Italia, il premier Letta mente: la disoccupazione è sì calata, ma il mercato del lavoro peggiora ancora

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La disoccupazione in Italia è scesa nel mese di dicembre al 12,7 per cento contro il precedente 12,8 per cento, in linea con le attese: il dato, solo apparentemente positivo, è stato immediatamente colto al balzo dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, che ne ha approfittato per parlare di miglioramento, pur ricordando che resta del lavoro da fare.

  

Le cose però non stanno esattamente in questi termini e, benché il tasso di disoccupazione sia effettivamente calato, il mercato del lavoro rimane sotto pressione anche nell'ultimo mese del 2013. Come noto infatti il tasso di disoccupazione è misurato considerando quante persone non occupate stanno cercando attivamente lavoro: ciò significa che il tasso può migliorare sia perché persone precedentemente non occupate hanno trovato un posto che sia perché persone non occupate hanno deciso di non cercarlo più in quanto scoraggiate.

I dati snocciolati dall'Istat lasciano propendere per la seconda ipotesi: il tasso di occupazione, infatti, è calato di un decimo di punto percentuale al 55,3 per cento, registrando un calo tendenziale dell'uno per cento. Sale inoltre il numero degli individui inattivi, dello 0,4 per cento rispetto al mese precedente e dello 0,3 rispetto a 12 mesi prima, con un tasso di inattività che arriva al 36,5 per cento, in aumento dello 0,1 per cento mese su mese e dello 0,2 per cento anno su anno.

Quindi no, non è vero che il mercato del lavoro è migliorato, ed il presidente Letta, nella migliore delle ipotesi, è stato male informato oppure non è in grado di leggere il report dell'Istituto di Statistica; nella peggiore delle ipotesi, invece, il premier sta semplicemente mentendo in malafede nella speranza di instillare negli italiani un po' di fiducia, che però andrebbe aiutata piuttosto con manovre concrete.

A dar manforte a Letta arriva anche il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, il quale ha deciso difendere gli sforzi indirizzati all'austerità posti in essere dal governo, asserendo che avrebbero condotto a importanti risultati. Peccato però che proprio l'austerità sia uno degli imputati principali della crisi dell'occupazione in Italia (e non solo) e che anzi ha causato l'esplosione del tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani, arrivato alla 41,7 per cento nel Belpaese, e in modo potenzialmente più letale ad un aumento della disoccupazione di lungo periodo, ovvero del numero di persone che sono inoccupate da un anno o più, e che sono quindi soggette ad un più rapido deperimento del proprio capitale umano ovvero delle proprie capacità e skill, cosa che renderà più difficile il loro recupero nel mercato del lavoro e che lavorerà la crescita nel lungo periodo.

In sintesi, il mercato del lavoro continua a peggiorare e soprattutto sta maledettamente picconando la capacità di crescita futura del Paese, che già ora esce da un ventennio di crescita praticamente nulla (il reddito pro capite, ad esempio, è ritornato ai valori degli anni Novanta).

La speranza è che le parole di Letta e Saccomanni siano una menzogna a fin di bene, e che il governo sia conscio del fatto che bisogna lavorare sul serio, anche prospettando al Paese sacrifici sempre più necessari e sempre meno rimandabili, poiché troppi problemi, a cominciare dall'inefficienza dello Stato per arrivare alla scarsa crescita della produttività, sono stati bellamente ignorati da fin troppi governi, e la situazione è ormai emergenziale.

Se invece Letta crede alle sue proprie parole si può solo dire che un governo che si aggrappa a statistiche incomprese o malintese è semplicemente disperato e l'Argentina resta dietro l'angolo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62041/20140131/italia-letta-disoccupazione-calo-mercato-lavoro-giovani.htm

 

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