Turchia, continua la bufera: lira a picco, la banca centrale rinuncia a difendere il cambio

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Il governo del premier turco Recep Tayyip Erdogan non sembra essere intenzionato a utilizzare la leva monetaria per fermare la caduta della moneta nazionale, la lira turca, in gravi difficoltà da quando a dicembre è scoppiato lo scandalo corruzione. Il governo continua ad essere contrario ad ogni momento del costo del credito e per questo hanno influenzato la decisione della banca centrale di mantenere il tasso di interesse principale al 7,75 per cento.

  

La lira turca, che nell'ultimo mese ha già perso oltre il 10 per cento contro il dollaro statunitense, è caduta di un ulteriore un per cento a seguito dell'annuncio del mantenimento della politica monetaria locale. A pesare sulla decisione i timori governativi di un rallentamento economico per via del prevedibile aumento dei tassi su mutui e prestiti, che hanno avuto la meglio su quelli relativi a pressioni inflazionistiche: nel 2013 infatti l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe essere aumentato di circa il 7,5 per cento.

L'unica valvola di sfogo prospettata dalla Banca Centrale (oltre alla vendita di valuta estera per un valore di 400 milioni di dollari) sarà permettere al tasso interbancario di arrivare in casi eccezionali al 9 per cento. Si tratta di un tentativo di trovare una via di mezzo fra la necessità di difendere il cambio e quella di non deprimere la crescita (anche in vista delle elezioni locali di marzo), che però, alla prova dei fatti, risulta essere insufficiente in entrambi i sensi, come evidenziato dal continuo declino della lira.

Il Paese è infatti sotto i riflettori per via di una crisi politica che peggiora la fiducia degli investitori nel governo, visto ormai da mesi sempre più debole e quindi incapace di affrontare il rallentamento della crescita economica. Ne consegue un calo degli investimenti esteri, anche in conseguenza del tapering, da cui però dipende la crescita turca.

Per quanto il governo turco tenti di riaffermare, come ha fatto il premier Erdogan parlando a Bruxelles, che la banca centrale agisce in modo indipendente, non si può dimenticare che il ministro dell'Economia nel corso del weekend aveva affermato che ogni aumento dei tassi d'interesse sarebbe stato contro i desideri del Popolo turco, mentre lo stesso premier ha accusato l'esistenza di una lobby del tasso d'interesse che vuole remare contro la Turchia.

Fatto sta che la reticenza della banca centrale di aumentare i tassi d'interesse non riuscirà mitigare di effetti della caduta della lira in particolare le pressioni inflazionistiche, che secondo la banca centrale resteranno sopra il target della 5 per cento, aggiungendo difficoltà ad una economia che, proprio secondo il governo, subirà un rallentamento temporaneo della crescita nel corso della prima metà dell'anno.

Continueranno dunque a mancare interventi volti a ridurre il deficit delle partite correnti (pari a 60 miliardi di dollari, il 7,6 per cento del PIL), come richiesto dal Fondo monetario internazionale, e pertanto resteranno a rischio le sempre più sottili riserve valutarie di Ankara.

Anche in Turchia, dunque, si stanno riproponendo i problemi collegati ai tentativi di porre un termine agli interventi di stimoli monetari, rendendo sempre più complicato per i governi che non si sono mossi per tempo nell'effettuare riforme il conseguimento simultaneo degli obiettivi di bassa inflazione, crescita e difesa del cambio: di conseguenza gli esecutivi emergenti dovranno necessariamente scegliere cosa lasciare indietro.

Nel caso turco, pressioni governative a difendere la crescita economica hanno costretto la banca centrale ad abbandonare la difesa del cambio e il controllo dell'inflazione, tentando soltanto strategie non ortodosse per dare una parvenza di difesa. Di conseguenza, secondo molti analisti, la banca centrale ha sostanzialmente dato il via libera ad un'altra ondata di deprezzamento della divisa turca, il che contribuirà a peggiorare la questione inflazione. Un intervento della banca centrale è insomma considerato l'ultima carta da giocare prima che la situazione sfugga definitivamente al controllo di Erdogan. Resta da vedere se sarà troppo tardi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61599/20140122/turchia-banca-centrale-tassi-lira-erdogan.htm

 

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