Governo a caccia di capitali all'estero: sconti per gli evasori

E-mail Stampa PDF

La lotta all'evasione si dovrebbe collocare in cima alla lista dell'agenda politica di qualunque governo. Non è demagogia, è pura realtà sostenere che la diminuzione dell'evasione porterebbe benefici all'intera collettività, con un abbassamento della pressione fiscale e maggiori risorse disponibili nelle casse dello Stato. Ma l'Italia si trova a combattere una "guerra" doppia. Non solo bisogna alzare le barriere contro l'evasione interna. Bisogna anche trovare il modo di far tornare nel nostro Paese una quantità incredibile di capitali detenuti all'estero, che secondo Bankitalia sarebbero pari a 180-200 miliardi di euro. Non proprio qualche spiccio.

  

L'Italia, con un emendamento alla legge di Stabilità, ha provato ad adottare una procedura di "voluntary disclosure",proposta che poi è rimasta in stand-by. Il governo, però, ha già comunicato di voler chiudere il discorso in Parlamento nel più breve tempo possibile. La "voluntary disclosure", in pratica, permette agli evasori di autodenunciarsi volontariamente entro settembre 2016, così da far rientrare i capitali in Italia in cambio di sconti su tasse e sanzioni ed in perfetto anonimato. Il meccanismo ideato non è una novità, perché già utilizzato e collaudato negli Usa, in Gran Bretagna, in Francia, in Germania e in Spagna.E si è sempre rivelata essere una mossa "azzeccata".

La "voluntary disclosure"sarebbe ben diversa dagli scudi fiscali di tremontiana memoria, scudi che prevedevano il rientro di capitali previo pagamento di una somma del 5% (nel 2009, mentre nel 2003 era pari al 2,5%), a titolo di imposte, interessi e sanzioni. In questo caso il meccanismo è differente. L'evasore sarebbe incentivato perché otterrebbe uno sconto sulle tasse (sanzioni comprese), del 50%se riporta i capitali da uno Stato appartenente alla "white list", del 25% se i capitali provengono da uno facente parte della "black list" (Paesi che non hanno collaborazioni con l'Italia e che non scambiano informazioni). Per chi commette frode fiscale le pene vengono addirittura dimezzate. Ovviamente per poter usufruire di questi sgravi bisognerà dichiarare volontariamentei propri capitali e non ci dovrà essere nessuna procedura accertativa in corso.Insomma non si potrà recitare la parte del "buon cittadino" se si è già stati colti con le mani nel sacco.

Accanto alla "voluntary disclosure" il governo cercherà di approvare una legge sull'anti-riciclaggio che introdurrà pene dai 4 agli 8 anni per chiunque detenga capitali all'estero. Questa mossa servirà a mettere paura a tutti indiscriminatamente (persone fisiche o giuridiche), così da spingere gli evasori a consegnarsi volontariamente al Fisco.Il sistema così studiato dovrebbe permettere un rientro di capitali mai visto in passato. Sorge una domanda etica più che economica: E' giusto fare sconti a chi ha evaso?E' corretto chiudere un occhio pur di "fare cassa"?A primo impatto la risposta sarebbe no, poiché non sarebbe giusto agevolare i "furbetti" che hanno preferito spostare i propri soldi per raggirare l'Erario. Chi sbaglia paga e dovrebbe pagare salato, non scontato. Ma è altresì vero che quei capitali (ripetiamo, quasi 200 miliardi di euro) non torneranno in Italia con le proprie gambe. Ci vogliono strategie idonee e una di queste è proprio quella dello "Stai tranquillo, non lo dico a nessuno".

Nel frattempo che la politica approvi una misura del genere (giusta o sbagliata che sia), nel nostro Paese è già operativo un "Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali", con sedi in tutta la Penisola e coordinato dalla Procura e della Guardia di Finanza di Milano, da Bankitalia e dall'Erario di Roma. Un gruppo di esattori che agisce nella segretezza e nell'oscurità, che in sei mesi di servizio, e senza alcuna legge a riguardo, ha già recuperato quasi 700 milioni di euro. Inutile dire che se il Parlamento dovesse adottare le misure proposte, il lavoro di quest'ufficio (che attualmente conta soltanto cinquanta persone) diventerebbe importantissimo. Se poi l'Italia riuscisse a chiudere un importante accordo con la Svizzeraproprio su questo argomento (manca solo la firma di Berna), la lotta sarebbe quasi in discesa. Ma si sa. La politica è strana e imprevedibile. Quindi nessuna certezza al momento, né per noi né per gli evasori.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61721/20140124/voluntary-disclosure-evasione-fiscale-fisco-capitali-esteri-antiriciclaggio.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili