BCE e le banche che non prestano: ecco come farà perder loro 'il vizietto' aiutando le imprese

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La Banca centrale europea fa sul serio.

Memore delle proprie incertezze nel recente passato - non volendole, necessariamente, definire veri e propri errori - la Banca centrale intende sfruttare al meglio il suo nuovo compito da supervisore unico delle 130 banche europee per correggere, definitivamente, quanto fino ad ora non ha funzionato nella trasmissione delle sue politiche monetarie. Nel 2011-2012, infatti, è avvenuto un vero e proprio 'delitto' economico: la vittima è l'impresa medio-piccola, definita credit-constrained, che, con l'acqua alla gola dettata dalla crisi economica, cerca disperatamente una iniezione di fiducia (e di crediti) per poter sopravvivere al difficile momento. Il sicario, ai nostri occhi molto più volente che nolente, è rappresentato da quella tipologia di banca che ha preferito direzionare sulle obbligazioni governative più che sull'erogazione del credito il fiume di liquidità immesso dalla Banca centrale. Proprio questa liquidità, gli ormai famosi piani LTRO, è l'arma del delitto che un mandante in 'buona fede' (la Bce) ha consegnato nelle mani dell'assassino. Il meccanismo è ormai noto: ricevendo liquidità 'scontata' a tre anni con le Long-Term Refinancing Operations, le banche hanno completamente ignorato la domanda delle imprese (domanda, oltretutto, poi condizionata dal clima di sfiducia generale) andando a comprare a mani basse bond governativi dal vantaggioso rendimento. Tutto il contrario di quanto si aspettava la Bce che appariva animata dal nobile intento di ridare una spinta all'economia reale (e quindi a imprese e famiglie).

  

Come risolvere questo enigma della sfinge? E' proprio per rispondere a questa domanda che torna ora utile la nuova veste di supervisore bancario unico della Bce. Nel corso del 2014, infatti, l'istituzione centrale metterà in atto un vero e proprio 'health check' del sistema bancario europeo: stress teste Asset Quality Review sono i due banchi di prova che già intimoriscono le banche. Peter Praet, membro del Consiglio della Bce, ha sottolineato il fatto che, se i bond governativi venissero correttamente pesati per il rischio che portano alle banche in termini di capitale, le banche propenderebbero in automatico ad un minor uso di quel circolo vizioso di cui sopra. Allora ben venga un ferreo uso dell'AQR, giusto? Parzialmente giusto. Scoraggiare l'abbuffata di bond governativi non deve trasformarsi in una nuova ondata di panicosui mercati finanziari: la cura, così facendo, sarebbe peggiore della 'malattia'. C'è necessità di 'rieducare' le banche a trarre i loro profitti combinando l'aiuto della Bce con l'erogazione dei prestiti alle imprese. Un health check 'miope' porterebbe semplicemente ad una nuova, ulteriore, contrazione del credito erogato.

"Forse, paradossalmente, AQR e stress test rigorosi aiuterebbero [la reale funzione] della politica monetaria", spiega sempre Praet. Come procedere, allora? Semplicemente sfruttando tutte le armi a disposizione: se da un lato saranno inaspriti i 'requisiti' richiesti alle banche con le pance piene di bond governativi, dall'altra parte la Bce è pronta ad una nuova tornata di Long-Term Refinancing Operations. Su carta il tutto dovrebbe funzionare alla perfezione: si correggerebbe, nell'ottica dello stesso piano, il 'vizietto' delle banche e - al contempo - si interverrebbe con nuova liquidità per placare gli animi ed innescare - finalmente - una vera erogazione del credito a sostegno dell'economia reale. Alcuni rischi continueranno a rimanere in essere, una certa volatilità su alcuni governativi potrebbe tornare ad affacciarsi sui mercati, ma - tuttavia - potrebbero essere tutti fattori momentanei nonché 'gestibili' e funzionali a piano generale.

"Con l'impatto prociclico dell'Asset Quality Review che dovrebbe risultare significativo, la politica monetaria sarà in grado di agire senza esitazione, assicurandosi che gli effetti collaterali dell'iniezione di liquidità che abbiamo visto per il 2011-2012 saranno minimizzati". Questo è il piano d'azione prospettato da Praet: una riformulazione del 'whatever it takes', una nuova sferzata della Bce a mercati e banche che solo il tempo ci saprà dire se sarà stata funzionale. Per ora le premesse fanno 'ben' sperare.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/60175/20131212/bce-praet-ltro-aqr-stress-test-supervisione-bancaria-bond-governativi-banche-erogazione-credito-impr.htm

 

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