Ciao Fiat, ciao Italia: conosciamo il futuro, internazionale, dell'FCA

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Stati Uniti ed Italia. Ma anche Olanda e Regno Unito. New York Stock Exchange e Ftse Mib, Fiat e Chrysler. In una sola parola: "Fiat Chrysler Automobiles" (FCA), futuro settimo gruppo automobilistico mondiale che avrà sedi (operative e non) dislocate in più parti del mondo. Questo è il profilo che è emerso da quel Consiglio di amministrazione, presieduto da John Elkann e manovrato da fedele Marchionne, che sancisce la definitiva forma di un ambizioso progetto iniziato tempo addietro. 'Chi non si evolverà in produttore globale, andrà in rovina', questo il succo del discorso. Il bacino d'utenza per sopravvivere deve essere il mondo, non il mercato interno (meno che mai lo specifico caso italiano). Così nasceva la 'corte' alle ceneri di Auburn Hills e l'estenuante lotta con Veba. Mille battaglie, di certo non tutte 'vinte', che si concludono con quel CdA. Ormai mancano giusto un paio di dettagli tecnici, il resto è tutto - definitivamente - deciso.

  

"Cinque anni fa abbiamo iniziato a coltivare un sogno di cooperazione industriale a livello mondiale, ma anche un grande sogno di integrazione culturale a tutti i livelli. Abbiamo lavorato caparbiamente e senza sosta a questo progetto per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere gli steccati nazionalistici e culturali. Ora - spiega Marchionne - possiamo dire di essere riusciti a creare basi solide per un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze e di competenze allo stesso livello della migliore concorrenza. L'adozione di una struttura di governance internazionale e le previste quotazioni, che miglioreranno l'accesso del gruppo ai mercati globali con evidenti vantaggi finanziari, completeranno questo progetto".

Statunitense. L'FCA sarà fortemente a stelle e strisce. Si parte dal banale: la tanto agognata acquisizione del 100% di Chrysler è di certo l'aggancio più grande con gli Stati Uniti. Ma non solo: il Nyse, il New York Stock Exchange, sarà il luogo della quotazione principale della nuova casa automobilistica globale. L'attenzione 'borsistica' sarà principalmente veicolata lì, in quel "Big Board" con una capitalizzazione totale da 16 000 miliardi di dollari e più di settemila miliardi appartenenti ad aziende non americane. La 'nuova' casa borsistica, insomma, avrà l'indirizzo del trading floor del Nyse, al numero 11 di Wall Street. "Speriamo di arrivare alla quotazione a New York entro il primo ottobre, stiamo lavorando" ha detto Marchionne.

Olandese. L'FCA avrà un riflesso fiammingo: la sede legale del nuovo gruppo, infatti, troverà casa in Olanda. Il Consiglio di Amministrazione, così, ha deciso di replicare quel funzionale, nonché già testato, modello della CNH Industrial N.V. (nata dalla fusione della Cnh Global Nv e della Fiat Industrial) con sede ad Amsterdam.

Inglese. Il produttore globale non si è fatto sfuggire l'occasione di darsi un tocco british. Quella che sicuramente sarà una delle scelte che, più delle altre, susciterà mormorii e lamentele, è legata alla città di Londra. Il motivo è presto dato: la sede fiscale FCA sarà in Gran Bretagna. Facile intuire da quale sospetto nascano i plausibili malumori ma, almeno per ora, il Lingotto ci tiene a ribadire che "la scelta non avrà effetti sull'imposizione fiscale cui continueranno ad essere soggette le società del gruppo nei vari Paesi in cui svolgeranno le loro attività".

Italiana. La Fiat, pardon - l'FCA, assicura nel modo più assoluto che non dimenticherà le sue radici tricolore. Tutti gli impianti presenti nel Bel Paese resteranno così come sono ora, nessuno smantellamento e/o trasferimento forzato fuori dal Paese delle attività produttive. "[Le attività] proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo, e non ci sarà nessun impatto sui livelli occupazionali". Nulla cambia - così assicurano - per i lavoratori ex-Fiat. Anzi: la recondita speranza è che il nuovo, globale, piano strategico che verrà presentato a maggio potrà riservare buone novelle per gli impianti italiani. Nuovi progetti da far sviluppare in quegli stabilimenti che, troppo spesso nel recente passato, sono stati testimoni di 'momenti bui'. L'Italia, Milano nello specifico, sarà tirata in ballo dall'FCA anche per la quotazione secondaria del gruppo sui listini: una presenza secondaria ma parallela a quella ormai prossima sul Nyse.

"L'attuale organizzazione in quattro regioni operative continuerà ad essere l'asse portante della nuova società" spiegano i vertici. Molte bandiere sotto il tetto del (nuovo) simbolo dell'FCA, quindi. Il timoniere Marchionne si dice pronto a guidare il varo della nave ed a condurla, come più volte ribadito, nell'arco dei prossimi tre anni. Poi avverrà il passaggio del testimone al successore che riceverà un'eredità non indifferente. Sarà 'interno', spiega Marchionne: una persona fidata, che conosca bene le dinamiche del gruppo e tenga a mente le origini. "A Detroit ho parlato di un mandato di tre anni, ho questo impegno. Sono circondato da una buona squadra e il mio successore verrà da questo gruppo".

Chiude questa disamina l'analisi di alcuni dettagli 'tecnici'. Si comincia con la quotazione che, ovviamente, dovrà essere concessa per lo sbarco al Nyse. Il suo ottenimento, allora, tirerà in ballo i vecchi azionisti Fiat ai quali, per ogni 'vecchia' azione, ne verrà offerta una di nuova emissione FCA. Attenzione: per il completamento dell'intera procedura, l'esercizio del diritto di recesso riconosciuto agli azionisti (nonché quello di opposizione dei creditori) non dovrà portare l'asticella dell'esborso sopra i 500 milioni di euro.

La prima, fondamentale, pietra è stata quindi posta. Solamente il tempo (ed alcuni maggiori futuri dettagli) ci potrà dire se quello che sta nascendo è un nuovo titano tra i produttori di automobili mondiali o se - alla luce di una strategia gattopardiana - sarà semplicemente l'ennesimo colosso dai piedi di argilla. Il futuro, comunque vada, è ormai alle porte.

Fiat, a margine dei nuovi annunci, ha registrato una notevole pesantezza (nonché volatilità) in Borsa. Sospesa e poi riammessa alle contrattazioni nella precedente seduta, i risultati del quarto trimestre sotto le attese, la revisione degli obiettivi finanziari 2014 e l'annuncio della manca distribuzione dei dividendi hanno influito pesantemente sul corso azionario. Al momento il titolo perde un ulteriore 1,17% a quota 7,15 euro per azione, ben lontano dal picco (7,62 euro) raggiunto lo scorso 23 gennaio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/61968/20140130/fiat-chrysler-futuro-marchionne-elkann-fca-olanda-londra-usa-nyse-quotazione.htm

 

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