Argentina, tasse e burocrazia per fermare gli acquisti su Amazon e eBay. La disperazione assume nuove forme

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Continuano i disperati tentativi dell'Argentina di limitare l'emorragia di valuta forte che sta creando non pochi problemi ad un'economia ormai da tempo in bilico sull'orlo del collasso. A farne le spese sono siti come Amazon ed eBay, oltre ovviamente ai cittadini argentini, per i quali il governo ha preparato una brutta sorpresa.

  

In futuro gli acquisti effettuati su siti di ecommerce stranieri non verranno più consegnati direttamente a casa, bensì sarà necessario recarsi in appositi centri di smistamento e prepararsi ad una procedura burocratica che potrebbe trasformarsi in un salasso.

Gli argentini che acquisteranno su queste piattaforme dovranno infatti compilare un modulo da consegnare presso il centro di smistamento. Il ritiro sarà gratuito per tutti gli oggetti fino a 25 dollari statunitensi: nel caso in cui si superi tale cifra bisognerà pagare una tassa del 50 per cento del costo del proprio acquisto.

A questa idea malsana si aggiunge anche il fatto che ritirare gli oggetti comporterà la perdita di mezza giornata di lavoro, poiché, stando a testimoni interpellati dalla BBC, occorrono 3 o 4 ore fra viaggio e attesa nel centro di smistamento per recuperare il proprio pacco. Decisamente non una misura amica della crescita economica.

Tale balzello si aggiunge alla commissione del 35 per cento sugli acquisti verso l'estero effettuati tramite carta di credito, rendendo estremamente costoso ogni acquisto che faccia uscire valuta dai confini argentini. L'"autarchia" forzata argentina rischia di peggiorare la crescita dei prezzi, già abbondantemente fuori controllo.

Questa misura è l'ennesima mostruosità partorita da quella che ormai appare sempre più una prigione valutaria: le riserve di valuta argentine, infatti, continuano ad assottigliarsi ed attualmente sono a circa 30 miliardi di dollari (ovvero 22 miliardi di euro) toccando il minimo dal 2006. Si tratta di un calo del 30 per cento rispetto all'anno passato nonostante controlli valutari progressivamente liberticidi.

A nulla sono valsi gli interventi di chiusura delle "frontiere monetarie" istituiti dalla presidente Cristina Fernandez subito dopo la sua rielezione nel 2011: il problema principale dell'Argentina è la scarsa fiducia che il mondo economico e finanziario ripone in essa, non solo a seguito della default di inizio secolo, ma anche perchè è diventato via via un posto sempre meno sicuro dove investire, poiché il governo, spinto dalla disperazione per via di una crisi economica finora nascosta, anche ricorrendo a grossolani trucchi contabili, potrebbe in ogni momento chiudere o nazionalizzare le industri straniere ivi impiantate. In sostanza il problema di Buenos Aires non sono tanto i capitali in fuga, quanto il fatto che il flusso di capitali in entrata si è inaridito.

Intanto a fronte di un cambio ufficiale pari a 6,83 pesos per dollaro USA, al mercato nero la valuta Argentina ha toccato un minimo di 12. Uscire da questa trappola non sarà facile e sicuramente sarà un processo doloroso.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61627/20140122/argentina-tasse-amazon-ebay-controlli-valutari.htm

 

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