S P's, rating Italia: la triste conferma ci annuncia solo un 2014 ancora 'nel limbo'

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Nel pieno della crisi, non troppo tempo addietro, la notizia della conferma del rating sovrano da parte di una delle agenzie di rating era cosa gradita. La platea si era infatti abituata al quel bombardamento di news spesso guidato da massicci downgrade e/o cambi di outlook che allontanavano sempre più la vista dell'uscita da quel tunnel in cui si era infilata l'economia. Poi la crisi ha allentato la sua presa e, dopo aver toccato il punto più basso, sembra aver lasciato ai Paesi il difficile compito della risalita e del ripristino delle condizioni ante-crisi. Con differenti tassi di 'ripristino' (più che di crescita) i Paesi hanno così cominciato a risalire la china ed è proprio a tal proposito che parliamo delle ultime news sull'Italia diramate da Standard&Poor's. Il rating della nostra Italia è stato confermato al livello "BBB" per il lungo termine e ad "A-2" per il segmento temporale a breve.

  

C'è da gioirne? Non proprio, visto che a tale conferma del merito creditizio potremmo facilmente dare una chiave di lettura leggermente più ampia. Potremmo, in sostanza, passare da un primo livello di interpretazione della conferma del nostro "BBB", che ci dice che 'forse' i tempi bui sono realmente passati ed il peggio lo abbiamo lasciato alle spalle, ad un secondo livello, leggermente più profondo. Nel momento stesso in cui S&P's conferma il rating attuale e mantiene l'outlook negativo, si cristallizza uno scenario per noi poco 'piacevole': possiamo infatti leggere il tutto come una conferma che l'economia italiana non uscirà da questo grigio limbo nel prossimo futuro. Questo senso di debolezza, dell'arrancare mentre gli altri 'cominciano' nuovamente a camminare (non ancora correre) potrebbe insomma tranquillamente accompagnarci per tutto il 2014.

L'agenzia, seppur con diplomazia e qualche perifrasi, lo conferma: "La conferma [del rating] riflette la nostra visione di un'economia italiana in buone condizioni e diversificata che mostra rischi di una fragile ripresa in un contesto di alto debito pubblico". I numeri a corredare il nostro prossimo anno economico, d'altronde, non fanno che confermare la sensazione. In ordine decrescente, l'Italia crescerà nel 2014: di 1,1 punti percentuali secondo le nostre stime governative; dello 0,7% per l'Ue e l'Istat; dello 0,6% per l'OCSE. Aggiungiamo, ora, anche i numeri dell'agenzia di rating S&P's che vede la 'crescita' del 2014 ad un miserrimo 0,4%. L'Europa, secondo l'agenzia, anche se 'zoppicando' andrà di certo meglio di noi: dopo il -0,6% del 2013 si passerà ad un +0,9% per il prossimo anno (le stime Bce parlano ancora di un +1,1%).

I sostanziali rischi di crollo del nostro recente passato, concludendo, non persistono più e questo - in un confronto tra passato e presente - è il primo livello di interpretazione della conferma del rating, è la chiave di lettura positiva: l'Italia non 'traballa' più come negli ultimi periodi. Tuttavia è il fatto stesso che il paziente non sia più in 'pericolo di vita' che porta subito a pensare al suo percorso riabilitativo. E' in questo schema mentale che, giocoforza, si passa dal confronto passato-presente a quello presente-futuro ed è proprio qui che la conferma del rating ci sembra, oggi più che mai, come decisamente scoraggiante. Qualche cosa dovrà cambiare nell'economia italiana, l'Europa (a mezzo Bce) probabilmente ci darà una mano ma senza uno sforzo nostro, interno, questa non sarà sufficiente. C'è da rimboccarsi le maniche: l'alternativa, altrimenti, è trascorrere l'eternità in Purgatorio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/60231/20131213/standard-and-poor-s-s-p-s-italia-rating-conferma-outlook-crescita-2014-europa.htm

 

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