Caos per decreto Imu-Bankitalia. Tra tagliole ed insulti, il Parlamento sta toccando davvero il fondo

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Il Parlamento italiano è allo sbando più totale. La notizia forse non è una novitàper la maggioranza degli italiani, ma in questi ultimi giorni si sta toccando davvero il fondo. Maggioranza ed opposizioni stanno mostrando il loro volto peggiore e sono sempre più la fotografia del declino di questo Paese, privato anche di quell'ultimo briciolo di dignità (sempre che qualcuno non se lo sia già mangiato). Tutti colpevoli, nessuno escluso. Il dibattito sul decreto Imu-Bankitalia sta davvero sfociando nel grottesco e basta poco per accorgersi dei limiti della nostra classe dirigente. Politici che litigano e si minacciano come se fossero bambini.Aule parlamentari spogliate dalla loro sacralità istituzionaleper diventare l'arena di un programma televisivo trash. Come siamo arrivati a tutto questo?

  

Da giorni il dibattito parlamentare è bloccato sul decreto Imu-Bankitalia, che prevede la sospensione della seconda rata dell'Imu 2013 sulla prima casa e la rivalutazione del capitale della Banca d'Italia, che avverrà tramite una ricapitalizzazione gratuita da circa 5-7 miliardi di euro. E' proprio la questione relativa a Bankitalia che ha fatto scoppiare le polemiche. Sì perché il decreto obbligherà gli azionisti della Banca a non possedere quote superiori al 5%. Poiché Intesa San Paolo ed Unicreditdetengono insieme quasi il 65% delle azioni totali, la Banca d'Italia comprerà le loro quote in eccesso, pagando ad Intesa ed Unicredit un corrispettivo di 3-4 miliardi di euro.Per questo le opposizioni hanno gridato allo scandalo,incolpando il governo di svendere Bankitalia.

Qui iniziano i problemi. In un Paese normale e democratico, si sarebbe aperta una discussione costruttiva fra le parti in conflitto. Ma siccome l'Italia è uno Stato tutt'altro che "normale", in Parlamento è scoppiata una vera e propria guerra a suon di ripicche, ostruzionismo e sporchi giochetti, da una parte e dall'altra. E mentre i parlamentari giocano a fare la guerra, gli italiani rimangono a guardare, con il rischio di pagare la seconda rata dell'Imu. Questo perché se il decreto non verrà approvato entro la mezzanotte, bisognerà pagare nonostante le promesse passate. Insomma, troppo ci costeranno questi litigi.

Di chi è la colpa? Di tutti, non solo del M5S.La colpa è prima di tutto del governo, che ha deciso di giocare una serie di carte velenose,tentando di bypassare il Parlamento ed il suo parere. Due sono le decisioni più criticabili:porre il voto di fiducia sul decreto venerdì scorso, e accorpare l'Imu alla questione della Banca d'Italia.Quest'ultima appare essere una mossa alquanto scorretta. L'esecutivo sapeva che l'operazione Bankitalia avrebbe potuto creare malumori e polemiche. E allora perché non unirlo al voto sulla sospensione dell'Imu, che invece è inderogabile quasi all'unanimità? Un piano diabolico e controproducente.

Dove finiscono le colpe del governo (e della maggioranza in generale), iniziano quelle del M5S e delle opposizioni. I grillini stanno portando avanti un ostruzionismo ad oltranza, con interventi e ordini del giorno a raffica (alle ore 18 erano ancora più di 500 da discutere), così da ritardare la votazione il più possibile, sperando in un ripensamento dall'alto. Un atteggiamento snervante per Laura Boldrini, che ha minacciato l'utilizzo della "tagliola", uno di quegli strumenti anti-democratici che nessun presidente della Camera (o del Senato) ha mai avuto il coraggio di adoperare.In pratica verrebbero tagliati gli interventi e si passerebbe alla votazione forzata, per scongiurare la scadenza del decreto. Non proprio una decisione serena.

Ma d'altronde la serenità dov'è? Il M5S grida, espone cartelli da scuola secondaria ed dà del boia al presidente di Napolitano, con tanto di denuncia per vilipendio. Il Pd contrattacca, dichiarando che se l'Imu si pagherà sarà solo e soltanto per colpa di Grillo. Qui però il M5S ha ragione. Perché il dibattito su Bankitalia deve coinvolgere anche l'Imu? I grillini hanno infatti chiesto di approvare subito una proposta di legge in Commissione, in sede deliberante, per scongiurare il pagamento della tassa sulla prima casa. In alternativa propongono di scorporare la due votazioni,operazione che sarebbe perfettamente legittima, così da dibattere senza scadenze sulla testa. Ma il governo, per voce di Franceschini, ha già detto di no. O tutto insieme o niente. Complimenti a tutti per il dialogo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61955/20140129/m5s-bankitalia-imu-governo-esecutivo-tagliola-boldrini.htm

 

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