Tredicesima in tasse e bollette per un italiano su due. E la situazione potrebbe non migliorare presto

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Dicembre è un mese speciale, mentre i bambini aspettano con ansia Babbo Natale, gli adulti attendono (con non meno ansia) l'arrivo della tredicesima. Una sorta di bonus natalizio che permette di allargare un po' i cordoni della borsa ed effettuare spese che in altri periodi dell'anno non sarebbero possibili. La tredicesima sarà percepita da oltre 30 milioni di italiani, ma come sarà spesa? Ce lo dice una indagine Coldiretti/Ixè.

  

Il 51% degli italiani la utilizzerà per pagare: tasse, mutui, rate e bollette e solo il 26% la spenderà per i regali (facendo quindi aumentare i consumi); il restante 23%, in maniera previdente, preferisce metterla da parte.

Le tredicesime porteranno nelle buste paghe dei lavoratori dipendenti circa 39 miliardi di euro, 1% in più rispetto l'anno scorso, ma: TASI, IMU, bollette varie, mutui, assicurazioni auto/moto e canone RAI (che non è stato ancora riformato, nonostante i numerosi annunci del governo), non permetteranno alla maggior parte degli italiani di utilizzare questo bonus per rialzare i consumi. 

Le tasse e le altre spese non fanno prevedere un Natale ricco, tant'è che a fronte di una spesa media per i regali di 200 euro, il 24% dichiara di avere intenzione di riciclare regali ricevuti per ri-donarli ad amici e parenti. Speriamo che i "riciclatori" abbiano buona memoria, onde evitare figure a dir poco imbarazzanti.

Per quanto riguarda i consumi il rapporto Club Consumo elaborato da Prometeia evidenzia come il divario Nord e Sud si sia decisamente ampliato: "è come se, nel 2013, nel Meridione fossero spariti i consumi di 708 mila nuclei familiari". L'immagine di un Paese in crisi ancora spaccato tra un Nord che a stento galleggia e un Sud che sprofonda. 

Dal 2007 al 2013 la spesa alimentare al Sud è calata del 5%, mentre al Nord è addirittura cresciuta; quella non alimentare è poi sprofondata a -10%. Dati che dovrebbero far riflettere le istituzioni sulla necessità di investimenti nel Sud per portare occupazione ed evitare, in prospettiva, scontri sociali.

Sempre nel periodo 2007 - 2013 si sono persi 66,5 miliardi di euro per la crisi dei consumi; un calo cosi poderoso che ora è inevitabile un leggero miglioramento, non una ripresa, ma una inversione di tendenza dopo aver toccato il fondo. In particolare si pensa che nel biennio 2015 - 2016 possa esserci una lieve ripresa dei consumi, pari all'1%, corrispondente a 14 miliardi di euro in termini reali.

La crescita sarà però troppo modesta per frenare la crisi delle aziende della distribuzione al dettaglio, servirà una riorganizzazione del settore e purtroppo è prevedibile una perdita di posti di lavoro. I settori in crescita saranno il commercio online e la vendita nei discount, segnali di una costante ricerca del risparmio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73663/20141215/coldiretti-prometeia-tredicesima-consumi.htm

 

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