Jobs Act: più posti di lavoro, meno tasse e burocrazia. Progetto serio o solo belle parole?

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Come preannunciato nei giorni scorsi, Matteo Renzi ha presentato sul suo sito, tramite e-news, la bozza del Jobs Act, un piano Lavoro che si pone l'obiettivo di far ripartire il Paese attraverso regole più semplici nel mondo dell'occupazione, snellendo la burocrazia e tutelando il lavoratore. In otto mesi, il Jobs Act dovrà partorire un nuovo Codice del Lavoro con appena 50 norme. Un nome inglese non casuale, che richiama la più famosa omonima legge statunitense degli anni scorsi, a ricordare che Obama e la politica americana restano il modello del segretario del PD.

  

In attesa che venga presentato ufficialmente il 16 gennaio alla Direzione del Pd, il testo provvisorio potrà essere discusso, modificato e aggiornato nei prossimi giorni, anche perché Renzi si è dichiarato aperto ad ogni proposta. Nel frattempo, il Jobs Act tocca diversi aspetti, alcuni nuovi, altre vecchi, altri ancora generano forti dubbi.

Aiutare i lavoratori e favorire le imprese. Per prima cosa Matteo Renzi vuole diminuire le diverse forme contrattuali, che ad oggi sarebbero circa 40. "Uno spezzatino insostenibile" che genera solo confusione ed incertezza. Il Jobs Act, secondo Renzi, darà vita ad "un processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti", basandosi sulla Flexsecurity scandinava. Dunque il lavoratore verrà tutelato e valorizzato. Per le imprese invece bisognerà attuare un sistema che alleggerisca le spese e diminuisca la burocrazia, aumentando i posti di lavoro e attraendo investimenti e capitali esteri. Il piano Lavoro di Renzi dovrà aiutare soprattutto le piccole imprese, forse le più colpite da questa crisi economica. Quindi meno tasse: "Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell'Irap per le aziende. Segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe". In questo modo la tassazione si sposterebbe dal lavoro alle rendite finanziarie.Proposta anche l'eliminazione dell'obbligo d'iscrizione alle Camere di Commercio, con piccoli risparmi per le imprese.

Pronto anche un assegno universale per chi perde il lavoro, "anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l'obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro", scrive il segretario Pd. Il Jobs Actsi occuperà anche dei sindacati, con dirigenti eletti direttamente dai lavoratori nei Cda delle aziende, così come avviene in Germania. Il piano Lavoro eliminerà poi i dirigenti pubblici assunti a tempo indeterminato: "Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali", ha detto Renzi. "Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no".

Tanti dubbi. Le proposte contenute nel Jobs Act potrebbe essere quasi tutte tecnicamente valide. Il problema è che Renzi non ha specificato i modi e le strategie per raggiungere tali valorosi obiettivi. Chi potrebbe essere contrario ad un mercato del lavoro con meno tasse e più posti di lavoro? Probabilmente nessuno. Il problema però è che non sono indicati i mezzi per reperire le risorse necessarie a questo progetto.Lascia non pochi dubbi il voler scaricare la diminuzione dell'Irap aumentando la tassazione delle rendite finanziarie,dato che fra imposta sostitutiva (il 20 per cento dei guadagni) e patrimoniale (2 per mille dell'intero patrimonio finanziario), per tacere di altri balzelli come la Tobin Tax, il risparmio, carburante degli investimenti, nella pratica è già tassato al 30% contro un'aliquota media per i lavoratori più "poveri" inferiore al 20 per cento.

Il rischio che il Jobs Act si riduca ad un nulla di fatto è molto probabile. Il ministro del Lavoro Enrico Giovanniniè titubante. "Molte delle proposte presentate da Renzi in questa lista prevedono investimenti consistenti". In effetti, trasformare posti precari in posti stabili a tempo indeterminato non è operazione immediata ed economica. Servono tempo e denaro. Ma comunque il Jobs Actpotrebbe essere un timido inizio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61068/20140109/jobs-act-renzi-pd-lavoro-disoccupazione-crisi-economica-irap-imprese-commercio.htm

 

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