L’OCSE ammette i suoi errori: troppo ottimismo sulla crescita UE, ma senza sarebbe stato il panico

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L'Organizzazione Europea per la Cooperazione e lo Sviluppo (OCSE) ammette di aver fornito delle previsioni errate sulla crescita economica  di questi anni, in quanto hanno sottostimato l'impatto che la crisi finanziaria avrebbe avuto sulla crescita dell'economia europea.  La causa maggiore di tali errori è strettamente connessa alla convinzione degli economisti e studiosi dell'OCSE che la crisi economica europea si sarebbe dissolta con il passare degli anni, facendo rientrare lo spread tra i titoli di debito europei a valori prossimi alla normalità.

  

Il Chief Economist dell'OCSE Pier Carlo Padoan ha dichiarato di essere rimasto alquanto sorpreso dal continuo peggioramento della crisi dei debiti sovrani dell'UE, soprattutto non immaginava un sistema bancario e nazionale così debole. Spiega così le sovra-stime sulla crescita dell'Europa per gli anni immediatamente successivi alla crisi.

Ma la notizia che può maggiormente colpire riguarda la dichiarazione dell'OCSE sulla reale motivazione che l'ha spinta a sottostimare l'impatto negativo che la crisi economica e bancaria avrebbe avuto su tutte le economie europee, ovvero la volontà di non creare aspettative negative per gli operatori economici dei diversi Paesi dell'Unione Europea. Bisognava in qualche modo diffondere fiducia verso le istituzioni europee, tanto che le previsioni dell'OCSE erano anche basate sulla supposizione che l'euro zona avrebbe attuato le giuste politiche per dare fiducia al sistema e contenere la crisi. Politiche che oltretutto sono anche state caldamente consigliate dall'OCSE medesimo ai policy maker dell'euro zona, ma anche se tali politiche non fossero state attuate le previsioni non potevano che essere positive ed infondere fiducia nel sistema.

La questione è che per risolvere la crisi del debito europea non è sufficiente sovrastimare la crescita e stabilire uno stato di fiducia negli operatori economici, dato che la crisi economica e la conseguente recessione dei Paesi dell'UE sono reali e lo dimostrano anche i recenti dati sulla produzione industriale pubblicati dall'Eurostat. Dati che registrano un calo della produzione per il 2013 pari allo 0,8% rispetto al 2012. Per far ripartire l'economia europea bisogna agire sulla struttura stessa dell'Unione Europea andando a cambiare quei trattati forse un po' troppo restrittivi o forse fondati su teorie non adatte a rappresentare questa variegata realtà europea.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62546/20140212/ocse-previsioni-economiche-crescita-eurozona-produzione-industriale.htm

 

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