Stabilità, Letta: "privatizzazioni per 12 miliardi". Torna lo scontro sull'Imu

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Serve far cassa e il governo 'vende'. Ad annunciarlo è il premier Enrico Letta durante la conferenza stampa al termine del Cdm odierno, dove tra l'altro è tornato a far discutere il nodo Imu. Con il piano privatizzazioni il governo tenta di far fronte alla bocciatura da parte della Commissione europea della legge di stabilità, 'cartellino rosso' che blocca di fatto il cosiddetto 'bonus Ue' finalizzato agli investimenti.

  

"Il debito non si è evoluto in modo favorevole" hanno scritto da Bruxelles, dando vita ad un braccio di ferro con Letta e il ministro dell'Economia Saccomanni che hanno tentato in tutti i modi di difendere la Manovra. Così nel tentativo di abbassare il debito pubblico, punto su cui il governo è stato 'bacchettato', si darà il via ad una serie di dismissionidi quote societarie che dovrebbero "far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro nelle casse dello Stato", come ha specificato il primo ministro.

"Abbiamo intenzione di intervenire su alcune partecipazioni - ha detto ancora Letta -, dirette e indirette, con la cessione al mercato di quote non di controllo tranne che per Sace e la parte commerciale di Grandi Stazioni", specificando che per quanto riguarda Fincantieri, Enav, Cdp Reti e Stm saranno privatizzate quote non di maggioranza. Stando a quanto riferito dal ministro Saccomanni durante la stessa conferenza stampa, nel dettaglio saranno nell'ordine del 50% le "privatizzazioni che riguarderanno le reti in mano alla Cdp", mentre si tratterà di una cessione rispettivamente del 60% e del 40% per quanto riguardano Sace e Grandi Stazioni da una parte e Fincantieri ed Enav dall'altra. Altra misura che sarà presa riguarderà la privatizzazione di una quota pari al 3% di Eni, 'mossa' che secondo Saccomanni consentirà, senza perdere il controllo societario, "di mobilizzare 2 miliardi senza scendere sotto il 30%".

E' slittato invece l'ok al decreto che avrebbe dovuto abolire la seconda rata dell'Imu, riaccendendo la polemica con l'area 'falchiana' del centrodestra. Ad agitare i banchi della rinata Forza Italia (ma anche qualche scranno del Ncd) è la mancanza di 400 milionialla copertura totale di 2,4 miliardi di euro che serviranno per abolire la seconda rata. A rimanere fuori dalla 'coperta', per il momento, sono i terreni agricoli, punto su cui non arretra di un passo il ministro Nunzia De Girolamo che riceve le pressioni dei suoi ex colleghi di partito. Della questione aree agricole, ha affermato quest'ultima all'uscita dal Consiglio dei ministri, ne "discuteremo martedì", specificando però che per quanto riguarda i fabbricati la copertura c'è. Già sul piede di guerra Renato Brunetta e Maurizio Gasparri ("i continui rinvii del governo non sono un buon segnale. Famiglie e imprese hanno bisogno di certezze e rimandare alla prossima settimana il decreto che abolisce il pagamento della seconda rata Imu certamente non lascia tranquilli"), entrambi 'ricattatori' nei mesi precedenti del governo brandendo la tassa sulla casa come una spada, che nei giorni scorsi hanno fatto capire alla De Girolamo che, nonostante la scissione, deve far di tutto perché siano rispettati gli impegni (o meglio promesse elettorali) fatte dal Pdl quando ancora era compatto.

Cerca di gettare subito acqua sul fuoco, dal canto suo, il primo ministro Letta: "il rinvio è solo formale, per una questione tecnica" ha spiegato durante la conferenza stampa, specificando inoltre che sarà chiuso martedì l'iter relativo all'abolizione della seconda rata Imu e che "non sarà pagata dalle famiglie e dai cittadini. Questo è il nostro impegno e sarà rispettato".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59250/20131121/letta-privatizzazioni-imu-scontro-eni-copertura.htm

 

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