Saccomanni insiste: l'Italia crescerà nel 2014, la povertà vista da Bankitalia non mi contraddice. Nessun contagio per la crisi dei Paesi emergenti

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Circa la metà delle famiglie italiane vive con meno di 2.000 euro al mese, un buon 20% sotto i 1.200 euro. Ma ancora: il 46,6% della ricchezza netta totale appartiene al 10% delle famiglie più ricche, nel 2010 era a quota 45,7%. Il reddito familiare medio, in termini nominali, è sceso del 7,3% tra il 2010 ed il 2012, la ricchezza media del 6,9%. Questi sono solo alcuni dei numeri che la Banca d'Italia ha reso pubblici nella sua indagine biennale sui bilanci delle famiglie italiane. Un quadro di netto deterioramento di - praticamente - qualsiasi indicatore degno di rilevanza. Chi stava male, ora sta peggio. Chi stava bene, ora sta meglio. Questa è l'Italia bifronte che però starebbe - a detta di molti - già sulla strada della ripresa e della crescita. Si crea così un certo stridore tra i dati di Bankitalia e questa rosea visione del futuro (anche prossimo) che in molti continuano a portare avanti.

  

Un contrasto che a molti sembra netto, tanto da andare a chiedere lumi a chi - a più riprese ed in maniera 'inequivocabile' - ha annunciato la ripresa italiana: il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. Come si spiega, allora, questo scenario? Le previsioni del ministro e i dati Bankitalia sono conciliabili? "Sono analisi non in contraddizione" ci tiene subito a spiegare. "Uscita dalla crisi, vuol dire che c'è una ripresa dell'economia, che si esce dalla recessione; tutte le analisi di Bankitalia si riferiscono all'impatto che lunghi periodi di recessione hanno avuto sulle imprese, sulle famiglie, sulla capacità di spesa degli italiani". Saccomanni ribadisce: "Non c'è nessuna contraddizione, sono due fenomeni che riguardano da una parte l'immediato e dall'altra il futuro, le conseguenze di quel che abbiamo passato. Vuol dire che c'è ancora molto da fare, ma che l'economia si è stabilizzata nel terzo trimestre del 2013, ha iniziato a crescere nel quarto e continuerà a crescere nel 2014". E così sia.

I cronisti, in quel di Bruxelles, non erano però soddisfatti, incalzavano con le domande. Esce così fuori il discorso dell'"economia reale", difficile da aggiustare velocemente senza una bacchetta magica. Cosa si può dire dell'economia reale italiana? "Sono consapevole della situazione delle fabbriche, dell'occupazione: basta vedere quel che abbiamo cercato di fare con la Legge di Stabilità, con i provvedimenti mirati a ridurre gli oneri fiscali per lavoratori e le imprese e per ridurre i contributi sociali. Avete idea di quanti decreti firmo io insieme al ministro del Lavoro Giovannini per la cassa integrazione in deroga? Sono pacchi ogni giorno". E' consapevole della criticità della situazione, dunque. Eppure è sicuro della ripresa.

Work in progress, insomma. I dati di Bankitalia non contraddicono nulla, l'Italia continuerà a crescere in questo turbolento 2014. Neanche il caos legato agli emergenti potrà influire sulla tenera pianta della crescita italiana,"L'Italia non vedo cosa c'entri. Ci sono reazioni meccaniche sugli spread, ma il dato molto più stabile è quello del rendimento dei titoli di stato italiani. L'italia oggi si finazia complessivamente al tasso del 2% ". Nulla ci tange, siamo 'pronti al decollo' e proseguiamo dritti. L'Italia spiccherà il volo, c'è da starne certi. Anche perché, se così non fosse alla fine della "pista" del 2014, se l'aereo tricolore non fosse ancora - definitivamente - decollato, lo stridore dei dati attuali con le previsioni generose del governo sarebbe veramente poca cosa rispetto al trambusto dello schianto al suolo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61859/20140128/saccomanni-crescita-economica-2014-ripresa-bankitalia-dati-paesi-emergenti-lavoro-reddito-famiglie.htm

 

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