Il tapering è vicino, la Bce in allerta: collaborare tutti per evitare nuovi rischi nell'Eurozona

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Dicembre è ormai alle porte ed il mondo finanziario ne è ben consapevole. L'ultimo mese di questo globalmente ancora turbolento 2013 potrebbe, infatti, finire con una 'sorpresa' dagli Stati Uniti. Nel bel mezzo del passaggio di consegne tra Bernanke e la Yellen al vertice della Federal Reserve, infatti, potrebbe avere finalmente inizio il tanto chiacchierato tapering del piano di stimoli americano. Una 'non-notizia' a dire il vero ma che diraderebbe quella fitta nebbia che la Fed ha creato negli ultimi mesi con i suoi continui tentennamenti in materia. Un moto ondivago che, c'è da starne certi, non riguarda solamente il suolo Usa: la Banca centrale europea ne è, infatti, ben consapevole e non ne ha fatto mistero nel suo ultimo "Financial Stability report".

  

Il messaggio della Bce è chiaro: i policy maker europei si devono dare da fare per minimizzare l'impatto del tapering americano sui mercati nostrani. La riduzione, anche se graduale, del piano di acquisti da 85 miliardi di dollari al mese, provocherà un vero e proprio shock e quindi sarà opportuno 'attrezzarsi' per tempo. Della fine del QE statunitense si parla da maggio ed è proprio da allora, spiega la banca centrale, che "c'è stato un significativo repricing nei mercati globali obbligazionari, che ha avuto luogo per le aspettative di un cambio di politica monetaria negli Stati Uniti".

Sarà necessario un lavoro congiunto, allora, per rendere il più indolore possibile il cambio di 'tattica' della Federal Reserve. "Stabili e prevedibili" dovranno essere le politiche degli Stati membri dell'Unione: si dovrà cercare di emulare quella 'forward guidance' che la Bce applica a livello europeo. Tutte le manovre da mettere in atto, insomma, dovranno avere il fine ultimo di rassicurare e tranquillizzare i mercati. Ogni decisione dovrà mostrare toni ovattati, ogni mossa sarà annunciata gradualmente e con ampio anticipo. Proprio in quest'ottica il vicepresidente della Bce, Vítor Constâncio, ha parlato di un eventuale futuro caratterizzato da tassi di deposito negativi presso la Banca centrale. Sarà una mossa da prendere solo in "situazioni estreme", spiega il vicepresidente: la Bce è tecnicamente pronta a tagliare quel tasso ora nullo ma non lo farà se non come extrema ratio.

Ma a livello europeo, per questo 2014 ormai prossimo, c'è un ulteriore elemento che potrebbe destabilizzare il delicato equilibrio attuale. Sarà infatti l'anno dei controlli che la Bce farà sulle banche dell'Eurozona, una mossa propedeutica a quella successiva supervisione unica del sistema bancario. Alcune banche tremano, altre cominciano ad accumulare 'scorte' (a scapito del sistema creditizio): il compito della Bce, una vera e propria ispezione, sarà d'altronde condotto in una maniera "profondamente credibile e vigorosa" spiega Vítor Constâncio. Un gioco al gatto con il topo che, anche se funzionale alla stabilità futura, rischia di competere con il tapering americano nell'ambito dei 'futuri fattori destabilizzanti' per il 2014 e per tale motivo dovrà essere condotto nel modo più 'limpido' possbile.

La Fed è pronta, la Bce ci ha avvisati: è giunto il momento di collaborare seriamente lavorando tutti nella stessa direzione, di tenersi forte e di non farsi trascinare (nuovamente) nel turbinio dei prossimi scossoni dei mercati finanziari.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59542/20131128/bce-report-usa-tapering-rischi-finanziari-eurozona-europa-tassi-deposito-politica-monetaria.htm

 

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