Crolla (ancora) il gettito Iva: tra il sadismo della politica e la debole Europa persi più di €3 miliardi

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"Nel periodo gennaio-ottobre 2013 il gettito tributario risulta sostanzialmente stabile rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente". Così apre la nota ufficiale del Ministero dell'Economia e delle Finanze circa le entrate tributarie di questo 2013 dal mese di gennaio a quello di ottobre.

  

321 734 milioni di euro: questo il 'bottino' raccolto fino ad ora dal governo. Le parole, spesso, mal rappresentano la realtà dei numeri: ecco allora che quando ci si nasconde dietro parafrasi quali "sostanzialmente stabile" per un calo complessivo di 0,3 punti percentuali (rispetto allo stesso periodo del 2012) si tende, volutamente o meno, a dare meno risalto a quel 'buco' del gettito da oltre 848 milioni di euro. Il tutto, ci tengono a precisare, è comunque "in linea con le stime annuali di gettito".

II conteggio delle entrate tributarie, ovviamente, è ripartito tra le imposte dirette e quelle indirette. Le prime, nello specifico, riescono addirittura a crescere di 1,7 punti percentuali: a conti fatti parliamo di 2 836 milioni di euro in più rispetto i dieci mesi del 2012. Se il gettito Irpef cala di 1,4 miliardi, l'aumento del resto delle voci più che compensa tale ammanco.

E' il capitolo delle imposte indirette, tuttavia, che desta in noi maggiore interesse. Nel confronto con l'anno precedente mancano 3 684 milioni di euro per un calo percentuale del 2,4%. Quasi inutile sottolinearlo ma il tonfo del gettito Iva è quello che più salta agli occhi. Risultano 'assenti' all'appello tre miliardi e quattrocentoventuno milioni di euro per un calo da quasi quattro punti percentuali (-3,9%). Tra l'economia europea che arranca e l'aumento dell'imposta continua così l'assurdo gioco dei governanti. La caduta precentuale più rilevante è stata quella del prelievo sulle importazioni che scende di quasi venti punti. Meno 'ad effetto' ma sempre sintomatico della salute interna del Paese è il calo della domanda interna che segna un ulteriore -0,9% nel confronto con quel già non 'roseo' 2012. I differenziali in percentuale, tuttavia, sono 'fumosi' dato che gli scambi interni pesano per quasi l'87% sul totale Iva e solo la rimanente parte viene etichettata sotto il nome "importazioni"; è quindi utile, ma superfluo, ribadire come sia estremamente necessario tutelare la domanda interna. Ma il Mef ci tiene a precisare: nonostante il calo complessivo, il gettito sugli scambi interni ad ottobre ha segnato una ripresa dello 0,7% su settembre, continuando il trend positivo già segnato anche a giugno, luglio e durante lo stesso settembre. La dichiarazione lascia perplessi: affermare che la macchina continua a muoversi (anche se lentamente), pur avendo il freno a mano tirato, non è prettamente la migliore delle argomentazioni.

I numeri, dunque, sono questi. La congiuntura economica dell'Europa di certo non ci aiuta ma quello che rende ancora più perplessi è il miope atteggiamento dei politicanti nei confronti degli scambi interni. Avverrà mai una riduzione dell'aliquota Iva? Domanda retorica.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/59921/20131206/mef-entrate-tributarie-gettito-iva-crollo-importazioni-domanda-interna.htm

 

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