Dl Imu-Bankitalia, il governo pone il voto di fiducia. Scatenate le opposizioni: "State svendendo la Banca d'Italia"

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Il governo Letta porrà la fiducia sul dl Imu-Bankitalia. A comunicarlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, che ha fissato a domani mattina il voto di fiducia alla Camera. Lunedì 27 gennaio e martedì 28, invece, ci sarà il voto finale. La decisione dell'esecutivo di blindare il decretoha però scatenato durissime proteste da parte dell'opposizione, specialmente da Fratelli d'Italia, che parla di "gravissima offesa al Parlamento e alla democrazia".

  

Per Franceschini l'accelerazione sul decreto è cosa necessaria. Innanzi tutto perché il testo che verrà presentato domani sarà lo stesso identico proposto, e già votato, al Senato. Seconda cosa non c'è tempo da perdere poiché il calendario dei lavori parlamentari è già troppo intasato e non permette di rinviare un decreto che il governo punta a chiudere entro mercoledì 29 gennaio. Franceschini ha poi spiegato che sarebbe impensabile farlo saltare, soprattutto perché contenente la questione dell'Imu e la cancellazione della rata del 16 dicembre scorso, decisione irrevocabile.

Quello che però ha dato fastidio non è tanto la questione Imu piuttosto la vicenda di Bankitalia.Con questo decreto il governo effettuerà una rivalutazione del capitale della Banca d'Italiache avverrà tramite una ricapitalizzazione gratuita da circa 5-7 miliardi di euro, sostenuta attingendo alle riserve. Il decreto obbligherà poi gli azionisti a non possedere quote superiori al 5%. E qui nasce il problema. Intesa San Paolo ed Unicredit detengono insieme quasi il 65% delle azioni totali. Dato che il decreto le obbligherà a vendere le proprie quote in eccesso, i due istituti bancari dovranno cercare dei compratori. Se però non li dovessero trovare (e sarà così), ci penserà la Banca d'Italia a comprare le proprie azioni, pagando ad Intesa ed Unicredit un corrispettivo di 3-4 miliardi di euro.In questo modo lo Stato guadagnerebbe circa 1 miliardo di euro, frutto della tassazione del 12% del guadagno in conto capitale (capital gain), così da coprire (parzialmente) la cancellazione dell'Imu.

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanniha esaltato il decreto e ha parlato di abile manovraper pagare l'Imu con i soldi delle banche piuttosto che con quelli dei cittadini. In realtà, le banche avranno più vantaggi che svantaggi da questa operazione. I dubbi ci sono e li avevamo palesati già due mesi fa (Leggi qui). Prima di tutto, Intesa e Unicredit godrebbero di una plus-valenza di circa 2,3 miliardi, poiché la Banca d'Italia comprerebbe le quote a prezzi più alti di quanto fu pagato dalle banche private negli anni '30. Secondo, se in futuro Bankitalia volesse "fare cassa" vendendo quote, dovrebbe dirigersi all'estero per trovare acquirenti (operazione resa possibile proprio grazie a questo decreto), perché sarà molto probabile che le principali banche private italiane saranno già al limite di quel 5% di soglia massima consentita. Ciò significa che la Banca d'Italia potrebbe finire nelle mani degli stranieri, Banca Centrale Europea compresa.

Durissima la reazione delle opposizioni. Durante il discorso di Franceschini, Massimo Corsaro di Fdi è stato espulso dall'Aula per aver urlato: "State svendendo Bankitalia, vergognatevi". Anche Giorgia Meloni è andata giù pesante e si è scagliata contro la decisione di porre il voto di fiducia su una questione che andava discussa e modificata: "Letta privatizza Bankitalia svendendola ai suoi amici delle banche. E per paura degli emendamenti mette la fiducia. La rapina del secolo". Il M5Sannuncia che sarà "guerra totale" mentre Scelta Civica scrive: "Giù le mani dalla Banca d'Italia".

Maurizio Gasparri di Forza Italia ha parlato di follia e si è chiesto perché un decreto del genere venga accorpato con l'Imu. In effetti è una domanda che sorge spontanea. Che senso ha unire due argomenti legati ma molto differenti? E' vero, l'operazione Bankitalia aiuterà ad alleggerire la cancellazione della seconda rata dell'Imu (che ricordiamo, sarà sostituita da una mini-Imu nei Comuni nei quali era stato già deliberato l'aumento dell'aliquota di base dallo 0,40% allo 0,60%), ma che c'entrano le imposte sulla casa con le enormi modifiche di Palazzo Koch? La sensazione è che i due temi siano stati legati per una strategia ben precisa. L'abolizione dell'Imu 2013 è una promessa che non si può non mantenere. Il riassetto di Bankitalia è invece un'idea del governo che convince davvero poco. E allora perché non accorpare i due provvedimenti, così da porre sopra il voto di fiducia, giustificato dall'emergenza Imu? In pratica perché non svendere la Banca d'Italia, ai danni dei cittadini italiani, tentando di mascherare la cosae di evitare che il decreto scateni un polverone in Parlamento? La decisione ci lascia francamente perplessi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61683/20140123/bankitalia-saccomanni-franceschini-letta-governo-imu.htm

 

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