MPS verso l'aumento di capitale da €3 miliardi ma sotto la 'minaccia' della Fondazione

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Sono giorni di gran fermento, gli attuali, all'interno delle mura del Monte dei Paschi di Siena. Per la giornata di oggi, infatti, è convocata la riunione del Consiglio di amministrazione della banca senese, ordine del giorno: "discutere e deliberare, tra l'altro, in merito ad operazioni sul capitale della banca". Una nota, quella ufficiale, che prova a celare nel suo ermetismo tutta l'importanza del passaggio che si sta per compiere nella banca di Rocca Salimbeni.

  

I mercati percepiscono la delicatezza del momento e lo scivolone di ieri a Piazza Affari (persi oltre 8 punti percentuali dal massimo di seduta di ieri, oggi continua la discesa con un -5,27% a €0,1853) ne è la conferma. La riunione del Cda di oggi, con ogni probabilità, porterà alla convocazione dell'assemblea per i giorni successivi a Natale. I trenta giorni di preavviso citati dalla normativa per le società quotate portano, dunque, a confidare in un'assemblea il prossimo 27 dicembre così da poter dare il via al tanto chiacchierato aumento di capitale dai primi giorni di gennaio.

Si parlerà anche di 'numeri', ovviamente, nella riunione del Consiglio: fonti vicine alla banca danno come "ormai ampiamente attes[o]" il ritocco della cifra finale dell'Adc dagli iniziali €2,5 miliardi agli attuali 3 miliardi di euro (differenza la cui destinazione viene annoverata sotto il titolo 'cedola dei Monti Bond'). L'aumento di capitale, in generale, rientra in quel più ampio piano di ristrutturazione della banca senese che la Commissione Ue segue molto da vicino. Ricapitalizzare per avere il semaforo verde dalla Commissione sui €4,07 miliardi di euro di Monti bond (già ricevuti) e rimborsarne - contestualmente - una percentuale vicina ai settanta punti.

I tempi sono stretti ma tutto sembra poter andare per il verso giusto: la riunione del Cda di oggi sarà, come accennato in precedenza, il primo importante passo. Poi sarà la volta dell'assemblea dei soci in una data prossima al 27 dicembre e, con il via libera di Bruxelles che dovrebbe esser giunto nel frattempo, lanciare l'aumento di capitale vero e proprio sin da gennaio (finestra vista come favorevole da più di un attore in gioco). Un piano articolato, con tempi tecnici da rispettare, ma che il Monte dei Paschi è deciso a seguire pedissequamente.

Storia nella storia, invece, è quella legata alla Fondazione Mps, stretta tra la morsa dei creditori (€350 milioni da rendere a 12 banche) e quella di un aumento di capitale che non può permettersi. La fondazione possiede il 34,74% delle azioni di Rocca Salimbeni ma non ha, ed è ormai pacifico, le possibilità per partecipare all'Adc. Ecco allora che con un prezzo delle azioni sotto i 12 centesimi, le banche creditrici sfrutteranno il default del debito ed entreranno in possesso della partecipazione in Mps. Anche l'eventuale vendita di parte delle azioni non gioverebbe (vista la diluizione sicura nell'ottica dell'aumento di capitale). L'unica via (oltre lo scorporo della partecipazione) che potrebbe percorrere è allora quella di un partner internazionale che acquisti l'intero pacchetto. Un'operazione non facile, ovviamente, e che richiede tempo. Lo stesso tempo, invece, che non vogliono attendere Profumo e Compagni. Rumors parlano di una BNP Paribas come soggetto ideale ma c'è da appurarne l'effettivo interesse. L'unico 'asso' residuo per la Fondazione, qualora fallissero tutte le alternative, sarebbe quello di prendere maggior tempo 'con la forza', sfruttando il suo peso in assemblea per congelare - momentaneamente - l'intera macchina dell'aumento di capitale.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59431/20131126/monte-dei-paschi-assemblea-riunione-cda-consiglio-amministrazione-aumento-capitale-fondazione-compra.htm

 

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