Usa, torna lo spettro default. Lew: i fondi finiranno prima del previsto

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Il 2013, in quel di Washington e dintorni, è stato a più riprese campo di battaglia di un'aspra - e alquanto miope - lotta tra repubblicani e democratici statunitensi. Trovare accordi bipartisan per evitare crisi fiscali era diventata quasi un'utopia: tutto il mondo assisteva, tra l'incredulo ed il preoccupato, alla lunga serie di sfide che le due fazioni si lanciavano senza alcuna esclusione di colpi. Abbiamo assistito a sedici lunghi giorni di shutdown di alcuni dei servizi governativi solamente per il fatto che le parti non riuscivano ad accordarsi. Poi un budget deal, bipartisan, condiviso, che rimandasse buona parte dei problemi al 'futuro' venne trovato. L'accordo del Congresso di ottobre sospese, nello specifico, il capitolo dell'innalzamento del debito fino al 7 febbraio 2014 (con spazi di manovra previsti fino a marzo).

  

Siamo quasi alla fine di gennaio, vicini alla deadline, ed a parlare è il segretario del tesoro americano Jacob J. Lew. Quello che dice non è piacevole, affatto. Proprio quando il tempo cominciava a placare lo sdegno di quel brutto spettacolo dato dai politici lo scorso anno, Lew fa suonare la sveglia del 'tetto del debito Usa' per tutti: è necessario cominciare a lavorare sull'innalzamento fin da subito, il tempo rimasto a disposizione è minore di quanto si credesse. In una lettera indirizzata al Congresso, Lew spiega la situazione: le precedenti stime fatte a dicembre, che parlavano di un Tesoro in grado - con misure straordinarie - di arrivare fino a marzo, erano troppo ottimiste. "Con le nostre ultime e migliori informazioni - si legge nella lettera - crediamo, con maggiore accuratezza, che il Tesoro possa esaurire queste misure già per la parte finale di febbraio". Un margine di tempo, dunque, che viene del tutto annullato dalle ultime stime ed anticipa sensibilmente le scadenze. Non solo, perché la stima è ancora in bilico ma con la certezza che non potrà eccedere per difetto: la parte finale di febbraio è una certezza e, al massimo, la scadenza arriverà ancor prima.

Anche le misure straordinarie di cui sopra, tanto utili a comprare tempo quando questo comincia a scarseggiare, saranno decisamente sottotono quest'anno: il periodo che potranno coprire, insomma, è inferiore a quello sperimentato nel passato. I motivi sono vari: il mese di febbraio, ad esempio, mostra una liquidità in uscita maggiore (rispetto gli altri mesi) data dal periodo di 'tax refunds' (che porta la media dai $45 miliardi degli altri mesi ai quasi $230 registrati nel febbraio 2013). Non manca una nota ironica: le settimane successive al 7 febbraio mostreranno una maggiore concentrazione dei rimborsi data dal fatto che la stagione delle dichiarazioni dei redditi, quest'anno, è cominciata in ritardo proprio a causa di quel blocco causato dallo shtudown del governo. Se si aggiunge, poi, che in quei giorni non sarà possibile applicare il momentaneo blocco al reinvestimento di alcuni titoli del Tesoro (il che porta a 130 miliardi di liquidità momentanea in meno rispetto al 2013), risulta chiaro come queste "extraordinary measures" avranno vita veramente breve.

E allora bisogna agire in fretta. E' necessario, scrive ancora il segretario del Tesoro, avvicinarsi il più possibile a quel 'best course of action' che vedrebbe il Congresso agire addirittura prima della scadenza del 7 febbario. Quel tetto da 16 700 miliardi di dollari va alzato, nuovamente. Non è (non c'è) tempo per le grandi guerre tra le fazioni, si rischia un vergognoso default sulle obbligazioni statunitensi. Un'evenienza, spiega lo speaker della Camera Boehner, "alla quale non dovremmo nemmeno avvicinarsi".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61698/20140124/usa-tetto-debito-lew-congresso-lettera-scadenze.htm

 

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