Banche e prestiti - 2014 anno della ripresa, ma attenzione: la Bce, con l'AQR, potrebbe 'rovinare' tutto

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Il biennio europeo 2011-2012 ha vissuto, e questo non viene di certo rivelato oggi, una 'crisi nella crisi' (protratta, poi, anche per tutto il 2013). Alle incertezze sui debiti dei Paesi, ai piani di salvataggio ed a tutti gli altri (ormai) cristallinei fattori di instabilità del periodo buio che abbiamo provato sulla nostra pelle, si è aggiunto lo spinoso capitolo dei prestiti bancari a cittadini ed imprese. Una cinghia di trasmissione che la crisi ha sfilacciato, erodendola quasi completamente; un grido d'aiuto, che partiva dalle (economicamente) 'affamate' bocche di imprese e famiglie, che le banche non hanno potuto (voluto) ascoltare. Un meccanismo di 'difesa', quello messo in atto dagli istituti, che non ha fatto altro che esacerbare le già critiche condizioni degli attori dell'economia. I protagonisti della crescita, (imprese e famiglie), hanno testato nel peggiore dei momenti (e dei modi) quella funerea voce del macrocosmo economico che risponde al nome di "Credit Crunch". Questo è quanto occorso nel recente passato. Il 2014, ennesimo anno di ripresa-rinascita, è cominciato - come di consueto - carico di aspettative e forse, finalmente, sarà invero l'anno della svolta. Occhi puntati sul c.d. 'bank lending': secondo il colosso britannico Ernst&Young, infatti, i prestiti bancari alle imprese dell'area euro torneranno a crescere di un 'robusto' +1,6%. Si torna in territorio positivo con le statistiche (prospettiche), quindi. L'allentata morsa della crisi, il più sereno clima dei mercati e altri fattori (basati tanto sui fondamentali quanto su elementi prettamente psicologici) hanno cominciato a fare il proprio dovere e le banche, prendendone atto, hanno invertito la rotta.

  

Happy ending? Non del tutto, perché nel parere diffuso dalla EY c'è un caveat da non sottovalutare. Prima di svelarlo, tuttavia, torniamo a dare un rapido sguardo al recente passato (così da meglio comprendere quello che ancora ci aspetta).

Siamo nuovamente nel 2011-2012, la Crisi è sulla cresta dell'onda ed un pressante clima di sfiducia permea ogni singolo aspetto dell'economia dell'Eurozona. La Bce è sotto pressione e si sente in dovere di fare la propria mossa nell'intento di tamponare una situazione fuori controllo. LTRO, Long Term Refinancing Operations: questa la risposta da 1040 miliardi di euro che la Banca centrale ha dato a 800 banche europee. Un aiuto (prestito a tre anni all'1%) indiretto all'economia che avrebbe dovuto, quanto meno parzialmente, correggere i problemi di cui sopra. Volendo guardare nella direzione specifica della nostra Italia, ben 239 miliardi di euro presero la via del Bel Paese. Peccato, però, che le statistiche di Bankitalia abbiano in seguito rotto l'incanto di questa favola: ai 356 miliardi di euro erogati alle imprese nei primi nove mesi del 2008, infatti, si è sostituita la magra statistica del 2013 con i suoi €305 miliardi. Semplificando leggermente il tutto, possiamo dire che le prime due versioni dei piani LTRO non hanno saputo fronteggiare quella stretta creditizia che, solo in Italia, ha creato un ammanco da 51 miliardi di euro (a spese delle piccole e medie imprese). Il quadro europeo, poi, non ha di certo seguito una strada troppo differente.

Memori del passato, allora, possiamo affrontare ora ciò che ci attende. Ai piani alti della Bce, infatti, sembra siano ancora fortemente intenzionati a mettere in atto una nuova tornata di LTRO. I dati del passato non vanno di certo dimenticati, commettere nuovamente lo stesso errore sarebbe imperdonabile. Le banche vanno 'istruite': trarre profitto dalla loro attività, anche sfruttando la 'generosità' della Bce, è lecito, ma in tutto questo non possono andarci di mezzo (nuovamente) imprese e famiglie. Nasce così la volontà di creare un nuovo piano che sappia meglio indirizzare le banche a fronte della nuova erogazione della Banca centrale: nuova liquidità sì, ma che sia solidamente ancorata all'attività di prestito. In quel di Londra, con il Funding for Lending Scheme, è già un anno e mezzo che usano questa 'tattica' (che comunque non è esente da rischi). Mentre cercava una soluzione a questo problema, quindi, la Bce sembra aver trovato la soluzione 'in casa propria'. Il mandato (con inizio presumibile dalla fine del 2014) da supervisore unico da parte della Banca centrale, infatti, ha messo in moto una complessa macchina europea volta al controllo dello 'stato di salute' degli istituti bancari. Agli ormai noti stress test si è così aggiunta la sigla AQR, "Asset Quality Review". Le principali 130 banche della zona euro, insomma, verranno analizzate con la lente di ingrandimento per tutto il 2014 e, così facendo, la Bce abbasserà definitivamente quell'opaco velo che mascherava parzialmente l'operatività concreta degli istituti. E' così che l'AQR, se ben sfruttato anche nell'ottica del nuovo LTRO, diventerà il più potente degli strumenti da usare contro quella stretta creditizia che fino ad ora ha regnato incontrastata. La 'destinazione d'uso' dei nuovi fondi, con tutta probabilità, sarà molto più controllata che in passato. Le imprese (così come le famiglie) non devono far altro che gioirne.

Chiudiamo la 'favola' che ci si prospetta per questo 2014 con un ultimo interrogativo: l'AQR, sfruttato per correggere le imperfezioni viste nel passato, funzionerà veramente in maniera perfetta? O sarà l'ennesimo meccanismo che, tappando una falla, ne apre una nuova? Il caveat di Ernst&Young di cui sopra parla proprio di questo: il rischio concreto del 2014 è che i prestiti bancari torneranno sì a crescere ma, sostanzialmente, disturbati e non aiutati dall'Asset Quality Review messo in moto dalla Banca centrale europea. Parliamo, concludendo, di uno strumento decisamente potente che, se non sfruttato a dovere, rischia solamente di fornire l'ennesimo alibi alle banche che non sono minimamente intenzionate a tornare a prestare come una volta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/60948/20140107/bce-aqr-ltro-piani-bank-lending-prestiti-credit-crunch-italia-bankitalia-imprese-famiglie.htm

 

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