Usa, finita la 'guerra' sul bilancio: trovato l'accordo tra contenuti modesti e grandi speranze per il futuro

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Il "Sequester", recente fantasma dell'economia statunitense, non affliggerà più governo, cittadini e politici - almeno per i prossimi due anni. Dopo una sequela infinita di tira-e-molla, di contrattazioni fallite e di veri e propri 'muro contro muro' tra le parti, i negoziatori democratici e repubblicani hanno finalmente trovato una (basilare) intesa.

  

Un accordo bipartisan, della durata di due anni, che viene definito storico, se non per i contenuti, di certo per il fatto stesso che le contrattazioni siano arrivate ad un concordato concreto. Un sospiro di sollievo per la politica fiscale americana che troppo spesso, a causa dell'inconciliabilità delle parti, si ritrovava sotto lo scacco del tanto temuto sequester fatto di tagli orizzontali nonché automatici. L'ultimo stallo politico, oltre ad aver palesato un colossale miopismo degli interessati, ha rischiato di compromettere seriamente l'intera stabilità dell'economia. Un prezzo troppo alto, una responsabilità troppo grande da prendere che - di certo - ha 'aiutato' le parti nel cammino che portava a questo accordo.

La mediazione dei due caponegoziatori, la democratica Patty Murray ed il repubblicano Paul Ryan, ha generato i frutti che tanto desiderava Obama: "l'accordo bipartisan - ha dichiarato il presidente - rappresenta un primo passo positivo per un bilancio più equilibrato (...) L'intesa non contiene tutto quello che io avrei voluto e sono convinto che è così anche per i repubblicani. Ma questa è la natura del compromesso. E questo è il modo in cui gli americani vogliono lavori il Congresso".

Secondo quanto deciso, la spesa a breve termine subirà un incremento da 64 miliardi di dollari a cavallo tra il 2014 ed il 2015 (con rientro della spesa federale a 1 012 miliardi di dollari): a beneficiarne saranno il Pentagono e le agenzie federali in toto. La copertura arriva da un mix di misure quali l'aumento delle imposte sui biglietti aerei (anche se le parti spiegano che questi aumenti saranno finalizzati ad incrementare la sicurezza negli scali), tagli alle pensioni dei dipendenti federali e delle forze militari (si parla di un totale da circa 12 miliardi) e l'aumento generale dei premi sulle assicurazioni federali. Non c'è traccia dell'estensione dei benefici per la disoccupazione di lunga durata: l'assenza di questa copertura, fortemente voluta dai democratici, riguarderà circa un milione di persone entro la fine del 2013. Spalmati in dieci, lunghi, anni sono invece quegli 85 miliardi di dollari da raggiungere sotto la voce "risparmi" (con una riduzione netta del deficit da 22,5 miliardi).

Il piano, insomma, non fa di certo gridare al miracolo in quanto a 'numeri' ma ci concede un cauto ottimismo per il futuro. Sentire la democratica Murray affermare che "una simile incertezza sarebbe stata devastante per la nostra ancora fragile economia" e poi il repubblicano Ryan completare che "[è stato fatto] un chiaro passo nella giusta direzione" ci permette di ipotizzare che i politici abbiano finalmente imparato la lezione. Il deal è pressoché simbolico, sintomatico di un nuovo approccio che - si spera - possa portare ad una più acuta gestione della situazione nel prossimo futuro.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/60133/20131211/accordo-bipartisan-usa-democratici-repubblicani-bilancio-sequester-spesa-federale.htm

 

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