Il calo dei matrimoni rischia di avere ripercussioni sull'economia?

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Sempre meno persone nei paesi sviluppati hanno voglia di sposarsi o di avere figli - cosa che sta causando preoccupazione e malcontento tra i circoli religiosi e i gruppi sostenitori del matrimonio. Il mese scorso Papa Francesco si è lamentato della "cultura del provvisorio" che caratterizza i giorni d'oggi, avvertendo i visitatori presenti ad una conferenza del Vaticano che l'erosione delle tradizioni può portare alla "devastazione culturale". Ma il calo di unioni coniugali e di nascite potrebbe avere un impatto anche sul piano economico, dal momento che le persone ritardano l'acquisto di una casa, pensando piuttosto a risparmiare quello che possono per la pensione e per investire nel presente.

  

"Siamo una società meno incentrata sul matrimonio di quanto fossimo in passato", ha detto Isabel V. Sawhill, un economista e co-direttore del centro per i Bambini e le Famiglie all'Istituto di Brookings di Washington. Il risultato è che "si stanno avendo meno investimenti di lungo periodo, come case, mobili e altri beni durevoli". Rinunciando a mutui e non dovendo mettere da parte i soldi per l'istruzione dei figli, gli adulti preferiscono spendere per beni e servizi di breve durata, come ad esempio le vacanze, i ristoranti, appartamenti in affitto.

In particolare il tasso di matrimonio negli Stati Uniti è precipitato ai livelli più bassi nel giro di quasi un secolo. Nel 2011 era sposata appena il 50,3% della popolazione (nel 1960, secondo un'analisi del Centro di Ricerca Pew, la popolazione sposata era invece del 72,2%).

In tutta l'Europa, le persone che si sono legate in matrimonio sono scese del 40% dal 1970. Secondo i dati dell'Eurostat, nel 2008 ci sono stati 4,8 matrimoni ogni mille persone, mentre appena un decennio fa erano 7,9. Australia, Giappone, Corea del Sud, Brasile, Messico e altri paesi industrializzati hanno avuto declini simili nei tassi di matrimonio.

Il calo riflette i cambiamenti radicali che sono avvenuti nella società negli ultimi decenni. Le donne, ad esempio, sono molti più indipendenti economicamente e hanno meno bisogno di ricercare un partner per la stabilità economica. Molte coppie si trovano a loro agio a convivere sotto lo stesso tetto senza sposarsi, anche in paesi fortemente cattolici come Spagna e Italia.

Ma i cali dell'ultimo periodo sono anche dovuti alla crisi economica. Dal momento che i tassi di disoccupazione continuano a crescere in tutto il mondo, l'idea di mettere su famiglia è sempre meno attraente per i giovani compresi tra i 20 e i 30 anni. Nei paesi europei, la recessione sta costrigendo molti giovani a rimanere a casa e secondo i dati citati dal Guardian sull'Unione Europea quasi la metà dei giovani compresi tra i 18 e i 30 anni vive ancora con i loro genitori.

"Questa generazione di giovani si sente molto insicura a causa della situazione economica e di un mercato del lavoro che offre poche garanzie", ha detto Sawhill. "È una situazione che spinge le persone ad essere sempre più avverse al rischio".

L'incertezza economica sta spingendo al ribasso i tassi di natalità nel mondo industrializzato, anche se il calo è dovuto anche ai nuovi stili di vita, con le persone che scelgono la carriera alla famiglia.

Ad esempio Alexia, una fotografa greca di 28 anni che vive a Londra, afferma che un giorno gli piacerebbe avere figli. "Tuttavia, al momento non sono nelle condizioni finanziarie di potermi permettere di mettere su famiglia e non mi sento ancora pronta per legarmi", ha detto. "Voglio viaggiare e realizzare qualche progetto prima di avere un figlio".

Nei quattro decenni scorsi, il tasso di fertilità delle 34 nazioni dell'OCSE, inclusi gli Stati Uniti, è sceso approssimativamente del 40%. Nel 2010 sono nati 1,7 bambini da donne in età fertile a fronte dei 2,7 nati nel 1970, come mostrano i dati OCSE.

Edward Yardeni, un economista di New York, ha sostenuto che l'aumento dei single potrebbe essere buono per alcuni aspetti dell'economia. I "selfies", così Edward ha denominato il gruppo, sono più flessibili e quindi sono in grado di cercare posti di lavoro in più mercati, cosa che consente alle imprese e alle industrie di crescere in modo rapido ed efficiente, ha detto l'economista in una nota ripresa dal Businessweek.

Ma c'è un rovescio della medaglia per i single, ha aggiunto. Le persone che si affidano a una sola fonte di reddito o all'assistenza sanitaria sono più vulnerabili ai licenziamenti e alle malattie. Meno bambini nel mondo significa anche un minor numero di contribuenti nel futuro prossimo, cosa che andrà a discapito della rete sociale che dovrà sostenere le persone nell'anzianità, ha detto.

Negli Stati Uniti in particolare il sistema giuridico ed economico tende a favorire le coppie sposate. Un'analisi dell'Atlantic del 2013 indica che più di 1.000 leggi offrono evidenti vantaggi alle persone che si sono unite in matrimonio, mentre diverse polizze assicurative, incluse quelle sulla casa, sulla salute e sulla vita, costano in media di meno a persone sposate che a persone non sposate.

Tuttavia, per María Teresa Castro-Martín, la decisione di non avere figli è un indicatore economico più significativo rispetto alla decisione di unirsi in matrimonio. Castro-Martín è un ricercatore del Consiglio di Ricerca Nazionale della Spagna, un istituto statale di Madrid. "Penso che la questione riguardi meno il fatto di essere sposati, e più il fatto di avere figli", ha detto a telefono.

Ho notato che in Spagna e in altri paesi sviluppati, più coppie scelgono di avere figli al di fuori del matrimonio, una scelta che li spinge a fare scelte finanziarie di lungo periodo, come comprare case, macchine migliori, e investire in piani di risparmio (anche in assenza di un contratto di matrimonio).

Alexia, la fotografa greca, ha convenuto che i voti di nozze non sono un fattore critico per iniziare a costruire una famiglia. "Credo che avere una famiglia sia possibile anche al di fuori del matrimonio. Penso che il matrimonio non sia una cosa indispensabile", ha detto.

Circa il 36% dei bambini spagnoli nel 2012 sono nate da donne non sposate, rispetto al 4% del 1980, ha detto Castro-Martín. "Queste non sono madri adolescenti o donne sole. Sono semplicemente figli di coppie che non si sono sposate. Le cose sono semplicemente cambiate, anche in una società tradizionalista come la Spagna", ha detto.

Secondo i dati del Pew, in tutta l'Europa la media dei bambini nati da coppie non sposate si aggira intorno al 39%, mentre negli Stati Uniti tale media è del 41%.

Castro-Martín ha affermato che questi cambiamenti tra le abitudini dei giovani adulti sono destinati a persistere anche quando la situazione economica dovesse migliorare. Nonostante più coppie potrebbero decidere di sposarsi o avere figli in un mercato del lavoro più roseo, difficilmente i matrimoni e i tassi di nascite torneranno ai livelli degli anni '70.

"Non credo il trend possa invertirsi; è un trend generale che interessa tutto il pianeta. Non rivedremo i numeri a cui eravamo abituati in passato", ha detto.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73653/20141215/matrimonio-nascite-bambini-crisi-economica.htm

 

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