Canone RAI in bolletta della luce: un'altra imposta sugli immobili?

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Sono anni che si parla di riforma del canone RAI e forse adesso si passerà dalle parole ai fatti. La legge ancora non c'è, ma l'idea che circola negli ambienti politici è abbastanza chiara: inserire il canone RAI nella bolletta dell'energia elettrica. Non è un'idea particolarmente innovativa, se n'è discusso innumerevole volte negli anni passati e tra favorevoli e contrari non s'è mai fatto nulla.

  

Cosa significherebbe pagare il canone con la bolletta della luce? Eliminare completamente l'evasione fiscale di questa imposta, che attualmente ammonta a 600 milioni di euro in meno per le casse statali; le percentuali di evasione differiscono molto in base alle regioni, grosso modo possiamo comunque dire che un italiano su tre non paga il canone RAI.

Natura del canone. Attualmente il canone RAI, chiamato impropriamente anche "abbonamento", è una imposta sulla "detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni", questo è ciò che recita il regio decreto legge del 21 febbraio 1938.

Dal 1938 ad oggi si è discusso molto sulla natura del canone, tassa o imposta? Si paga per la detenzione dell'apparecchio o per la fruizione del servizio? Ma se è un abbonamento, posso disdirlo? Tutti dubbi legittimi che han trovato risposta nelle aule di giustizia: si tratta di un'imposta, non è legato alla fruizione del servizio e non è quindi un abbonamento in senso stretto, come può esserlo quello a SKY.

Pagare tutti, pagare meno? Tutti i cittadini hanno un contratto di fornitura energetica, quindi inserire all'interno delle bollette il canone significherebbe far pagare tutti: ciò ci farebbe finalmente pagare meno? Dipende. L'idea è infatti quella di diminuire il canone, passando dai 113,50 euro attuali a 65 euro, ma questa cifra si pagherà per ogni contratto di energia elettrica; se abbiamo una sola abitazione e un solo contratto risparmieremo, ma se abbiamo anche solo due abitazioni e quindi due contratti andremo a pagare di più. 

Questo discorso ci riporta alle considerazioni sulla natura del canone, che non sarebbe più legato alla detenzione dell'apparecchio, né tanto meno alla fruizione del servizio, bensì all'avere un contratto di energia elettrica e quindi ad avere un immobile. Avremo un canone più leggero per chi ha una sola abitazione e nessun negozio/magazzino e invece una tassazione più pesante per chi ha anche solo due immobili.

L'alternativa. Questo qui è il piano A, ma c'è anche un piano B, che frutterebbe meno, ma forse sarebbe più equo: il canone RAI in base al reddito. Anziché avere una tassazione fissa ad immobile, avremmo una tassazione variabile in base al nostro reddito; in questo caso ci si potrebbe basare sulla dichiarazione ISEE, in modo da tassare una sola volta tutto il nucleo familiare, anziché incidere più volte sulla stessa famiglia. Il gettito derivante da un'operazione del genere sarebbe sicuramente inferiore agli 1,8 miliardi di euro previsti con la tassazione in bolletta, ma sarebbe meno vessativo rispetto alla tassazione ad immobile.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/72910/20141124/canone-rai-bolletta-immobili.htm

 

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