BCE contro deflazione: Hansson (Estonia) apre nuovi spiragli per un taglio dei tassi

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Nonostante la mezza smentita di Mario Draghi continuano a susseguirsi le dichiarazioni di membri del Consiglio direttivo della Banca centrale europea a sostegno di misure non convenzionali per raggiungere gli obiettivi di inflazione: l'ultimo in ordine di tempo è Ardo Hansson, governatore della banca centrale dell'Estonia, che ha ricordato che Francoforte è pronta ad un nuovo taglio dei tassi nonché a portare il tasso sui depositi delle banche presso la BCE in territorio negativo.

  

L'inflazione europea continua a mostrare una certa debolezza che potrebbe rendere più incerta la ripresa dell'area euro, e per questo motivo la banca centrale si prepara ad utilizzare tutte le armi a disposizione per evitare di finire in deflazione e riportare l'indice armonizzato dei prezzi al consumo verso l'obiettivo del 2 per cento o poco sotto.

Secondo Hanson l'Eurotower ha ancora a disposizione armi convenzionali per combattere il calo dei prezzi: nonostante vi sia una tradizione che dà preferenza a movimenti sui tassi di 25 punti base alla volta, la Banca centrale europea potrebbe prendere in considerazione tagli di entità minore, anche se, ricorda lo stesso Hansson, più grande è la mossa più grande è l'effetto che ne consegue. Attualmente il tasso di riferimento è al minimo dello 0,25 per cento, lasciando poco spazio per un taglio convenzionale.

Pur essendo tecnicamente pronta la Banca centrale europea continua a studiare la possibilità di tagliare i tassi di deposito bancari attualmente allo zero per cento, in modo tale che le banche perdano denaro sulla liquidità in eccesso depositata nei forzieri della BCE: si pensa in questo modo che le banche commerciali possano ritirare tale liquidità per immetterla nel circuito del credito a favore di famiglie e delle imprese, aiutando così la crescita economica delle 17 nazioni che compongono l'area della moneta unica.

Il problema di questa soluzione è che le banche possano preferire mantenere il proprio denaro nei depositi di Francoforte e scaricare il costo sulle stesse famiglie e imprese, ottenendo quindi l'effetto contrario a quello sperato, ovvero ulteriore chiusura del credito e nuova depressione economica. Si tratta di una eventualità già minacciata dalle banche statunitensi mentre un pensiero simile solletica la Federal Reserve.

È necessario muoversi con cautela poiché non è da escludersi una ricaduta in recessione nei prossimi mesi: la crescita economica nell'area euro è stata dello 0,1 per cento nel terzo trimestre, in rallentamento rispetto allo 0,3 dei tre mesi precedenti.

Il rallentamento della crescita insieme alla disinflazione lasciano presagire per un periodo di stagnazione in Europa; i timori di recessione tornano intanto ad agitare alcuni paesi europei, come ad esempio la Francia, che ha visto il suo PMI composito tornare sotto la soglia dei 50 punti che separa l'espansione dalla contrazione, ai minimi da cinque mesi a questa parte.

A dicembre la Banca centrale europea renderà note le nuove stime relative all'inflazione, attualmente all'1,5 per cento per il 2013 e all'1,3 per cento per il prossimo anno: il nuovo report, che includerà le previsioni relative al 2015, verrà rilasciato il primo giovedì di dicembre, insieme alle conclusioni del meeting di politica monetaria, per il quale non sono previste sorprese, ma solo un rafforzamento della forward guidance introdotta da Mario Draghi lo scorso luglio, quando ha promesso che l'istituto da lui guidato avrebbe mantenuto dati di interesse a livelli bassi per un prolungato periodo di tempo, senza però collegare tali dichiarazioni a specifici obiettivi macroeconomici, come fatto ad esempio dalla Federal Reserve e dalla Bank of England.

Altre opzioni che la Banca centrale europea potrebbe prendere in considerazione per sostenere la comunicazione verso gli agenti economici comprendono la possibilità che l'Eurotower cominci a pubblicare le minute dei propri meeting, ha detto Hansson, affiancandosi ai membri del Consiglio esecutivo della BCE Benoît Cœuré e Jörg Asmussen.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59410/20131125/bce-deflazione-hansson-taglio-tassi.htm

 

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