Europa, trattieni il respiro: Karlsruhe porta le OMT della BCE alla Corte UE. E ora che succede?

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Nulla di fatto a Karlsruhe: la Corte Costituzionale tedesca ha deciso di rinviare il fascicolo relativo al programma OMT alla Corte Europea di Giustizia a Lussemburgo, affinché ne verifichi la compatibilità con i Trattati europei. Si tratta di una decisione inedita, poiché gli otto giudici non avevano mai richiesto l'intervento di Lussemburgo in altre questioni simili.

L'Europa guadagna così un altro po' di tempo: il programma della Banca centrale europea denominato Outright Monetary Transactions (OMT) pur non essendo stato ancora attivato, ha permesso all'Europa di continuare a nascondere i suoi tuttora irrisolti problemi. Il "whatever it takes" promesso da Mario Draghi che sinora ha salvato l'Europa continuerà ad avere effetti pur rimanendo, per ora, solo una minaccia.

Il programma OMT prevede che la BCE possa intervenire illimitatamente sul mercato acquistando titoli a breve scadenza di uno Stato in crisi in modo da calmierarne i rendimenti, a patto che quest'ultimo sottoscriva un memorandum con la Troika, in pratica subordinando la propria politica di bilancio alla dettatura di UE, BCE e FMI. Finora esso non è mai stato attivato, ma è bastato annunciarlo per riportare la calma sui mercati: anzi, anche grazie ad esso, la BCE ha accumulato alcuni miliardi di profitti dai titoli di Stato acquistati.

Nel rinviare il fascicolo, la Corte Costituzionale ha espresso le proprie riserve circa l'aderenza degli OMT ai Trattati, e che quindi la BCE, introducendo una simile arma, sarebbe andata oltre le previsioni comunitarie, diventando in pratica un finanziatore dei Paesi membri dell'euro, eventualità proibitissima. Il ricorso a Karlsruhe era stato presentato da 35mila cittadini tedeschi, che ritenevano il programma OMT incompatibile con le norme che governano la BCE (e quindi con quanto la Germania ha sottoscritto), poiché si tratterebbe di un aiuto indiretto ai governi; inoltre, sempre secondo i ricorrenti, limiterebbe l'autonomia del Parlamento tedesco in materia di bilancio.

Proprio per quanto riguarda quest'ultimo punto gli otto giudici di Karlsruhe avrebbero potuto stabilire che la Germania deve comunque mantenere il controllo delle sue proprie risorse che verranno utilizzate eventualmente per il salvataggio degli Stati per i quali verrà richiesta l'attivazione delle cosiddetto scudo anti spread: in altre parole la Bundesbank non potrà partecipare ad attività o decisioni che contrastano con l'ordinamento tedesco, e le risorse utilizzate dovranno essere controllate dal Parlamento. Detto altrimenti, il maggiore "contribuente" d'Europa potrebbe, in virtù dei prossimi sviluppi, assumersi una responsabilità limitata o addirittura nulla per le eventuali perdite derivanti dal programma OMT.

Il mercato non ha reagito in modo marcato alla notizia, in primo luogo perché non cambia lo status quo, in secondo perché i tempi si allungano, e nel frattempo il bazooka resterà puntato. Karlsruhe avrebbe dovuto intervenire lo scorso ottobre, secondo le previsioni, ma la decisione era poi slittata, lasciando presagire che si sarebbe giunti in primavera. L'annuncio del rinvio a Lussemburgo ha colto di sorpresa, ma senza provocare tsunami finanziari.

Dal canto suo la BCE ribadisce la bontà dell'arma finale contro la tempesta, ricordando che spread troppo elevati e di conseguenza l'eterna frammentazione dei mercati finanziari nell'area euro compromettono il lavoro della banca centrale, che non riesce a trasmettere efficacemente la propria politica monetaria. Per la Bundesbank, però, quegli spread rappresentano il differenziale anche fra le varie economie dell'area, e di conseguenza, secondo la Corte, un intervento che preveda acquisti di bond di solo alcuni, selezionati Paesi, rappresenta una sorta di politica non monetaria, bensì economica, preclusa però a Francoforte.

A decidere sarà dunque Lussemburgo, un fatto che rappresenta un potenziale cambiamento nel campo di gioco europeo: di fatto la Corte Costituzionale tedesca ha riconosciuto una "cessione di sovranità" nei confronti dell'Europa. Adesso è improbabile che la Corte di Giustizia vada contro Francoforte, ma il modo in cui Lussemburgo deciderà di muoversi sarà fondamentale per il futuro europeo: da anni si chiedono modifiche dei trattati europei che vadano nella direzione giusta, ovvero quella della maggiore Unione, anche in materia fiscale, attualmente scritta in trattati frammentati, sottoscritti sull'orlo dell'emergenza (e del ricatto) e che hanno mostrato enormi limiti. Non a caso a placare la crisi del 2011 (mettendo una toppa) è stata la BCE con le OMT, ma la soluzione può arrivare solo dall'Europa. Strasburgo può essere un primo passo verso una vera Europa.

In alternativa, e a sorpresa, la BCE potrebbe essere bocciata e quindi costretta a cambiare strategia: la bocciatura delle OMT potrebbe comportare  una ripresa degli acquisti nell'ambito del SMP (che però si è rivelato molto meno efficace della sola minaccia delle OMT), ma è più probabile che Draghi e soci studino un'alternativa più inattaccabile che preveda, comunque, che il programma sia il meno limitato possibile, perché attualmente, la BCE è l'unica cosa che sta impedendo un altro giro sull'ottovolante della morte per l'Eurozona.

Per questa ragione, a prescindere dall'esito della battaglia giudiziaria, la BCE farà di tutto per vincere la guerra, che poi è ciò che conta effettivamente. Fino ad ora la Banca centrale è stato l'unico organismo che sia riuscito a funzionare, anche se le sue armi si stanno via via spuntando man mano che i governatori del Consiglio Direttivo perdono coesione sul cosa è necessario fare per salvare l'Eurozona nel suo insieme (ammesso che questa sia la reale intenzione dei convitati).

Di sicuro è dubbio quanto l'Europa possa resistere senza un rafforzamento del policy maker europeo ed uno snellimento dell'attuale, barocchissimo procedimento legislativo. Già le elezioni del prossimo maggio saranno una prova durissima per la tenuta dell'Unione, poiché un folto gruppo di nazionalisti potrebbe finire per bloccare in maniera potenzialmente mortale il processo di unificazione dell'Europa, condannando i singoli Paesi a un'era di evidente mediocrità dinnanzi a Superstati (come USA, Cina e Russia) e ad organismi simili alla UE che stanno emergendo in altri continenti.

Correzione: una precedente versione dell'articolo conteneva l'errata collocazione della CGUE, che ha sede in Lussemburgo.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62348/20140207/germania-europa-omt-karlsruhe-corte-giustizia-strasburgo.htm

 

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