Imprese 'a secco', la ripresa passa anche dai loro nuovi finanziamenti: ecco come l'Antitrust le aiuterà

E-mail Stampa PDF

'Crisi che vai, regolamenti che trovi'. Se si vuole trovare una sfumatura anche solo vagamente positiva di questa crisi, non si può di certo ignorare il fatto che ha introdotto - o meglio forzato - un certo dinamismo per le autorità di vigilanza ed affini. Mettendo l'economia costantemente a contatto con rischi dinamici, nonché mutevoli, l'immobilismo è diventato un lusso che difficilmente ci si poteva continuare a permettere. Nel contesto specifico, questa volta, è finito il regolamento europeo Antitrust che vigila, tra l'altro,  sugli aiuti pubblici alle imprese.

  

Un regolamento fino ad ora rigido, che molto poco concedeva a quelle piccole e medie imprese tanto dipendenti dall'offerta di capitali reperibili. Offerta che la crisi ha notevolmente ridimensionato con la banca, storica fonte di risorse per queste imprese, che si è defilata dal ruolo che aveva avuto nel passato. Meno credito erogato, garanzie richieste sempre maggiori e, generalmente, meno fiducia: questo è l'aria che attualmente si respira tra banche ed imprese sullo sfondo di un generale razionamento del credito. Un clima profondamente diverso da quello del 2006, anno in cui vennero definite le attuali regolamentazioni dell'Antitrust. Regole ora "troppo restrittive", spiega lo stesso commissario europeo Joaquín Almunia, e che saranno cambiate a partire dal prossimo primo luglio.

Pur con l'intento generale di non compromettere il tessuto concorrenziale del mercato, il nuovo regolamento amplificherà la portata dell'intervento dello Stato e snellirà - al contempo - l'intera procedura. Parola d'ordine 'semplificare': dal prossimo primo luglio, infatti, aumenterà il tetto massimo per gli aiuti erogabili senza preventivo placet di Bruxelles. Nello specifico le 'Midcap' fino a 499 impiegati e le piccole e medie imprese innovative (fino a 1500 addetti e costi di sviluppo e ricerca pari almeno al 10% dei costi operativi) potranno accedere 'facilmente' fino a 15 milioni di euro. Si cerca così, anche per vie traverse, di sopperire ad alcune chiare mancanze che mostra il mercato attuale. Sostegno rapido e meno legato (si spera) a vicissitudini burocratiche tanto locali quanto europee: questa la ricetta scelta per curare la malattia (che ha, di fatto, decuplicato il limite prima imposto ad €1,5 milioni per erogare senza il benestare di Bruxelles). Con un prestito semplice o a mezzo di strumenti finanziari ibridi, il nuovo regolamento non pone vincoli all'intervento pubblico.

L'intervento della mano amica statale, tuttavia, dovrà facilitare l'accesso ai capitali da parte delle imprese senza sostituirsi, in toto, alla partecipazione dei capitali privati. Ecco allora che anche le soglie minime di partecipazione di questi ultimi cambiano e lo fanno con un occhio di riguardo alla fase evolutiva dell'impresa. Una piccola impresa, ad esempio, che cerca freschi capitali nella sua prima fase di vita, difficilmente riscontrerà un grande supporto dal mercato privato. Dubbi sul successo dell'oggetto di impresa, i timori sulla 'liability of newness' e molti altri fattori fanno sì che l'interesse a versare capitale di rischio privato sia decisamente basso (o fatto in un'ottica meramente speculativa). Ecco quindi che il regolamento Antitrust si mostra più che mai flessibile: la partecipazione privata, in questo contesto, dovrà soddisfare il limite minimo del 10%, con lo Stato a fare da principale garante (90%) dell'investimento necessario. Con il 'crescere' dell'impresa, con l'affermazione sempre più concreta del suo oggetto sociale nel mercato, i ruoli tenderanno ad invertirsi: scende, così, fino al 60% il peso dell'intervento pubblico per quell'impresa che abbia commercializzato il suo primo prodotto già da 7 anni.

Come dicevamo in apertura, quindi, la crisi, così come quel credit crunch che va a braccetto con lei, ha reso palese tutta l'inefficienza ed i costi (burocratici) 'superflui' che un regolamento ormai troppo severo imponeva alle piccole e medie imprese europee. Da luglio entreranno in funzione le nuove regole che speriamo - anche con un pizzico di ingenuità - verranno sfruttate al massimo dagli Stati per il bene delle imprese e dell'economia del Paese tutta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61389/20140117/finanziamenti-imprese-antitrust-europa-intervento-pubblico-cambio-regole-flessibilit-banche-erogazio.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili