Bitcoin sbarca in università: Cipro sarà il nuovo hub della cryptovaluta?

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L'Università di Nicosia, la più grande università di Cipro, ha reso noto che accetterà Bitcoin per il pagamento delle tasse universitarie, facendo segnare una nuova pietra miliare nella breve, ma molto turbolenta, storia della valuta digitale più famosa.

  

La decisione dell'Università potrebbe sembrare piuttosto azzardata se si considera la volatilità della cryptovaluta, che domani potrebbe valere 1000 o 10 dollari, ma acquista un senso se si considera che l'isola di Cipro, per via della crisi finanziaria scoppiata la scorsa primavera, è sottoposta a controlli valutari che rendono difficili le transazioni finanziarie alla frontiera e quindi rende più complicata la vita agli studenti stranieri che vorrebbero studiare a Nicosia.

Bitcoin, grazie alla sua decentralizzazione, non permette restrizioni ispirate dall'imperio dei governi, risultando per questo impermeabile ai controlli valutari: infatti fu proprio in occasione della crisi cipriota che il mondo ha potuto assistere alla prima fiammata della cryptovaluta, che superò abbondantemente i 200 dollari prima di cadere (temporaneamente) vittima del proprio successo.

Da allora è stato un crescendo: pur caratterizzata da una fortissima volatilità, anche a causa della non completa stabilità del sistema nel suo complesso, la moneta digitale, spinta dalla possibilità di un riconoscimento legale negli Stati Uniti, dalla diffusione in un mercato grandissimo come quello cinese, nonché ovviamente dalla speculazione finanziaria, ha raggiunto i 900 dollari nel corso del mese di novembre ed attualmente vale circa 700 "George Washington".

La moneta digitale, per quanto promettente, mostra comunque alcune debolezze strutturali, in primo luogo perché una caratteristica di un sistema di pagamenti dovrebbe essere la sua stabilità, che però non sembra essere tipica di Bitcoin: sei mesi fa per comprare un cellulare top di gamma servivano tre unità, oggi ne basta una, domani chissà. Questa è conseguenza del problema numero uno (e difficilmente risolvibile) di Bitcoin, ovvero il fatto che il numero di Bitcoin tende asintoticamente a 21 milioni, rendendo il mondo della Bitcoinomy molto simile a quella cooperativa di babysitting descritta da Paul Krugman in un celeberrimo paper del 1998. Detto altrimenti, un mondo basato sui Bitcoin, da un certo momento in poi, sperimenterà una irreversibile depressione deflazionistica, come quella degli anni Trenta o quella in cui sembra diretta l'Europa dei giorni nostri, dovuta alla scarsità di offerta di moneta: le persone, in altre parole, preferiranno tesaurizzare, piuttosto che spendere, i propri Bitcoin, congelando l'economia.

Vi sono poi problemi dal lato della sicurezza dei portafogli, poiché il sistema resta debole ad attacchi informatici (e, a differenza della pecunia tradizionale, recuperare il maltolto è operazione impossibile), ed allo stato attuale questa Bitcoin-madness non sembra essere qualcosa di molto diverso dalla paurosa speculazione dei tulipani o, per rimanere nel campo, dalla bolla delle dot-com: i sostenitori della moneta ritengono tuttavia che in futuro i problemi relativi alla sicurezza e alla stabilità verranno risolti, mentre la formazione di un quadro normativo che consideri le valute digitali potrebbe portare alla creazione di un nuovo standard monetario che non avrà però l'oro, bensì il bitcoin al suo centro. Peccato solo per quel dettaglio che, a differenza del gold standard, i bitcoin vengono fuori dal nulla, risultando essere una strana forma di fiat currency.

Proprio per via del fatto che l'economia cipriota, nonostante il disastro, resta legata al mondo bancario, l'isola sembra essere in pole position per la sperimentazione: l'Università di Nicosia ha ad esempio intenzione di fare lobbying presso il Governo cipriota per far sì che l'isola possa diventare uno hub per questa valuta, nel tentativo di fare di necessità virtù. Dopotutto un'economia già collassata non ha molto da perdere.

Si tratta di un campo ancora inesplorato e che necessiterà comunque di nuovi studi, peraltro già avviati dalle banche centrali di mezzo mondo, mentre la stessa università di Nicosia ha annunciato di voler lanciare un master sulle valute digitali a partire dalla prossima primavera nel tentativo di supportare lo sviluppo della moneta digitale, che ha davanti a sé una strada lunga, complicata e turbolenta. Finché non saranno risolti i grossi problemi che la caratterizzano, Bitcoin resta sconsigliata ai deboli di cuore, e probabilmente questa moneta resterà il pioniere delle cryptovaluta, prima di essere sostituita da un'altra che abbia alle spalle un algoritmo-banca centrale meno stupido di quello attuale.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59229/20131121/bitcoin-universita-cipro.htm

 

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