Longobardi (Unimpresa) a Renzi: "più impegno contro il credit crunch"; ma le banche sono già in movimento

E-mail Stampa PDF

Il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi chiede al nuovo governo Renzi un impegno maggiore per favorire la concessione di credito. Egli è, infatti, scettico sulla soluzione di una bad bank da parte degli istituti di credito, con la partecipazione eventuale dello stato. Considera invece più utile, a tale scopo, un fondo di garanzia. 

  

Le sue dichiarazioni sono sicuramente mosse dai risultati allarmanti dell'analisi del centro studi dell'organizzazione che rappresenta micro, piccole e medie imprese. Unimpresa ha, infatti, recentemente stilato un rapporto basato sui dati della banca d'Italia, dal quale emerge come nell'ultimo anno il totale dei finanziamenti al settore privato sia diminuito di 55,2 miliardi di euro passando da 1.471,4 miliardi a 1.416,1 miliardi di euro, interessando sia le famiglie (-7,7 miliardi) sia le imprese (-47,4 miliardi).

Il rapporto rivela anche un aumento delle sofferenze bancarie, cioè dei crediti di difficile riscossione del 24,71% nell'ultimo anno. Ciò ha portato molti istituti di credito a prendere in considerazione la costituzione di una bad bank, cioè di una società nella quale far confluire i crediti considerati non esigibili e gli investimenti il cui valore reale è molto al di sotto di quello iscritto a bilancio.

Tale soluzione è stata recentemente adottata da RBS (Royal Bank of Scotland), in questo momento controllata dal tesoro britannico, che il primo novembre ha creato una bad bank interna, divenuta operativa il primo gennaio 2014, nella quale ha fatto confluire circa 38 miliardi di sterline di asset tossici. In Italia, Unicredit ha per il momento ceduto un portafoglio di crediti non garantiti e in sofferenza derivanti da contratti di credito al consumo e prestiti personali per 950 milioni a Cerberus European Investments, e, a Mariner Investment Group, 910 milioni di euro di prestiti in project finance.

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha avallato tale tipo di interventi e ha dichiarato durante il convegno Assiom-Forex, che sta valutando, nei limiti dell'ordinamento europeo, la possibilità di un intervento congiunto, cioè di creare una bad bank pubblica.

La strategia di governo sembra però essere già decisa, se si considera anche ciò che recentemente è avvenuto con l'approvazione in parlamento della ricapitalizzazione di Bankitalia.

Il DL Bankitalia, infatti, ha stabilito non solo che il capitale sociale della Banca d'Italia, posseduto per il 94% dalle banche, venga rivalutato da 156.000 a 7,5 miliardi di euro, ma anche che nessun azionista possa detenerne più del 3%; inducendo gli istituti di credito a vendere le quote in eccesso con la possibilità, in caso non si trovino acquirenti, che tali quote vengano acquistate dalla stessa Banca d'Italia.

Vengono quindi regalati un sostanziale aumento nell'attivo (principalmente Unicredit e Intesa San Paolo che insieme detengono il 64% delle azioni) e un'iniezione di liquidità garantita dalla vendita delle quote.

Da un lato, quindi, vengono eliminati i rischi di variazioni del passivo dovute all'incertezza sull'effettivo valore recuperabile dei crediti, dall'altro si migliora improvvisamente la situazione dell'attivo. Ciò consentirà alle banche di superare gli stress test della BCE, che da maggio supervisionerà le banche al posto di Bankitalia, in maniera più agevole, e di elargire maggiore credito grazie ad una situazione in bilancio notevolmente migliorata secondo i criteri di Basilea III, ma non a fronte di un reale miglioramento della situazione, ma come conseguenza di operazioni contabili.

Vengono dunque ancora una volta allontanate le responsabilità delle decisioni dei vertici bancari con strumenti che tendono a farne ricadere i costi sulla collettività, come l'acquisizione delle quote rivalutate di Banca D'Italia e l'eventuale bad bank pubblica.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/62787/20140218/bad-bank-dl-bankitalia-unimpresa-lombardi-credit-crunch-stress-test-bce.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili