MPS, il rinvio costerà altri €250 milioni, Profumo: se salta ricapitalizzazione è a rischio l'intero sistema bancario

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Le 'avventure' del Monte dei Paschi di Siena con il duo Profumo-Viola al comando della banca continueranno per tutto il 2014.

  

I giorni successivi all'ultima assemblea riunita, con ordine del giorno legato alla ricapitalizzazione dell'istituto, erano stati caratterizzati da grandi incertezze sul futuro dei due banchieri. La bocciatura, o meglio il rinvio, del piano allestito da Alessandro Profumo (presidente) e Fabrizio Viola (amministratore delegato), sembrava poter essere uno strappo difficilmente ricucibile. La piena, confermata, fiducia del board del Cda nei confronti del presidente e dell'ad, invece, ha risolto nel migliore dei modi un nodo che rischiava di gettare (ancor più) nel panico tutti gli investitori della banca senese. "Ho deciso di restare e lui [Viola] con me, per una ragione molto semplice: se ce ne fossimo andati, il traguardo della ricapitalizzazione e quindi del pieno rilancio della banca, che oggi resta molto difficile, sarebbe diventato impossibile". Lo smacco è stato messo alle spalle: quella posizione ostruzionista intrapresa dalla Fondazione, azionista di maggioranza con il 33,5% delle azioni, rimane un episodio grave ma che il 'successo' finale dell'operazione cancellerà via dalla memoria. La permanenza dei vertici, ovviamente, è stata presa positivamente dai mercati che festeggiano lo 'scampato pericolo' con un brindisi da +1,72 punti percentuali e 0,1893 euro per azione sul FTSE Mib (+2,5% alle 9:30).

La mancata finestra di gennaio, per l'aumento di capitale, non sarà però del tutto indolore. Il rinvio 'costretto' al mese di maggio "[rende] la prospettiva più incerta e il percorso più accidentato". Ma non è una questione legata unicamente al fattore 'rischio'.  Il ritardo ha anche costi concreti. Primo fra tutti, il capitolo interessi: è stato calcolato che i maggiori interessi che matureranno sui Monti Bond in essere presenteranno un conto da circa 120 milioni di euro, "anche per questo - ha spiegato Profumo - avremmo preferito partire da subito". Altre fonti, poi, provano a fare la summa di tutti i costi, interessi inclusi, che arriverebbe così a circa 250 milioni di euro.

I rapporti con la Fondazione sono ai minimi storici: è lo stesso Profumo ad auspicare che la Fondazione "trovi gli interlocutori giusti" per la dismissione del pacchetto azionario e "soprattutto che i tempi siamo molto brevi". L'azionista di maggioranza, che ha in carico le azioni a 0,24 centesimi di euro, cercherà ovviamente di vendere in blocco la partecipazione così da poter far valere economicamente quell'influenza dominante nelle attività di governance della banca di Rocca Salimbeni. Una trattativa non facile, dunque, ma che tutte le parti sperano si possa concludere quanto prima possibile.

L'ultimo caveat lanciato da Profumo, poi, è un vero e proprio monito per tutti gli attori di questo canovaccio teatrale: "Se non riusciamo a fare l'aumento di capitale, non è a rischio solo il Monte, ma l'intero sistema bancario italiano". Ipse dixit. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61298/20140115/banca-monte-dei-paschi-di-siena-mps-aumento-capitale-cda-dimissioni-profumo-viola-fondazione-azioni.htm

 

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