Padoan guarda al futuro, ma il bilancio dei suoi 10 mesi di governo non è positivo

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L'anno buono è sempre quello che deve ancora venire: potremmo sintetizzare così l'intervista di fine anno rilasciata dal ministro dell'economia Padoan al Corriere della Sera.

  

Gli indici economici non sono per niente positivi, anzi sono proprio negativi: calo della fiducia dei consumatori, PIL a -0,4% (contro la previsione del governo di -0,3%), debito pubblico in costante crescita, così come la disoccupazione e record di pressione fiscale.

Tutti questi dati vengono semplicemente ignorati nell'intervista rilasciata da Padoan, che afferma di guardare al 2015 con ottimismo e parla degli interventi futuri; come se nell'ultimo anno si fosse occupato di altro. Il governo Renzi, di cui Padoan è ministro dell'economia, si è insediato a fine febbraio 2014 con la promessa di "cambiare verso" all'Italia, ma dopo 10 mesi di cura Renzi i dati ci dicono che il verso non è cambiato.

Mentre gli Stati Uniti crescono del 5% noi continuiamo a non vedere la luce in fondo al tunnel: il ministro Padoan spiega che gli Stati Uniti stanno andando bene perché "hanno scelto di affrontare la crisi prima rimettendo in sesto il sistema finanziario e lasciare in un secondo momento l'aggiustamento fiscale, il contrario di quanto abbiamo fatto in Europa".

E allora perché non abbiamo fatto cosi anche noi? Inoltre quale "aggiustamento fiscale" avrebbe fatto Renzi? Secondo gli studi di Confcommercio abbiamo il record mondiale di pressione fiscale effettiva, pari al 53,2% del PIL e le misure adottate negli ultimi 10 mesi non sono in grado di abbattere questo record; anzi, dopo i tagli del governo alle regioni è quasi sicuro che le stesse si rifaranno sui cittadini aumentando le tasse. E non si dica che è colpa dell'Europa, perche il taglio delle tasse è imminente da almeno vent'anni, ma solo a parole: anche Renzi, come i governi precedenti, ne ha aumentate, specialmente sul risparmio, ma non manca neppure una patrimoniale sui macchinari delle imprese.

L'unico "sollievo" sono stati gli 80 euro, che sono maggiore spesa pubblica, non minori tasse, sollievo che peraltro non ha coinvolto disoccupati e incapienti, ovvero i maggiormente bisognosi di aiuto. Una distorsione assurda che Padoan non può aver accettato se non per motivi politici (ovvero per "comprare" un po' di voti).

Per il futuro il ministro Padoan ha già annunciato "un pacchetto per gli investimenti che definiamo Investment Compact. Misure fiscali a sostegno delle piccole e medie imprese, in particolare quelle innovative, anche attraverso un rifinanziamento del fondo di garanzia. Spero si possa varare entro gennaio".

L'idea di varare un pacchetto per gli investimenti è sicuramente buona, bisogna vedere come pensano di strutturarla e se la montagna non partorirà il solito topolino. Il problema fondamentale sarà come al solito trovare le risorse, con la "coperta corta" che ci ritroviamo si rischia di togliere risorse ad altri settori o di aumentare ulteriormente le tasse.

Dall'intervista del ministro Padoan possiamo quindi dedurre che questi 10 mesi di governo siano stati solo un riscaldamento in attesa di entrare in campo, effetti concreti sull'economia non se ne sono visti per adesso, ma il ministro è ottimista per il 2015. Noi, vista la distanza fra gli annunci pirotecnici e la realtà degli ultimi dieci mesi, ci permettiamo di esserlo un po' meno.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74051/20141230/padoan-crescita-investment-compact.htm

 

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