Treni, Legambiente: la vita dei pendolari si fa sempre più dura

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Da anni Legambiente porta avanti una campagna per un trasporto ferroviario più efficiente, i motivi di tale campagna sono semplici: viaggiare in treno riduce l'uso delle automobili, cioè meno inquinamento e migliore qualità dell'aria che respiriamo.

  

Ogni anno Legambiente pubblica un rapporto chiamato "Pendolaria", che illustra "la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia", vediamo l'ultimo rapporto cosa ci dice:

ALTA VELOCITÀ. Da anni si sta puntando sull'alta velocità, a scapito della "bassa velocità", il motivo è semplice: rende economicamente di più. Il problema dell'alta velocità è che taglia fuori le piccole città, cosi ad esempio ora è molto più semplice muoversi tra Milano e Roma (la cui offerta su questa tratta è aumentata del 450% in 7 anni); ma è molto più difficile un viaggio in treno in Abruzzo dove negli ultimi 4 anni sono stati tagliati il 21% dei servizi e c'è stato un aumento delle tariffe del 25,4%.

TAGLI AI SERVIZI. Con "tagli ai servizi" si intendono sia le corse tagliate che il numero dei treni. Negli ultimi 4 anni le uniche regioni a non aver fatto questi tagli sono state: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Sardegna e Valle d'Aosta. Al contrario quelle che han tagliato maggiormente i servizi sono state: Abruzzo (-21%), Campania (-19%) e Sicilia (-19%). Da segnalare che negli ultimi 11 anni sono stati chiusi ben 1.189,2 km di linee ferroviarie.

AUMENTI TARIFFE. I prezzi dei biglietti ferroviari in Italia sono mediamente più bassi rispetto agli altri Paesi europei, il problema è che negli ultimi 4 anni ci sono stati forti aumenti, ma a questi aumenti non hanno coinciso miglioramenti della qualità dei servizi offerti, anzi sono peggiorati. Le regioni che hanno aumentato maggiormente le tariffe sono state: Piemonte (+47,3%), Liguria (+41,24%) e Abruzzo (+25,4%).

INVESTIMENTI. I continui tagli potrebbero portare il sistema al collasso, mentre nel 2009 i fondi disponibili erano 6,1 miliardi di euro, adesso dopo l'ultimo taglio del governo Renzi sono solo 4,8, mentre ne servirebbero 6,5; mancano quindi 1,7 miliardi di euro. Oltre ai tagli statali ci sono anche i tagli regionali, Sicilia, Piemonte, Puglia e Veneto per esempio non investono neanche lo 0,1% del proprio bilancio per il trasporto ferroviario.

EUROPA. Facendo un confronto con Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, ci rendiamo conto che solo la Spagna viaggia meno di noi e ha meno treni. E mentre il Regno Unito continua ad aumentare i viaggi, da noi diminuiscono i pendolari: 90 mila passeggeri in meno al giorno. Probabile che gli ex pendolari siano stati costretti a prendere la più costosa e più inquinante automobile per via dei numerosi tagli.

Cosa bisogna fare? Aumentare gli investimenti, fare una seria analisi su tutto il territorio italiano al fine di avere una rete efficiente e ridurre i tempi di percorrenza. In Italia abbiamo i treni per pendolari più lenti d'Europa: 35,9 km/h contro i 51 in Spagna, i 48,1 in Germania, i 46,6 in Francia ed i 40,5 del Regno Unito. Un servizio efficiente è anche un servizio veloce.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/73906/20141222/legambiente-treni-pendolari-tagli.htm

 

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