USA: la debole crescita preoccupa. Dal tapering alla disoccupazione, ecco perché l'America ora ha paura

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"Tapering isn't tightening", ovvero la riduzione - o meglio il progressivo smantellamento - del piano di stimoli all'economia della Fed non comporta, ipso facto, il ritorno dei tassi di interesse su livelli maggiori. Ridurre quegli iniziali $85 miliardi di acquisti mensili non implica, almeno non nell'immediato, l'aumento dei tassi: questa è la 'storiella' che i signori della Federal Reserve americana vanno raccontando agli attori di mercato dalla scorsa estate, quando si cominciò a parlare insistentemente del Tapering. Una visione che, tutto sommato, non convinceva affatto gli allora ottimisti analisti tanto che le aspettative, lo scorso settembre, per il federal funds rate per il mese di giugno 2015 trovavano un certo consenso nell'ipotizzare tassi prossimi allo 0,92% (i tassi effettivi sono ormai sotto lo 0,1% da mesi). Poi qualcosa è cambiato: è come se, all'improvviso, il messaggio della Fed avesse convinto tutti (o quasi) e - di conseguenza - avesse portato al crollo delle aspettative degli operatori circa il federal funds rate (sempre giugno 2015), sbattendo su un pavimento posto a 0,265 punti percentuali.

  

Ma cosa è successo? Cosa ha fatto cambiare idea agli analisti? La risposta è semplice, quasi banale: è la paura che la crescita Usa non sia così forte ed indipendente dalle attuali e future mosse della Banca centrale. Non si temono più le mosse della Fed, è il concreto timore che quella visione d'insieme che dava gli Stati Uniti già vincitori, già in grado di tornare a correre senza alcuna stampella fediana, fosse caratterizzata da tinte troppo rosee.

Un passo indietro. Quando il tapering ha cominciato a 'fare sul serio', molti analisti sono giunti a questa conclusione: se tutto andrà secondo i piani la riduzione degli stimoli verrà fatta in relativamente poco tempo, i feedback statistici (vedi, ad esempio, il calo del tasso di disoccupazione) saranno in grado di confermare la ripresa e, conseguentemente, quel federal funds rate - al 3% nel 2008 ed ora prossimo allo zero - è destinato anch'esso a salire velocemente. I contratti futures sul tasso (giugno 2015) sono il miglior termometro delle previsioni a tal proposito che circolano nell'economia ed una loro discesa dei prezzi fa trapelare aspettative rialziste del federal funds rate. Tra giugno ed ottobre, nel 2013, il tasso di disoccupazione (target della Fed per il tapering) cala dal 7,5% (7,7 a febbraio) al 7,2% (e poi al 7,0 a novembre): poco importa che la Fed continui a ribadire che "tapering" non significa "tightenig"; per gli analisti la riduzione del piano di stimoli è vicina, la ripresa è concreta ed i tassi - conseguentemente - stanno per risalire.

Con questo background e con queste aspettative, la direzione dei trader sui futures è palese: se le aspettative (giugno '15) del febbraio 2013 parlavano di un tasso allo 0,25%, nel mese di giugno puntano allo 0,75% e - ad ottobre - toccano il massimo previsionale dello 0,92%. Poi il crollo. La morte di tutte le aspettative di un veloce ritorno a tassi di interesse più alti. Il freddo bagno di realtà.

La ragionevole certezza degli analisti (e dei traders) che vedeva una Fed ormai prossima ad un programma di ripristino dei tassi viene spazzata via dai crescenti timori (dubbi) che la crescita Usa non sia poi così forte. Quell'iniziale messaggio di Bernanke e soci comincia ad essere percepito: tapering sì, aumento dei tassi no (o almeno, non ora). Se prima ci si aspettava una serie di round di aumenti dei tassi, magari già a partire da fine 2014, ora tutti hanno una visione più mesta, più timorosa per il futuro. Le previsioni crollano, arrivano nuovamente sulla linea dello 0,25% a dicembre.

Eppure l'inizio concreto del tapering, il suo secondo round, l'apparente ripresa solida del Pil e quel tasso di disoccupazione ormai al 6,7% riaccendono qualche 'speranza' sul ripristino dei tassi. Ad inizio 2014 il termometro dei futures è in rialzo, punta nuovamente allo 0,45%. E' l'inizio di una nuova ripresa delle aspettative? No, perché le stime governative sul mondo del lavoro - pubblicate il 10 gennaio - riportano nuovamente tutti con i piedi per terra: dicembre 2013 ha portato solamente 74mila nuovi posti di lavoro, quasi un terzo di quel risultato ottenuto solamente un mese prima, il 60% sotto le aspettative. E allora giù, di nuovo, questa volta fino allo 0,265% previsto per il prossimo giugno.

Oltre alla Fed, che ha incessantemente continuato a dire che i tassi saranno bassi almeno fino al 2015, è così cresciuta la convinzione che la crescita dell'economia non sia quel toro indomabile di cui tutti parlano. Ci sarà ancora da 'soffrire' perché quei dati sulla disoccupazione raccontano solo una mezza verità: sottolineano il risultato finale (tra l'altro non sempre esaltante) senza spendere troppe parole su alcuni caveat necessari. Come il fatto che in molti di quei senza lavoro del post-crisi hanno definitivamente rinunciato a cercarlo (abbassando solo su carta la disoccupazione) o come altri abbiano - obtorto collo - accettato lavori solo a tempo parziale. Oppure come quel pesante ricollocamento di ex lavoratori qualificati in mansioni decisamente più elementari, che non sfruttano (o quasi) il loro know-how e che portano - inesorabilmente - a redditi percepiti più bassi. Basta poi aggiungere altri dati come gli ultimi sull'indice ISM o la costante minaccia di un default tecnico (ad opera della dabbenaggine di alcuni in quel di Washington) ed ecco che la fritta è fatta.

Ciò che spaventava prima gli attori di mercato, una Fed in ritirata con il tapering e pronta al tightening, è ora solo un lontano ricordo. Una 'paura', tuttavia, che è passata nel peggiore dei modi: a preoccupare tutti - ormai - non sono le mosse della Federal Reserve ma la peggiore minaccia di un'economia decisamente più anemica di quanto si credesse fino ad ora.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62326/20140207/usa-federal-funds-rate-disoccupazione-tasso-fed-bernake-futures-aspettative-crescita.htm

 

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