Letta: "No agli ayatollah del rigore, ma servono conti solidi"

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Questa mattina il presidente del Consiglio Enrico Letta, davanti all'assemblea di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo-Casse Rurali ed Artigiane), ha parlato in maniera decisa di diversi temiche vanno dall'Europa alla Bce, passando per debito, crescita e rigore. "Finché non arriveremo almeno a un tasso al 3% sui bond decennali, fino a che questo non diventa punto di riferimento del sistema, continueremo a vivere una situazione di vulnerabilità". Attualmente la percentuale si aggira attorno al 4%. Per Letta, solo riducendola si potrà aumentare la fiduciadei mercati sull'Italia.

  

Il premier, forse con un pizzico di polemica, ha chiesto all'Europa di avere pazienza e ha spiegato la posizione dell'Italia: "Stiamo battagliando su due fronti: siamo tirati da una parte sul fronte europeo, perché ci sono alcuni ayatollah del rigore ma di troppo rigore si muore; dall'altra parte, sul fronte interno, perché molti pensano che basti fare spesa e deficit per salvare il sistema. Noi siamo in mezzo, servono spalle solide per reggere i due fronti opposti. Ma noi abbiamo bisogno di alleati sia dentro che fuori in Europa".

Letta poi ha ripreso la polemica sul rigore imposto dall'Europa e ha parlato con ottimismo: "La stagione di solo rigore ce la siamo lasciata alle spalle, ma quella della crescita deve basarsi sulla solidità dei conti. Il prossimo anno il nostro Paese avrà il debito pubblico e il deficit in discesa. Oggi andrò a Berlino e spiegherò che l'Italia ha le carte in regola perche a livello europeo la nostra voce sia ascoltata".

Durante il suo intervento, il presidente del Consiglio è tornato sulla Legge di Stabilità: "Le polemiche e le critiche di questi giorni sulla legge di stabilità sono legate al fatto che tutti vorrebbero più soldi e più spesa ma questo significherebbe sforare il bilancio, ecco perché abbiamo messo in campo la spending review". Letta ha poi concluso parlando di Bce: "Grazie alla guida autorevole di un italiano, Mario Draghi, ha saputo affrontare la crisi, ha calmato la crisi e ci ha consentito di avere gli strumenti per affrontare una situazione ancora difficile, ma non possiamo chiedergli di svolgere un ruolo non suo, sarebbe un errore fatale". La Bce dunque non si dovrebbe occupare in prima personadi crescita ed investimenti. Piuttosto Letta ha espresso il desiderio di rafforzare la Bei, la Banca Europea per gli Investimenti, alla quale si è data "fin troppo poca importanza".

Intanto da Francoforte, mentre Letta parlava dall'Italia, Mario Draghi ha ribadito la necessità di mettere in sicurezza la ripresa: "La situazione nell'area euro è molto migliorata nell'ultimo anno, ma dobbiamo ancora far fronte ad una considerevole sfida. Occorre mettere in sicurezza la ripresa economica - ha detto Draghi - ridurre la frammentazione nell'area euro e continuare il processo di riforma strutturale e istituzionale. È arrivato il momento che le riforme strutturali da parte dei singoli Paesi siano sottoposte a una maggiore governance dell'Unione europea".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59284/20131122/letta-ue-draghi-bce-economia-crescita-rigore.htm

 

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