Nonostante tutto, la Lituania entra nell'Eurozona: resterà l'ultima ad adottare l'euro?

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Anno nuovo, nuovo Paese nell'Eurozona: la Lituania è il 19esimo Paese ad adottare la moneta unica e non sarà l'ultimo. Nonostante in tutti i Paesi europei ci siano i cosiddetti "euroscettici", i quali portano avanti battaglie anche tramite partiti politici per uscire dalla moneta unica, l'euro ha ancora il suo fascino e ci sono diversi Paesi che vorrebbero aderirvi.

  

L'Unione Europea è composta da 28 Paesi e tutti devono aderire alla moneta unica nel momento in cui soddisfano i criteri economici stabiliti, le uniche eccezioni sono state fatte per Danimarca e Regno Unito, che possono adottarla, ma non sono obbligate.

Caso particolare riguarda la Svezia, che avrebbe l'obbligo di entrare, ma si rifiuta per rispetto del referendum svolto nel 2003 (il 56% degli svedesi era contrario alla moneta unica). Il "trucchetto" che utilizza per non aderire è stare al di fuori dei tassi di cambio, pur rispettando tutti i requisiti economici; un trucchetto che ha infastidito parecchio gli altri Paesi, ma che fino adesso è stato tollerato.

Dopo la Lituania il prossimo Paese ad aderire potrebbe essere la Bulgaria (2016?), poi Repubblica Ceca (2017?), Croazia (2019?), Romania (2019?), Ungheria (2020?) e Polonia (2020?). Le date di adesione sono tutt'altro che certe, non tanto perché non si rispettino i parametri economici, ma perché c'è la sensazione di salire su una barca che sta affondando; la crisi economica e la situazione greca fan paura e l'euroscetticismo avanza. Nonostante ciò ci sono diversi Paesi che vorrebbero entrare nell'Unione Europea e quindi anche nell'eurozona, in particolare si sono già candidati ufficialmente: Albania, Islanda, Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia.

Perché con la crisi economica tutti han puntato il dito contro la moneta unica? È colpa dell'euro se l'Italia non si riprende? Alcuni economisti, anche di fama mondiale, sono dichiaratamente euroscettici, il motivo è semplice: con l'adozione dell'euro i Paesi rinunciano alla propria sovranità monetaria. Tuttavia, a cominciare da Paul Krugman, essi riconoscono che l'errore è stato entrare nella moneta unica, ma uscirne rischia di essere un errore ancora più grande.

Rinunciare alla propria sovranità monetaria in parole povere significa non poter più "stampare il denaro di cui si ritiene di aver bisogno"; più denaro si stampa e si fa circolare, più dovrebbe essere facile vendere i propri beni all'estero, il che dovrebbe aiutare la crescita economica. 

Adesso a decidere quanti euro devono circolare è la Banca Centrale Europea e quindi i singoli Paesi non possono "giocare" su questo fronte per risolvere i propri problemi economici. 

Il fatto di non poter stampare liberamente il denaro è la causa della crisi? Assolutamente no, lo dimostra il fatto che ci sono Paesi dell'Eurozona in cui la crisi ha inciso meno che da noi: le esportazioni italiane, che dovrebbero essere le maggiori beneficiarie di una svalutazione, non sono andate affatto male. Questo dovrebbe lasciar intuire che la moneta è un problema secondario.

Stampare moneta può essere un "aiutino" che ci avrebbe fatto comodo, ma se poi non riformi il sistema in maniera strutturale dopo poco tempo si ritorna punto e a capo. La svalutazione, insomma, può curare il sintomo, non la malattia, e non è neppure certo che il giochino riesca: basti pensare alla Russia, la cui moneta si è pesantemente deprezzata, ma i fondamentali restano comunque assai depressi per il futuro prossimo.

Detto questo uscire dall'euro è un'ipotesi attualmente assurda, l'euro non è la causa di tutti i mali, anzi ci ha permesso di non soccombere alla crisi economica; il problema sono le politiche economiche sbagliate che i nostri governi hanno messo in moto nel corso di questi anni. Quando hanno fatto effettivamente qualcosa, ovviamente.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74091/20150102/lituania-euro-crisi-economica.htm

 

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