Debt ceiling, tapering, disoccupazione: per la ripresa USA gli astri si stanno allineando

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Gli astri dell'economia statunitense si stanno allineando? Domanda non banale, visto il momento, la cui risposta è ancor meno scontata. Gli eventi e le statistiche in grado influenzare la 'congiuntura astrale' non mancano di certo in quest'ultimo periodo. Il 2014, iniziato da relativamente poco tempo, è già un anno carico di eventi degni di nota per l'economia a stelle e strisce. Abbiamo il tapering, annunciatissimo piano di riduzione degli stimoli all'economia, che sembra sia stato - definitivamente - indirizzato sulla giusta strada. Ci sono i job reports che, seppur non così positivi come potrebbe sembrare ad un primissimo sguardo, comunque parlano di una situazione in generale miglioramento.

  

C'è la Federal Reserve o, meglio, c'è Janet Yellen: nuovo - capace - banchiere centrale che, pur mantenendo una buona continuità con il predecessore Bernanke, comincia già a far abituare la platea al suo personale 'stile'. Un personale approccio al sostegno della crescita Usa che, con i giorni, piace sempre di più ai cittadini. Abbiamo, infine, repubblicani e democratici che, per una volta, decidono di non continuare il per loro tanto simpatico 'gioco al massacro', muro contro muro, e si accordano invece per la questione lagata al tetto del debito. Proprio da quest'ultimo aspetto cominciamo a guardare gli 'astri del cielo statunitense del 2014'.

John Boehner, speaker repubblicano della Camera dei Rappresentanti statunitense, ha letteralmente 'tagliato la testa al toro' dando il definitivo 'La' all'approvazione dell'innalzamento del tetto del debito. La questione è una di quelle di vecchia data, uno di quei campi di battaglia sul quale ha già condotto mille scontri con l'altra fazione dei politici in quel di Washington. La crisi finanziaria, prima, e le contromosse poste in atto, poi, hanno negli anni alimentato il 'fuoco' del debt ceiling. L'andamento ha così costretto le parti politiche ad una collaborazione forzata: trovare un accordo per evitare un imbarazzante default tecnico degli Stati Uniti. Accordarsi non è stato mai facile e le magre figure collezionate (in particolare dai repubblicani) hanno spinto Boehner all'accettare un patto 'clean', pulito, senza alcun do ut des: 221 voti favorevoli (a maggioranza democratica, con il supporto numerico minimo - 28 - dei repubblicani), 201 contrari e misura che passa al Senato democratico. Lo speaker ha capito quanto una nuova tornata di inutili tira-e-molla avrebbe pesato alla reputazione dei repubblicani: quel 27 febbraio, data in cui il Tesoro segnalava la 'fine dei giochi', era troppo vicina per strappare promesse ai democratici. Accordo raggiunto (se ne riparlerà dopo marzo 2015) ed economia statunitense decisamente più rilassata. Primo astro allineato.

Tapering, aumento dei Federal Funds Rate, forward guidance, disoccupazione: queste sono le altre 'stelle' che devono ancora trovare la giusta collocazione nella volta celeste e tutte, in buona approssimazione, sono strettamente collegate alla figura di Janet Louise Yellen. Una 'colomba d'assalto', come sempre più spesso definiscono la Yellen, che da sempre ha uno stretto 'legame' con il mondo del lavoro. La sua visione di banchiere centrale è quella di una 'persona' attenta all'economia reale, all'occupazione ed al benessere dei cittadini. Grafici, tabelle, freddi modelli econometrici: tutti questi elementi hanno sì importanza, naturalmente, ma vengono dopo gli aspetti concreti dell'economia nella vita quotidiana.

La recente visita della Yellen a Capitol Hill è quindi stata una conferma a quanto emerso sino ad ora. L'economia statunitense cresce, alcuni indicatori iniziano a prospettare scenari di un più robusto sviluppo, ma quel mercato del lavoro ancora non convince. Il Bureau of Labor Statistics è chiaro: se guardiamo semplicemente al tasso di disoccupazione, le cose non sembrano poi così male. L'ultimo dato pubblicato, quello di gennaio, mostra un tasso del 6,6%: eravamo al 6,7% a dicembre, al 7,0% a novembre, al 7,9% all'inizio dello scorso anno. Una discesa sostenuta, un percorso 'netto' (che, sulle basi della forward guidance della Fed, ha facilitato l'inizio del Tapering) e che punta a riassorbire quel picco registrato tra il 2009 ed il 2010 (10,0%) ed a tornare nella zona dei livelli minimi pre-crisi (4,4% nel maggio 2007).

Eppure il 'numerino' finale non è ancora così sincero. La stessa Yellen non ne fa affatto mistero:"La ripresa del mercato del lavoro è lontana dall'essere completata (...) coloro che sono senza impiego da oltre sei mesi continuano ad essere una componente insolitamente elevata dei disoccupati. Mentre il numero di chi lavora a tempo parziale pur preferendo un lavoro a tempo pieno è a sua volta molto alto". Sincerità, mista ad un sano 'tirare acqua al proprio mulino': la Yellen sa bene che le due riduzioni del quantitative easing già effettuate (da $85 a 75 e poi da $75 a 65 miliardi mensili) sono solo l'inizio di un lungo percorso che i mercati attendono e studiano con ossessione.

La linea guida della Fed deve essere chiara e, al contempo, non troppo legata ad un singolo fattore. Tempo addietro si parlava solamente della disoccupazione: bisognerà raggiungere il 6,5% per 'cantar vittoria'. Il limite ormai è pressoché raggiunto ma la situazione, come ribadisce la Yellen, è ancora lontana dall'aver risolto tutti i problemi. Ecco allora che puntare anche alla 'qualità' del mercato del lavoro e non solo alla 'quantità' del numero di occupati si colloca in cima alle preferenze della Federal Reserve. E questo, lo ribadiamo, piace enormemente al popolo. Il tapering, ovviamente, continua ma non andrà oltre l'andamento attuale: in parallelo con il feedback dell'economia (e del mercato del lavoro) la Yellen condurrà la danza a piccoli "probabili passi misurati".

Il rassicurante approccio della Yellen, insomma, prova ad accontentare tutti quanti: il target principale è il lavoro (pur non dimenticando la stabilità dei prezzi), il tapering continuerà ma senza scordarsi delle condizioni dell'economia reale ed il ripristino dei tassi - prima largamente aspettato entro il prossimo anno da quegli analisti ora di avviso del tutto diverso - avverrà solo a tempo debito, di certo non nel breve periodo. Il nuovo numero uno comincia a farsi conoscere in tutta la sua concretezza. Se non si nasconde dietro grafici e tabelle appositamente 'acconciate' per i propri fini, non lascia nemmeno che il Paese si chiuda a riccio nel timore di una crescita dai piedi di argilla. La 'comparsata' di Janet Yellen in quel di Capitol Hill piace anche ai mercati con le borse che virano in positivo. Sensibile ma decisa, leale ma positiva: la sensazione è che gli Stati Uniti, anche se ora più preoccupati per la propria crescita rispetto a qualche tempo fa, comincino a riporre buone speranze in questa signora, un po' astronoma - un po' astrologa, che lì guiderà, naso all'insù, verso il percorso astrale della crescita.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62514/20140212/yellen-fed-tapering-ffr-disoccupazione-tetto-debito-crescita.htm

 

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