Il governo insiste: triplicate le tasse per le partite IVA. E parte la corsa all'apertura

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Il presidente del consiglio Renzi ha recentemente avuto un faccia a faccia di ben 2 ore con l'ex presidente del consiglio Prodi, chissà se tra una chiacchiera e l'altra è stato affrontato il tema del cosiddetto "regime dei minimi".

  

Il regime dei minimi è un regime fiscale agevolato, introdotto da Prodi e Padoa Schioppa con la legge 244/2007, si rivolge alle partite IVA con ricavi inferiori ai 30 mila euro annui e ha il principale vantaggio nel dover pagare solo il 5% di imposta sostitutiva IRPEF per 5 anni.

La legge di stabilità attualmente triplica le tasse per chi aderisce al regime dei minimi, portandole al 15% e riduce la platea dei beneficiari abbassando il massimale a 15 mila euro annui per i professionisti e alzandolo a 40 mila euro per i commercianti. Inoltre mentre col vecchio regime l'imposta si pagava sul reddito realmente prodotto, col nuovo regime ci sono soglie preordinate in base al tipo di attività, indipendentemente dai costi sostenuti. Alcuni mesi fa abbiamo analizzato l'esito infausto della "riforma" proposta dal governo Renzi, concludendo che per le partite IVA, alla meglio, non sarebbe cambiato niente (mentre in media le cose andrebbero peggio).

Dopo l'approvazione della legge alla Camera si è scatenata una vera e propria corsa per aprirsi la partita IVA entro il 31 dicembre; la riforma del regime dei minimi entrerà in vigore solo a partire dal 1 gennaio, quindi chi ha intenzione di aprirsi una partita IVA nel 2015 farebbe bene ad anticiparsi per pagare meno

Questa corsa però potrebbe anche avere un esito infausto, secondo alcuni infatti la sola apertura della partita IVA non basterebbe a rientrare nel vecchio regime; bisognerebbe anche fatturare un minimo, per non incorrere in una contestazione da parte dell'agenzia delle entrate.

Le finte partite IVA (per lo più giovani) saranno le più colpite, lavoratori di fatto dipendenti, ma senza alcun diritto e con l'onere di aprirsi la partita IVA si troveranno a pagare tre volte di più e continueranno a non avere diritti.

La riforma si tradurrà in un incentivo al lavoro nero, soprattutto chi guadagna cifre molto basse non aderirà al nuovo regime, altro che incentivare i giovani a crearsi un futuro. 

Se ne sono accorti anche in parlamento e infatti stanno studiando delle modifiche, ma la sensazione è che l'impianto della legge rimarrà uguale, al massimo potrebbero cambiare i massimali.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73726/20141216/regime-minimi-stabilit-partite-iva.htm

 

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