Cina: a novembre indice PMI stabile, fruttuoso l'impegno del Governo nel percorso di stabilizzazione

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Con gli ultimi dati alla mano, la Cina mostra il suo fruttuoso impegno nel percorso di stabilizzazione e così le letture ufficiali dell'indice Purchasing Manager Index (PMI) relativo all'attività manifatturiera,  elaborato sia da HSBC e che dal National Bureu of Statistics, del mese di novembre, non ne danno smentita.

  

L'indice PMI di HSBC si è attestato sui 50,8 punti percentuali, in calo anche se di 0,1 punti rispetto al 50,9 di ottobre, ma in miglioramento rispetto alla lettura preliminare di 50,4 diffusa lo scorso 21 ottobre.  Nel dettaglio, il sottoindice che misura i nuovi ordini è aumentato, in maniera più sostenuta negli ultimi otto mesi, attestandosi a 51,7 punti percentuali nel mese di novembre, rispetto ai 51,5 di ottobre, mentre i nuovi ordini di esportazione sono sì aumentati, ma ad un ritmo frazionale, mostrando il chiaro segnale della riuscita del Governo nel costruire una domanda interna più solida, quale principale traino dell'economia cinese.

Il dato, che complessivamente continua a mantenersi al di sopra della soglia dei 50 punti, che divide l'espansione dalla contrazione, ha evidenziato un aumento della produzione per il quarto mese consecutivo (ricordiamo che nel mese di marzo il Paese ha registrato il ritmo di crescita più veloce), suggerendo che gli sforzi del Governo nel progettare e gestire il recupero economico hanno aperto una strada, quasi tutta in discesa, alle tanto attese riforme strutturali.

Anche l'indice PMI elaborato e diffuso ieri 1 dicembre dal National Bureau of Statistics (NBS)e dalla China Federation of Logistics and Purchasing (CFLP) ha battuto le attese degli analisti, attestandosi sui 51,4 punti percentuali, contro una stima del 51,1, con proiezioni comprese tra i 50,8 e i 51,5 punti. Il sottoindice relativo alla produzione è salito a 54,5 punti, rispetto ai 54,4 dello scorso mese, in crescita anche il sottoindice dell'occupazione, passato dal 49, 2 a 49,6 e quello relativo agli ordini per esportazioni, che si attesta sui 50,6 punti, a fronte dei 50,4 di ottobre.  In riduzione, invece, il sottoindice relativo ai nuovi ordini che è passato dai 52,5 punti ai 52,3, mostrando il secondo calo mensile consecutivo.

Nel complesso l'indice PMI dell'Ufficio Nazionale di Statistica mostra una ripresa economica sostenuta dall'intervento del Governo è stato in grado di porre un freno alla crescita del credito, mediante manovre di politica economica diretta all'aumento dei tassi di interesse di mercato, oggi in media del 4,54%, a fronte del 3,57% nel mese di maggio. Nelle intenzioni di Pechino vi sarebbe la volontà di scoraggiare l'espansione degli investimenti con i maggiori costi di finanziamento, anche se questa manovra potrebbe indebolire ulteriormente le piccole imprese, in stallo dinanzi alla situazione macroeconomica globale poco favorevole.

Ad ogni modo, le letture preliminari seguono la linea di pensiero del Governo di Pechino, che si è sempre dichiarato sostenitore  di un tasso di crescita più lento. Attualmente l'impegno del Premier Li Keqiang  è quello di portare avanti le riforme economiche per ridurre la dipendenza della crescita economica dagli investimenti e dalle esportazioni, in modo che il consumo, da un lato, e le innovazione, dall'altro, giochino un ruolo più importante per l'economia del Paese. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59709/20131202/cina-pmi-hsbc.htm

 

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