Atene, la Troika e le trattative: il Governo prepara il terreno per il rush finale

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La Troika è andata a far visita ad Atene, di nuovo. Lo scopo del viaggio, tutt'altro che di piacere, era sempre lo stesso: portare avanti le trattative per la nuova tranche di aiuti per la debole Grecia. Quel famoso miliardo di euro che tarda ad arrivare, quel 'gruzzoletto' che Samaras e compagni aspettano da luglio e che ancora non hanno visto. Il tempo passa e le necessità greche si fanno sempre più impellenti. Il governo, in particolare, sente il fiato sul collo di una data precisa: l'11 gennaio 2014. Quel freddo giorno di gennaio, infatti, 1,9 miliardi di euro in Titoli di Stato andranno in scadenza e dovranno, in un modo o nell'altro, essere rimborsati.

  

La Troika è andata a far visita ad Atene, la Troika è tornata in quel di Bruxelles a mani vuote, di nuovo, ed ora si dovrà tentare un delicato 'tutto per tutto' all'inizio del prossimo mese: deadline il 9 dicembre, il giorno prima della prossima riunione dell'Eurogruppo.

Lo squadrone internazionale, ironia della sorte, ha un forte accento nordico che - certamente - non semplifica le cose. Due tedeschi ed un danese a contrattare con il più disastrato dei Paesi del Sud per far tornare i conti 'in ordine' e concedere, così, nuovi aiuti per ripartire. Matthias Mors, per l'Ue, e Klaus Masuch (Bce) sono i due tedeschi del team mentre Paul Tomsen è il danese incaricato dal Fondo monetario internazionale. Dall'altro lato della barricata c'è il premier Antonis Samaras, il suo vice Evanghelos Venizelos ed il ministro delle Finanze Yannis Stournaras che non intendono gettare nuovamente il Paese nelle fauci dell'affamata austerity. Una rinnovata fiducia nei propri mezzi (da alcuni forse definita come la 'forza della disperazione') ha fatto recentemente levare un grido da Atene contro chi vorrebbe nuove misure 'lacrime e sangue': "Non sono necessarie [nuove] misure di austeritàSono pericolose (...) Siamo favorevoli ad operare misure strutturali con un impatto fiscale ma non misure di austerity" ha dichiarato Stournaras.

Il nodo di Gordio è sempre lo stesso. Tra le questioni presenti sul tavolo delle trattative la più 'importante' è legata ancora a quel 'buco di bilancio' del 2014. La Troika lo aveva calcolato, inizialmente, da 2,9 miliardi di euro per poi scendere, gradualmente, fino all'attuale valutazione da €1,8 miliardi. Un ammanco importante, difficile da sanare per i greci - dati gli esigui margini di manovra - ma che Samaras e Venizelos si dicono pronti a colmare con 'tagli alla spesa pubblica'. Problema su problema, poi, c'è anche la delicata questione delle imprese a partecipazione statale, in attesa di conoscere il proprio destino. La Larko, per la siderurgia, la Eas per il comparto della difesa e la Elvo legata al mondo delle autovetture: tutte imprese in bilico che aspettano di sapere cosa le attende in un futuro segnato dalle trattative con i creditori internazionali.

Le trattative, insomma, continueranno ed è palese, a questo punto, la volontà di Atene di chiudere il discorso entro l'inizio del mese di dicembre. La Troika ha definito "produttive" le ultime discussioni avute con il governo greco e questo non fa che aumentare le speranze per un definitivo, prossimo, accordo. La sensazione è che si sia ormai, definitivamente, vicini all'epilogo. Le recenti evoluzioni, tuttavia, hanno visto la Grecia sempre più 'negoziatrice' del proprio destino e non più 'vittima' in balia delle decisioni altrui. Piccole sfumature, inaspettati risvolti psicologici: anche da questi elementi passa la rinascita della povera Atene in Europa.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59266/20131122/atene-grecia-troika-accordi-trattative-eurogruppo-austerity.htm

 

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