Arriva la 'nuova' Bankitalia: il governo freme, banche subito pronte a pagare l'imposta dovuta

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Il governo potrebbe 'regalarsi' la rivalutazione delle quote di Bankitalia entro la fine del 2013. I tempi sono stretti ma Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, conferma che le banche sono 'pronte a pagare' anche prima dell'inizio dell'anno nuovo.

  

L'intera vicenda legata a Palazzo Koch, insomma, potrebbe vedere un'improvvisa accelerata dopo che, a detta di molti, la manovra era stata data per sicura ma solo nel 2014. Il tutto, ovviamente, ha un immediato risvolto economico per lo Stato che già accarezza l'idea del ritrovarsi con un insperato 'gruzzoletto' da 1,2 miliardi di euro tra le mani. La cifra in questione è semplice da ricavare. L'attuale valutazione del capitale della Banca d'Italia è di 156 000 euro ed è "lo stesso valore dei tempi della guerra d'Etiopia", spiega il presidente Abi. La rivalutazione voluta, sulla base del dossier presentato a Saccomanni, porterebbe il totale a quota 7,5 miliardi di euro e genererebbe così allo Stato circa €1,2 miliardi (aliquota del 16%) di extragettito versati dalle banche.

Un piano che, per funzionare e portare i propri frutti entro la fine del 2013, ha però ormai ristretti margini di tempo. Il primo passo sarà la conversione del decreto legge da compiere quanto prima possibile. Patuelli conferma come "la conversione del decreto potrebbe andare in testa al calendario parlamentare ed essere approvato alla Camera a velocità siderale e al Senato senza discuterlo. Se il decreto viene convertito nella prima decade di dicembre allora con i tempi ci siamo". Entro i primi giorni del prossimo mese e non troppo oltre, quindi, perché un altro importante passo sarà da compiere prima di poter definire come 'chiusa' l'intera vicenda. Dopo il governo, infatti, sarà la volta della Banca d'Italia e della sua assemblea straordinaria: c'è da modificare, infatti, lo Statuto e questo potrebbe avvenire in una data prossima al 30 dicembre. La convocazione da parte di Ignazio Visco, insomma, sarebbe il secondo, fondamentale, passo per garantire al governo l'introito sperato.

"E' una operazione matura che è utile abbia i suoi effetti entro la notte di San Silvestro. C'è forte attesa che alle banche venga data la ponderazione con incidenza sul patrimonio di vigilanza, allo Stato pagata una aliquota del 16% e introdotto un limite del 5% sul possesso azionario". "Se mi riconoscono entro dicembre la maggiore solidità patrimoniale - ha aggiunto Patuelli - posso essere disposto al riconoscimento fiscale".

Molte parti di questo imponente puzzle, insomma, dovranno incastrarsi (in tempi brevi) per poter accontentare tutti. Da un lato c'è il governo, perennemente alle prese con problemi di coperture, al quale fa molto gola il miliardo (e 200 milioni) di euro in 'dirittura d'arrivo'. Dall'altra parte della barricata, invece, troviamo le banche che - in odore dei controlli futuri della Bce - fremono per sfruttare ogni possibile carta in materia di solidità patrimoniale. Al centro, ovviamente, rimane la Banca d'Italia. Ancora sotto il plausibile scacco di quella norma contenuta nella Legge di Risparmio del 2005, che prevedeva la nazionalizzazione delle quote ("in contraddizione - secondo il presidente Abi - con i trattati europei esistenti")  e che non ha mai visto la luce per mancanza del regolamento attuativo, si appresta ora a cambiare sostanzialmente il suo aspetto. Un nuovo modello, in stile americano, con un azionariato "privato e diffuso" - spiega sempre Pautelli - che incentiverà il trasferimento delle quote grazie ad "una rivalutazione della redditività" delle stesse (rumors citano un 6% annuo). Sempre il numero uno dell'Abi ha chiosato, a tal proposito, spiegando come "ho ragione di confidare che nel decreto ci sia la rivalutazione delle medesime e quindi le quote diventeranno appetibili e sottoscrivibili oltre che per le Fondazioni anche per altri soggetti vigilati e nazionali".

Un nuovo futuro, insomma, aspetta Palazzo Koch e - data la 'fretta' delle parti interessate, vuoi per vincoli di bilancio, vuoi per fattori 'patrimoniali' - c'è da star certi che il tutto, questa volta, avverrà molto probabilmente in 'tempi brevi'.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59406/20131125/banca-d-italia-rivalutazione-capitale-patuelli-abi-banche-bce-governo-aliquota.htm

 

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