Draghi: BCE pronta ai tassi negativi, ma non trattenete il respiro nell'attesa

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Mario Draghi raffredda gli entusiasmi scatenati dalle voci relative ad una possibile taglio dei tassi sui depositi delle banche commerciali presso la banca centrale che li porterebbe in territorio negativo e dunque verso l'ignoto. L'ipotesi di portare i tassi in negativo per lo 0,1 per cento è stata sì discussa (come già avvenuto in passato tra l'altro), ma si consiglia agli investitori e a tutti coloro che possono essere interessati da questa misura di non trattenere il respiro, poiché tale eventualità non sembra essere prossima ventura. La BCE, comunque, è tecnicamente pronta a fare anche questo passo.

  

La mezza smentita era attesa poiché difficilmente una istituzione prudente come la Banca centrale europea sprecherà in un breve lasso di tempo le sue armi per difendere la stabilità dei prezzi, specie due settimane dopo avere operato un taglio del tasso di rifinanziamento principale, ultima mossa possibile fra le armi convenzionali. Per il momento dovranno bastare le rassicurazioni da parte di Draghi sul fatto che l'Eurozona non rischia di entrare in un periodo di prolungata deflazione, bensì al massimo in un periodo di bassa inflazione, meno preoccupante ma comunque rischioso per una economia nel complesso debole come quella europea. Leggendo fra le righe, comunque, Draghi ricorda ancora una volta che la BCE è pronta a fare "whatever it takes".

Proprio per questo motivo Mario Draghi ha ribadito che la politica monetaria dovrà rimanere accomodante, poiché questa è l'unica risposta all'attuale situazione europea: il fatto che ci siano alcuni paesi estremamente in salute ed altri in profonda difficoltà non deve far dimenticare che la Banca centrale europea è una istituzione al servizio di tutta l'Unione e non deve certo fare gli interessi di questo o quel paese, ma solo ciò che è necessario per l'economia dell'Unione nel suo complesso.

Si tratta ovviamente di una risposta alle critiche piovute ferocemente dalla Germania dopo la decisione di tagliare i tassi d'interesse, tuttavia il presidente della banca centrale ha comunque rassicurato i tedeschi, ricordando che le riforme strutturali (cioè l'austerità) avranno il sostegno dell'Eurotower, e che comunque è impensabile credere che si possa rendere più forte l'Europa indebolendo i forti, piuttosto che rafforzare i deboli.

Quest'analisi tuttavia è vera solo per metà, poiché come è noto che i paesi periferici hanno sì gravi carenze strutturali, ma le loro difficoltà di apportare i corretti aggiustamenti e le riforme necessarie sono dovute ad una Germania che, con un surplus commerciale regolarmente oltre le regole europee ed addirittura più grande di quello cinese, alimenta ed esporta squilibri non solo nel resto dell'Unione Europea, ma anche verso il resto del mondo.

La BCE, comunque, è pronta ad intervenire, poiché, se da un lato la bassa inflazione può essere d'aiuto (come pure una deflazione assolutamente temporanea), dall'altro rende l'economia europea propensa ad entrare in una spirale deflazionistica a seguito di shock inattesi, che, anche nel 2014, sono tutt'altro che improbabili, specie se il gap fra la Germania e il resto dell'Unione continuerà ad allargarsi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59244/20131121/draghi-bce-tassi-negativi-deflazione.htm

 

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