Ue, banche multate per €1,71 miliardi ma il vero scandalo sono gli 'sconti' fatti a chi più ha truffato

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Si ha sempre più l'impressione che nel mare magnum della finanza mondiale l'inganno sia diventato parte integrante delle regole del gioco. I 'partecipanti', le isituzioni finanziarie, possono arricchire l'enfasi della competizione trascendendo - a piacimento - il regolamento imposto. Evidentemente le 'salate' multe recapitate quando gli 'inghippi' vengono a galla non sono sufficienti: il detraente della pena pecuniaria, a conti fatti, è solo una piccola macchiolina nel 'grandioso' piano di turno che ha trovato il modo per infrangere le regole

  

Veniamo a noi: l'odierna è la volta della Commissione europea e di un gruppetto di colossi finanziari che hanno 'giocato' a manipolare, nel corso degli anni, alcuni tassi di interesse interbancari. Due cartelli sono stati scoperti dalla Commissione: quello legato all'EIRD (Euro interest rate derivatives) e quello denominato YIRD (Yen interest rate derivatives). I derivati Interest Rate giocano un importante ruolo, per banche e società, nella gestione del rischio legata alle fluttuazioni dei tassi di interesse: questi prodotti, trattati in tutto il mondo, derivano il loro valore da alcuni tassi benchmark. Ecco allora che appare semplice capire il perché della 'truffa': c'è chi ha falsato l'Euribor (euro), chi il Tibor (yen) e chi invece, mai sazio, è riuscito nel difficile intento di 'barare' su entrambi i tassi d'interesse. La Commissione ha deciso che il totale delle multe arriverà a 1 miliardo 712 milioni 468mila euro: volumi degli accordi siglati in presenza del cartello, natura e durata delle infrazioni sono gli elementi presi in esame per arrivare a questo totale.

C'è un vincitore incontrastato tra le istituzioni multate ed è la teutonica Deutsche Bank che si 'porta a casa' poco più del 42% dell'intero ammontare della multa. La DB, inoltre, è una delle due banche (l'altra è RBS) ad esser coinvolta in entrambi i casi. La gravità della partecipazione nella truffa la porta, tuttavia, ad essere eletta regina (tra chi ha pagato) di questo scandalo vuoi per durata della manipolazione, vuoi per volumi dei contratti condotti in maniera irregolare. La partecipazione al cartello EIRD, ci illustra la Commissione, è durata ben 32 mesi (solo 8, invece, per RBS) e la multa ricevuta in questo ambito arriva quasi a 466 milioni di euro. Non solo: appurata la presenza della Deutsche Bank anche nel cartello YIRD (con 2 infrazioni da 2 e 10 mesi) la seconda parte di multa ammonta a quasi 260 milioni di euro. Numeri alla mano, la duplice 'furbata' della banca tedesca, (graziata con uno sconto sotto la "leniency notice" che sfiora il 32%), le verrà a costare poco più di 725 milioni di euro: non molto, a dire il vero, se si va a considerare quel fatturato 2012 da quasi 34 miliardi di euro

Non c'è solo la Deutsche Bank, ovviamente: per le manipolazioni dell'Euribor sono state multate anche Société Générale (quasi 446 milioni di euro) ed RBS (circa 131 milioni di euro). Per il caso Tibor, invece, troviamo la sempre presente JPMorgan Chase (con quasi €80 milioni di multa), Citigroup (€70 milioni) e RP Martin (247mila euro per aver facilitato il cartello).

Tutto è bene quel che finisce bene? Insomma. Tralasciando la proporzione da fare tra multe e giro d'affari delle banche in questione, c'è un aspetto ancora non trattato che rende ancor più irritante l'intera faccenda. E' il capitolo dell' "immunità completa". Un 'premio' per chi, pur avendo partecipato ampiamente agli affari truffaldini, ha riscoperto il gusto dell'innocenza rivelando l'esistenza del cartello alle autorità. E' proprio così cheBarclays, coinvolta nelle manipolazioni (32 mesi) dell'Euribor, si è vista annullare la multa da 690 milioni di euro - putacaso la più alta del gruppetto in questione.

Dulcis in fundo, volendo ben chiudere questo bel quadretto, arriviamo allo 'sconto-premio' che ha ricevuto la svizzera UBS. Invischiata 'fino al collo' nel cartello YIRD, era imputata di ben 5 delle 7 infrazioni totali rilevate. Anche qui stessa storia di Barclays ("UBS received full immunity for revealing the existence of the cartels" scrive la Commissione) e €2 miliardi e 500 milioni di multa risparmiati facilmente (più del triplo della somma di tutte le altre multe del cartello, più del totale di tutte le multe in assoluto).

Non ce ne voglia il commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia se, quando definisce le manipolazioni in questione "esempi terribili di cattiva condotta [nel settore finanziario]", si stampa sul nostro volto un malinconico sorriso. "La storia non finisce qui" ha ribadito Almunia: noi lo speriamo fortemente anche perché l'inizio ha tanto il sapore della presa in giro. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59854/20131205/commissione-eu-multe-tibor-libor-deutsche-bank-barclays-ubs-sconto-immunita-multe-cartelli.htm

 

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