La Germania cannibale insiste: il surplus commerciale vola verso i massimi assoluti

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Angela Merkel (e non solo) lo aveva detto che non avrebbe permesso un indebolimento della Germania per fare un favore ai Paesi periferici, nonostante le distorsioni europee siano evidenti, e alle parole sono seguiti i fatti, o meglio i dati: il surplus commerciale teutonico, infatti, continua ad allargarsi grazie alle esportazioni, che nell'ultimo periodo si sono mosse al ritmo più veloce dalla metà del 2012.

  

Il combinato disposto di export in crescita ed import in caduta ha portato il surplus commerciale tedesco nei pressi dei massimi storici nel mese di novembre, sicché la locomotiva tedesca potrebbe avere ricominciato a macinare chilometri di crescita economica nel quarto trimestre del 2013: secondo Markit Economic Research la crescita dovrebbe essere continuata anche nel mese di dicembre, guadagnando ulteriore momentum almeno in base ai dati degli indici dei direttori degli acquisti (PMI).

A novembre le esportazioni sono cresciute per il quarto mese consecutivo dello 0,3 per cento in linea con la crescita registrata nel mese di ottobre, mentre su base trimestrale la crescita è stata del 2,3 per cento, la più alta dal luglio 2012. Le importazioni sono cadute dell'1,1 per cento, seguendo una crescita del 3 per cento ad ottobre.

Di conseguenza il surplus commerciale passa da 16,7 miliardi a 17,8 miliardi di euro nel giro di un mese, raggiungendo le vicinanze delle vette più alte mai registrate dal 1990, inizio di serie storiche comparabili, ovvero quelle precedenti alla crisi finanziaria del 2008.

Il surplus commerciale tedesco è stato a più riprese ritenuto una delle distorsioni che zavorrano la ripresa economica nell'Unione europea, con partner e Commissione che hanno richiesto un ribilanciamento dell'economia teutonica da un modello orientato all'export verso un altro in cui il consumo domestico è maggiormente rilevante. In questo modo è possibile che vengono stimolate le esportazioni di altri paesi europei e di conseguenza la loro crescita economica, sino ad ora cannibalizzata da Berlino.

Va comunque tenuto a mente che l'export tedesco, che continua ad avere forza anche verso paesi non euro, permette ai fornitori non tedeschi di agganciarsi alla crescita di Berlino: a novembre infatti l'export verso l'Eurozona è cresciuto di appena un decimo di punto percentuale, mentre le esportazioni nel resto dell'Unione Europea sono cresciute del 4,9 per cento. Di contro, le esportazioni nei confronti del resto del mondo sono rimaste ferme.

In molti paesi ritenuti in difficoltà infatti le esportazioni sono in buona ripresa e le difficoltà sono da ricollegarsi specialmente al mercato interno, che continua a zavorrare la crescita: in paesi come l'Italia sono indubbiamente necessarie riforme economiche che permettano di recuperare spinta, soprattutto dal punto di vista occupazionale che, come mostrato dai dati rilasciati mercoledì (disoccupazione ai massimi storici verso il 13 per cento) continua ad essere il problema principale.

Si tratta peraltro delle riforme a più riprese e richieste dalla Germania e che dovrebbero ricalcare quelle attuate più o meno un decennio fa da Berlino: tuttavia la politica tedesca continua a dimenticare che quelle riforme sono state messe in atto durante una fase di forte crescita economica dei paesi periferici, i quali hanno sostanzialmente mitigato i sacrifici richiesti ai cittadini tedeschi all'epoca, mentre la Germania oggi richiede alla periferia europea di aggiungere sacrifici a sacrifici, sperando pazzamente nello stesso esito nonostante questo sia logicamente irrealizzabile. Gli ultimi anni di tentativi in questo senso rivelati si abbondantemente fallimentari stanno lì a dimostrarlo: i Paesi della periferia europea dovranno accettare (volenti o nolenti) dei sacrifici, ma la Germania dovrà per forza concedere valvole di sfogo che ne mitighino gli effetti, altrimenti l'implosione dei PIIGS, che già oggi mostra nel nazionalismo e nel populismo i primi, preoccupanti sintomi, finirà per avere conseguenze negative anche sui cittadini tedeschi.

Siamo tutti sulla stessa barca, insomma, e sarà il caso di prenderne coscienza in fretta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61036/20140108/germania-surplus-commerciale-novembre.htm

 

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