La TTF, la Tobin Tax europea, si è arenata (per ora): perché è una buona notizia

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La trattativa sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) o (impropriamente) Tobin Tax si è arenata e per questo l'introduzione del balzello non verrà decisa quest'anno, bensì (come minimo) nel 2015, provocando il possibile slittamento della sua inaugurazione, attualmente il 2016.

  

Si tratta di una tassa piuttosto controversa, poiché il suo presunto potere redentore delle masse dalla crisi e dalla povertà globale contro la finanza cattiva e affamatrice ha concesso uno strumento retorico molto potente a chi si batte per giuste cause. Come però spesso accade, la retorica basata sui sogni porta spesso a risultati vuoti e rischiosi.

Come funziona. La TTF avrebbe un'aliquota piccolissima, in modo da azzannare gli squali che fanno tante transazioni a brevissimo termine (spesso pochi giorni), ma senza danneggiare troppo chi investe in modo "sano", ovvero nel lungo periodo.

Nonostante l'aliquota piccolissima, dato che essa si applicherebbe su numeri grandissimi, il gettito sarebbe considerevole: 35 miliardi in Europa, 5 in Italia. Questi soldi sono peraltro già virtualmente spesi: dagli ospedali in Africa al sostegno del welfare statale, il che rende la TTF una sigla molto spendibile nella propaganda più spicciola senza fare troppo caso, come al solito, alla realtà.

Il problema è l'esistenza di un principio economico noto come "trade-off": la traduzione per i non addetti ai lavori è "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca".

La tassa, secondo chi la sostiene, avrebbe un duplice effetto: togliere di mezzo la finanza squalo e trovare soldi per finanziare cose belle. Poniamo, come fanno i sostenitori, che nel «"fango" della finanza cinica e rapace» sguazzino 100 pescecani e 1 delfino onesto: una volta introdotta la tassa i 100 pescecani smetterebbero di "giocare al casino" mentre il delfino onesto dovrebbe continuare a investire. Il risultato è che i 100 pescecani non pagano la TTF, che ricadrebbe tutta sul nostro delfino.

Gli effetti sul gettito sarebbero evidenti: l'aliquota piccolissima non si applicherebbe più su numeri grandissimi, e di conseguenza il gettito finirebbe per essere molto inferiore alle previsioni. Si può chiedere alla stessa Italia, che ha applicato una TTF sotto il governo Monti. Si prevedeva inizialmente un gettito da 1,2 miliardi, poi tagliati a 1 miliardo, poi tagliati a 800 milioni; alla fine del 2013, infine, si stimava un gettito da 300 milioni nel 2014: ne furono incassati 285. Tutti a carico dei "delfini", non dei pescecani. Altri Paesi che hanno applicato la medesima tassa hanno avuto simili problemi e hanno infine rinunciato del tutto (si chieda alla Svezia), e anche l'UE non sembra essere convinta delle stime di gettito (inizialmente erano 55 miliardi, scesero a 20, oggi sono 35). Se tutto va bene, saranno 10 miliardi scarsi. E sempre a carico dei "delfini".

Però cosa succederebbe ai pescecani? Finirebbero quantomeno morti di fame, in modo da raggiungere almeno l'altro obiettivo, visto che gli ospedali in Africa sono andati a farsi benedire? La risposta dipende da quanto è grande questo pescecane. Un pescecane di piccola o media grandezza probabilmente finirebbe morto di fame: parliamo, ad esempio, di piccoli e medi trader (ovvero singole persone) che "giocano" somme relativamente piccole. Questi finirebbero per morire di fame (ovvero disoccupati o, se il trading è un'attività secondaria, con un reddito inferiore, ovvero più poveri).

I pescecani più grossi, invece, dovranno semplicemente nuotare verso altre spiagge, come quella di Londra, da cui continueranno a fare quello che facevano prima, senza pagare la TTF.

Ricapitolando:

  1. saranno colpiti solo gli investitori onesti;

  2. il gettito sarà inferiore rispetto alle aspettative;

  3. la cosiddetta "piccola finanza cattiva" (fatta perlopiù di singoli individui) sarà morta;

  4. la cosiddetta "grande finanza cattiva" (le grandi banche d'affari, gli hedge fund, eccetera) continuerà a fare quello che faceva prima, indisturbata.

In parole ancora più povere: gettito minuscolo e finanza cinica e rapace non danneggiata. Niente ospedali in Africa e niente banchieri costretti a trovarsi un lavoro "onesto". Saranno colpiti solo delfini e piccoli pescecani, e soprattutto i primi subiranno i danni che si volevano far ricadere sui cattivi banchieri.

Tralasciamo anche altri aspetti del problema, che andrebbero comunque approfonditi, ma che hanno conseguenze più lontane e più "tecniche". Per esempio molti lavoratori dell'indotto (ovvero semplici impiegati di banca, consulenti finanziari oppure semplici addetti alle infrastrutture informatiche - ovvero gente che non gioca in borsa, ma si limita a fornire il sistema con cui giocano altre persone) finirebbero disoccupati; i mercati finirebbero per avere meno liquidità, e quindi essere più volatili, e quindi più pericolosi per la stabilità dell'economia reale (chi volesse approfondire, può leggere questo articolo).

C'è un motivo per il quale la TTF viene sempre impropriamente definita Tobin Tax: la tassa ideata da Tobin non aveva obiettivi che andavano in contrasto tra loro (ovvero togliere il giocattolo ai pescecani e contemporaneamente fare gettito sul medesimo giocattolo), bensì uno solo, ovvero rallentare il traffico degli scambi di monete (non le azioni, non i derivati, come vogliono i sostenitori della TTF: solo le monete) per evitare shock improvvisi ai Paesi più deboli. Tobin non pensava agli ospedali in Africa, perché quelle entrate sarebbero dovute servire per attutire gli shock del mercato valutario.

La TTF non è, insomma, la tassa delle meraviglie: a meno che non sia applicata a livello globale (e questo è impossibile), non produrrà il gettito previsto e non fermerà la finanza cattiva. È certamente necessario impegnarsi per risolvere i problemi causati dalla finanza irresponsabile, ma la TTF non è lo strumento giusto per farlo perché, come abbiamo visto, non solo non risolve quei problemi, ma ne causa pure altri, come al solito, agli attori più deboli del sistema, lasciando liberi quelli forti.

Le alternative per frenare la finanza cattiva ci sono, e possono essere applicate già da domani, non dal 2016. Purtroppo però non sono altrettanto spettacolari come la Tobin Tax: ai nostri legislatori, dopotutto, non interessa risolvere problemi, ma intrattenere la gente.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73630/20141213/tobin-tax-ttf-europa.htm

 

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