L'Italia è a forte rischio riciclaggio (e forse il Tesoro è un po' troppo ottimista...)

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L'analisi sottolinea come in Italia l'85% delle transazioni economiche siano regolate in contanti, contro una media europea del 60% (dati della BCE) e sappiamo tutti che il contante non è tracciabile. Proprio l'utilizzo del contante fa aumentare il rischio di riciclaggio e di attività illecite in generale, da qui è nata l'idea di stilare una classifica sulle province dove vi è un uso eccessivo di contante e quindi maggiormente a rischio.

Tra le province ad alto rischio ben 12 su 13 sono nel sud Italia, tra cui spiccano i capoluoghi Napoli e Catanzaro, e una sola provincia del nord: la piemontese Biella. Qui l'uso dei contanti è considerato eccessivo e quindi le forze dell'ordine dovranno vigilare maggiormente su riciclaggio e altri reati connessi (corruzione, evasione fiscale e narcotraffico ad esempio).

Le province dove invece il contante è meno usato sono 26 e la maggior parte sono al nord, tra cui Milano, Bolzano e Venezia e una sola al sud: la provincia di Barletta-Andria-Trani. Va comunque sottolineato che i dati non indicano in che modo è calcolato l'eccesso di contante e quindi il livello di rischio.

Il ministero ritiene che l'attività di prevenzione e contrasto sia efficace in quanto basata sui cosiddetti "presidi antiriciclaggio": banche, notai, avvocati, commercialisti, ecc. Soggetti che sulla carta sono obbligati a segnalare attività sospette, ma che nella pratica a volte si sottraggono a tale obbligo. La malavita organizzata si serve continuamente di professionisti per portare avanti i propri traffici, è quindi abbastanza ingenuo ritenere adeguati i sistemi attuali di prevenzione e contrasto quando sappiamo benissimo che già solo le mafie in Italia "fatturano" ogni anno dai 100 ai 200 miliardi di euro.

L'analisi del ministero sottolinea come i rischi di riciclaggio e quindi finanziamento di attività criminali, come pure quella terroristica, è alto soprattutto in alcuni settori: istituti di moneta elettronica (IMEL), istituti di pagamento (IP), gioco d'azzardo, compro-oro, attività immobiliari e trust. In particolare l'istituto del trust, di importazione anglosassone, sta riscuotendo notevole successo nei traffici criminali e viene utilizzato infatti per schermare i patrimoni illeciti

L'analisi si conclude con delle precise richieste: cooperazione internazionale, rilevazioni statistiche, criminalizzazione dell'autoriciclaggio e squadre investigative comuni. Queste richieste il ministero dovrebbe farle a se stesso, cosa si aspetta a metterle in atto? Tra queste vi è anche il reato di autoriciclaggio, che finalmente è diventato realtà, ma aver escluso la punibilità per il "godimento personale" potrebbe rendere inutile la legge.

L'analisi del Tesoro non ci sembra che rappresenti un quadro molto positivo, infatti nonostante abbiano dichiarato l'adeguatezza delle misure di prevenzione e contrasto, l'uso del contante, come si nota dalla discrepanza con la media europea, sembra essere eccessivo in tutto il Paese, e la possibilità che molto dell'illecito finisca fuori dalla portata dei "radar" è alta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73376/20141205/ministero-economia-riciclaggio-rischio.htm

 

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