ai clienti e alla loro (in prospettiva) domanda in timida crescita.

Il calvario, insomma, sembra ancora non esser finito ma - a differenza del recente passato - le ipotesi vagamente 'ottimiste' non sembrano più del tutto campate in aria. Il percorso di riabilitazione da seguire è ancora lungo e gli italiani, sfiancati dal perdurare della crisi, dovranno fare l'ennesimo sforzo per affrontarlo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59218/20131121/case-prezzi-italia-mercato-immobiliare-ripresa-mutui-compravendite-nomisma-previsioni.htm

 

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